Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 17316 del 17/06/2021

Cassazione civile sez. trib., 17/06/2021, (ud. 25/03/2021, dep. 17/06/2021), n.17316

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. CIRILLO Ettore – Presidente –

Dott. NAPOLITANO Lucio – Consigliere –

Dott. GIUDICEPIETRO Andreina – Consigliere –

Dott. D’AQUINO Filippo – rel. Consigliere –

Dott. DI MARZIO Paolo – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso iscritto al n. 18853/2015 R.G. proposto da:

G.C. (C.F. (OMISSIS)), rappresentata e difesa dall’Avv.

BARTOLOMEO MALFATTO, elettivamente domiciliata in ROMA PIAZZA CAVOUR

presso la CANCELLERIA della CORTE di CASSAZIONE;

– ricorrente –

contro

AGENZIA DELLE ENTRATE (C.F. (OMISSIS)), in persona del Direttore pro

tempore, rappresentata e difesa dall’Avvocatura Generale dello

Stato, elettivamente domiciliata in Roma, Via dei Portoghesi, 12;

– controricorrente –

avverso la sentenza della Commissione Tributaria Regionale della

Lombardia, Sezione staccata di Brescia, n. 7256/67/2014, depositata

il 24 dicembre 2014.

Udita la relazione svolta nella camera di consiglio del 25 marzo 2021

dal Consigliere Relatore Dott. D’Aquino Filippo.

 

Fatto

RILEVATO

CHE:

La contribuente G.C. ha impugnato alcuni avvisi di accertamento, redatti con metodo sintetico, relativi ai periodi di imposta degli anni 2007 e 2008, fondati su alcuni elementi indicatori di capacità contributiva, costituiti dal possesso di beni immobili e dall’acquisto di alcuni beni mobili;

che la CTP di Brescia ha rigettato il ricorso e che la CTR della Lombardia, Sezione staccata di Brescia, con sentenza in data 24 dicembre 2014, ha rigettato l’appello;

che ha proposto ricorso per cassazione la contribuente affidato a tre motivi, cui ha resistito con controricorso l’ente impositore;

Diritto

CONSIDERATO

CHE:

La contribuente ha depositato istanza di sospensione del processo a termini del D.L. 24 aprile 2017, n. 50, art. 11, comma 8, dichiarando, altresì, di avere aderito alla definizione agevolata di cui alla suddetta disposizione;

che l’istanza è stata notificata al controricorrente e che il patrono erariale, previa allegazione della nota dell’Ufficio con la quale si dà atto del pagamento integrale degli importi dovuti per la definizione agevolata, ha chiesto dichiararsi la cessazione della materia del contendere;

che tra gli effetti del condono vi è l’estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, senza che abbia incidenza l’adesione da parte dell’Erario, essendo l’estinzione un effetto riconosciuto dalla legge in conseguenza dell’adesione oblativa ivi prevista, operando l’istituto del condono tributario secondo meccanismi di diritto pubblico (Cass., Sez. U, 27 gennaio 2016, n. 1518); il che consegue alla circostanza che, a termini del D.L. n. 50 del 2017, art. 11, comma 10, il pagamento del dovuto da parte del contribuente consente la declaratoria, anche d’ufficio, della cessazione della materia del contendere ed estinzione del processo anche in mancanza di istanza di trattazione entro il 31 dicembre 2018 (Cass., Sez. V, 19 giugno 2020, n. 12017);

che, stante l’estinzione del giudizio, le spese restano a carico delle parti che le hanno anticipate;

che non sussistono i presupposti del raddoppio del contributo unificato, non essendo invocabile in caso di cessazione della materia del contendere il suddetto meccanismo sanzionatorio (Cass., Sez. III, 10 febbraio 2017, n. 3542).

P.Q.M.

La Corte, dichiara estinto per legge il giudizio di cassazione per il verificarsi della fattispecie di cui al D.L. n. 50 del 2017, art. 11, comma 10, e dichiara cessata la materia del contendere.

Così deciso in Roma, il 25 marzo 2021.

Depositato in Cancelleria il 17 giugno 2021

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