Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 17320 del 13/07/2017


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Cassazione civile, sez. trib., 13/07/2017, (ud. 28/06/2017, dep.13/07/2017),  n. 17320

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. CHINDEMI Domenico – Presidente –

Dott. CAMPANILE Pietro – Consigliere –

Dott. DE MASI Oronzo – Consigliere –

Dott. STALLA Giacomo Maria – Consigliere –

Dott. CARBONE Enrico – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso iscritto al n. 23421/2012 R.G. proposto da:

Agenzia delle Entrate, rappresentata e difesa dall’Avvocatura

Generale dello Stato, presso i cui uffici in Roma alla Via dei

Portoghesi n. 12 è domiciliata;

– ricorrente –

contro

B.G., rappresentato e difeso dall’Avv. Nicoletta Gervasi,

presso il suo studio in Roma al Corso d’Italia n. 102 elettivamente

domiciliato, per procura a margine del controricorso;

– controricorrente –

avverso la sentenza della Commissione Tributaria Regionale del Lazio

n. 182/37/11 depositata il 14 luglio 2011.

Udita la relazione svolta nella Camera di consiglio del 28 giugno

2017 dal Consigliere Dott. Enrico Carbone.

Fatto

FATTO E DIRITTO

atteso che:

L’Agenzia delle Entrate impugna per cassazione con due motivi il rigetto del proprio appello contro l’annullamento in primo grado della cartella di pagamento emessa verso B.G. in seguito a controllo automatizzato della dichiarazione dei redditi per l’anno d’imposta 2001.

– In controricorso, il B. eccepisce la tardività del ricorso per cassazione, che sarebbe stato notificato solo in data 29 ottobre 2012, quindi oltre la scadenza del 14 ottobre 2012.

– L’eccezione di tardività è infondata: attesa la scissione soggettiva del momento perfezionativo della notifica, questa si intende perfezionata per il notificante già nel momento in cui egli affida l’atto all’ufficiale (Cass. 6 febbraio 2007, n. 2565, Rv. 595853; Cass. 13 gennaio 2010, n. 359, Rv. 611318); nella specie, l’affidamento è avvenuto il 15 ottobre 2012 (come da relata), ultimo giorno utile (il 14 ottobre 2012 cadeva di domenica).

– Il primo motivo di ricorso denuncia omessa pronuncia del giudice d’appello sul motivo di gravame inerente l’extrapetizione commessa dal primo giudice nel rilevare la nullità della cartella in ragione del mancato previo invito al contraddittorio.

– Il primo motivo è inammissibile: l’extrapetizione commessa dal giudice tributario di primo grado per aver censurato un motivo di nullità dell’atto impositivo non dedotto dal contribuente resta coperta da giudicato interno se non dedotta con specifico motivo d’appello (Cass. 28 settembre 2007, n. 20393, Rv. 600599); motivo d’appello che qui non risulta proposto con la necessaria specificità (pag. 2 dell’odierno ricorso trascrive una generica denuncia in appello circa violazioni dell’art. 112 c.p.c.).

– Il secondo motivo di ricorso denuncia violazione del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 36-bis, D.P.R. n. 633 del 1972, art. 54-bis, L. n. 212 del 2000, art. 6, per aver il giudice d’appello ritenuto obbligatorio l’invio della comunicazione di irregolarità e dell’avviso bonario.

– Il secondo motivo è fondato: ai sensi del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 36-bis, D.P.R. n. 633 del 1972, art. 54-bis, la comunicazione di irregolarità è obbligatoria solo quando il controllo automatizzato evidenzi un risultato difforme dalla dichiarazione, non anche in caso di mero omesso o tardivo versamento (Cass. 6 luglio 2016, n. 13759, Rv. 640341); del pari, a norma della L. n. 212 del 2000, art. 6, l’avviso bonario è obbligatorio solo qualora sussistano incertezze su aspetti rilevanti della dichiarazione, situazione che non ricorre in caso di mero omesso o insufficiente versamento (Cass. 25 maggio 2012, n. 8342, Rv. 622681); nella specie, è incontroverso essersi trattato di una semplice insufficienza di versamento, sicchè il giudice d’appello ha errato in diritto quando ha dichiarato nulla la cartella per il mancato invio della comunicazione e dell’avviso.

– Il ricorso deve essere accolto nel secondo motivo, inammissibile il primo; la sentenza deve essere cassata in relazione al motivo accolto, con rinvio per nuovo esame e regolamento delle spese.

PQM

 

Accoglie il ricorso nel secondo motivo, inammissibile il primo; cassa la sentenza in relazione al motivo accolto e rinvia alla Commissione tributaria regionale del Lazio in diversa composizione, anche per le spese del giudizio di legittimità.

Così deciso in Roma, nell’adunanza camerale, il 28 giugno 2017.

Depositato in Cancelleria il 13 luglio 2017

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