Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 1732 del 28/01/2014


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Civile Ord. Sez. 6 Num. 1732 Anno 2014
Presidente: LA TERZA MAURA
Relatore: FERNANDES GIULIO

ORDINANZA
sul ricorso 9696-2012 proposto da:
PALMA CINZIA PLMCNZ62C54G902R, elettivamente domiciliata
in ROMA, VIA CARLO MIRABELLO 11, presso lo studio
dell’avvocato TORCICOLLO GIUSEPPE PIO, rappresentata e difesa
dall’avvocato PARATO VINCENZO giusta mandato a margine del
ricorso;
– ricorrente contro
ANNESI GIUSEPPE, elettivamente domiciliato in ROMA, VIA
LUCREZIO CARO 38, presso lo studio dell’avvocato DE
FRANCESCO GIOVANNI, che lo rappresenta e difende giusta
delega a margine del controricorso;
– controricorrente –

Data pubblicazione: 28/01/2014

avverso la sentenza n. 806/2011 della CORTE D’APPELLO di
LECCE del 23/03/2011, depositata 1’01/04/2011;
udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del
28/11/2013 dal Consigliere Relatore

Dott.

GIULIO FERNANIDES,

udito l’Avvocato Parato Vincenzo difensore della ricorrente che si

udito l’Avvocato De Francesco Giovanni difensore del
controricorrente che si riporta agli scritti.

Ric. 2012 n. 09696 sez. ML – ud. 28-11-2-

L

riporta agli scritti e chiede la trattazione del ricorso in P.U.;

FATTO E DIRITTO
La causa è stata chiamata all’adunanza in camera di consiglio del 28
novembre 2013, ai sensi dell’art. 375 c.p.c. sulla base della seguente
relazione redatta a norma dell’art. 380 bis c.p.c.:
” Con sentenza del 1° aprile 2011 la Corte di appello di Lecce

proposta da Palma Cinzia intesa ad ottenere l’accertamento della
intercorrenza di un rapporto di lavoro subordinato alle dipendenze di
Annesi Giuseppe con mansioni di collaboratrice amministrativa
riconducibili al 4° livello super del CCNL Studi Professionali CIPA, nel
periodo dal 1.11.1995 al 31.8.2002, con condanna del convenuto al
pagamento in suo favore della somma di euro 76.184,85 per differenze
retributive, oltre accessori.
Ad avviso della Corte dalla esperita istruttoria non era emersa la prova
dell’assoggettamento della Palma al potere gerarchico dell’Annesi né che la
medesima avesse messo a disposizione del predetto in modo costante ed
esclusivo le proprie energie lavorative. Precisava, altresì la Corte che
l’offerta transattiva, sollecitata dal Tribunale prima di procedere al libero
interrogatorio delle parti, operata dall’Annesi non poteva essere
considerata un riconoscimento della fondatezza della pretesa.
Per la Cassazione di tale decisione propone ricorso la Palma affidato ad
un unico articolato motivo.
Resiste con controricorso l’Annesi.
Preliminarmente, va rilevata la ammissibilità del ricorso che risulta essere
stato proposto tempestivamente in quanto notificato in data 2 aprile 2012,
nel rispetto del termine annuale di cui all’art. 327 c.p.c. (che spirava il 1°
aprile 2012, cadente di domenica e, quindi, prorogato di diritto al giorno
successivo ai sensi dell’art. 155 c.p.c.).

confermava la decisione del Tribunale di Lecce di rigetto della domanda

Ciò detto, con l’unico motivo la ricorrente violazione degli artt. 2094 e
2697 c.c. nonchè 115 e 116 c.p.c. .; omessa, insufficiente e contraddittoria
motivazione in ordine all’esame ed alla valutazione delle risultanze
istruttorie e della documentazione prodotta.
Assume che la Corte di appello non aveva adeguatamente valutato le

emergeva la ricorrenza di un rapporto di lavoro subordinato con l’Annesi
e, inoltre, aveva proceduto ad una sommaria e superficiale disamina delle
risultanze istruttorie, in particolare delle deposizioni dei testi escussi.
Osserva il Collegio che il motivo è inammissibile.
Va precisato, con riferimento alla denunciata violazione e/o falsa
applicazione di legge, che la stessa in realtà integra una censura di vizio
della motivazione in quanto critica la valutazione che l’impugnata sentenza
ha fatto delle risultanze di causa. E’ stato, infatti, chiarito che il vizio di
violazione di legge consiste nella deduzione di un’erronea ricognizione, da
parte del provvedimento impugnato, della fattispecie astratta recata da una
norma di legge e quindi implica necessariamente un problema
interpretativo della stessa (di qui la funzione di assicurare l’uniforme
interpretazione della legge assegnata alla Corte di Cassazione dall’art. 65
ord. giud.); viceversa, l’allegazione di un’erronea ricognizione della
fattispecie concreta a mezzo delle risultanze di causa e’ esterna all’esatta
interpretazione della norma di legge e impinge nella tipica valutazione del
giudice di merito, la cui censura e’ possibile, in sede di legittimita’, sotto
l’aspetto del vizio di motivazione (Cass. 15499/04, 16312/05, 10127/06 e
4178/07).
Va, poi, ricordato che il vizio di omessa, insufficiente o contraddittoria
motivazione denunciabile con ricorso per cassazione ai sensi dell’art. 360
c.p.c., n. 5, si configura soltanto quando nel ragionamento del giudice di
merito sia riscontrabile il mancato o insufficiente esame di punti decisivi

2

dichiarazioni da lei rese in sede di libero interrogatorio dalle quali

della controversia, prospettati dalle parti o rilevabili d’ufficio, ovvero un
insanabile contrasto tra le argomentazioni adottate, tale da non consentire
l’identificazione del procedimento logico-giuridico posto a base della
decisione, vizio che non e’ certamente riscontrabile allorche’ il giudice di
merito abbia semplicemente attribuito agli elementi valutati un valore e un

Inoltre, per poter considerare la motivazione adottata dal giudice di
merito adeguata e sufficiente, non è necessario che nella stessa vengano
prese in esame (al fine di confutarle o condividerle) tutte le
argomentazioni svolte dalie parti, ma è sufficiente che il giudice indichi le
ragioni del proprio convincimento, dovendosi in questo caso ritenere
implicitamente rigettate tutte le argomentazioni logicamente incompatibili
con esse (Cass. n. 16162 del 28/10/2003; Cass. n. 13342/1999).
Orbene, il motivo in esame integra un dissenso dalle conclusioni del
giudice di merito e sollecita una richiesta di controllo sulla motivazione
che si risolverebbe in una inammissibile duplicazione del giudizio di
merito (cfr. Cass n. 6288 del 18/03/2011; Cass. 10657/2010, Cass.
9908/2010, Cass. 27162/2009, Cass. 13157/2009, Cass. 6694/2009, Cass.
18885/2008, Cass. 6064/2008).
In effetti la sentenza impugnata ha vagliato le circostanze rilevanti ai fini
della decisione, svolgendo un iter argomentativo esaustivo, coerente con le
emergenze istruttorie acquisite ed immune da contraddizioni e vizi logici,
il che esclude la fondatezza, sotto il profilo del preteso vizio di
motivazione, delle doglianze svolte.
Peraltro, il giudice del gravame ha tratto dalla compiuta disamina del
materiale probatorio la convinzione della insussistenza degli indici tipici
della subordinazione, in particolare, la inesistenza dell’assoggettamento
della Palma al potere gerarchico dell’asserito suo datore di lavoro.

3

significato diversi dalle aspettative e dalle deduzioni di parte.

Per tutto quanto sopra considerato, si propone la declaratoria di
inammissibilità del ricorso con ordinanza, ai sensi dell’art. 375 cod. proc.
civ., n. 5.”.
Sono seguite le rituali comunicazione e notifica della suddetta relazione,
unitamente al decreto di fissazione della presente udienza in Camera di

L’Annesi ha depositato memoria ex art. 380 bis c.p.c..
Il Collegio condivide il contenuto della relazione ritenendo, quindi, di
dichiarare il ricorso inammissibile.
Le spese del presente giudizio, per il principio della soccombenza, sono
poste a carico della ricorrente e vengono liquidate come da dispositivo.

P.Q.M.
La Corte dichiara inammissibile il ricorso, condanna la ricorrente alle spese
del presente giudizio liquidate in euro 100,00 per esborsi ed in euro
3.000,00 per compensi, oltre accessori di legge.
Così deciso in Roma, il 28 novembre 2013
Il Presidente

consiglio.

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