Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 17289 del 23/07/2010

Cassazione civile sez. II, 23/07/2010, (ud. 19/02/2010, dep. 23/07/2010), n.17289

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SECONDA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. SETTIMJ Giovanni – Presidente –

Dott. PETITTI Stefano – rel. Consigliere –

Dott. PARZIALE Ippolisto – Consigliere –

Dott. D’ASCOLA Pasquale – Consigliere –

Dott. DE CHIARA Carlo – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA INTERLOCUTORIA

sul ricorso proposto da:

A.P., rappresentato e difeso, per procura speciale a

margine del ricorso, dall’Avvocato VAGLIO Mauro, presso lo studio del

quale in Roma, via Dardanelli n. 21, è elettivamente domiciliato;

– ricorrente –

contro

COMUNE DI (OMISSIS), in persona del Sindaco pro tempore,

rappresentato e

difeso dall’Avvocato Frigenti Guglielmo, per procura a margine del

controricorso, giusta determinazione dirigenziale di autorizzazione a

resistere n. 189 del 20 aprile 2007, elettivamente domiciliato in

Roma, via del Tempio di Giove n. 21, presso gli uffici

dell’Avvocatura comunale;

– controricorrente –

avverso la sentenza del Giudice di pace di Roma n. 6822/06,

depositata in data 8 febbraio 2006;

Udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

19 febbraio 2010 dal Consigliere relatore Dott. Stefano Petitti;

lette le conclusioni del P.M., in. persona del Sostituto Procuratore

Generale Dott. UCCELLA Fulvio il quale ha chiesto il rigetto del

ricorso per manifesta infondatezza dei motivi;

sentito il P.M., in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

Giampaolo Leccisi, il quale si è riportato alle conclusioni scritte.

 

Fatto

RITENUTO IN FATTO

Che, con sentenza depositata in data 8 febbraio 2006, il Giudice di pace di Roma ha rigettato, l’opposizione proposta da A.P. avverso il verbale – avviso di accertamento elevato per violazione dell’art. 40 C.d.S., comma 2, del codice della strada, da un ausiliario del traffico del Comune di (OMISSIS), e ha convalidato il provvedimento opposto, condannando l’opponente al pagamento delle spese processuali liquidate in Euro 100,00;

che per la cassazione di questa sentenza ha proposto ricorso l’ A. sulla base di un unico motivo, cui ha resistito, con controricorso, l’intimato Comune.

Diritto

CONSIDERATO IN DIRITTO

Che, con l’unico motivo di ricorso, il ricorrente deduce violazione dell’art. 91 cod. proc. civ. e della L. n. 689 del 1981, art. 23, comma 11, in relazione all’art. 360 c.p.p., nn. 3 e 5;

che il ricorrente, premesso che il Comune, nel giudizio di merito, si è difeso a mezzo di un proprio funzionario e che quindi non può vedersi riconosciuti nè i diritti nè gli onorari ma solo le spese vive, censura la sentenza impugnata perchè ha liquidato una somma e- sorbitante a tale titolo;

che, osserva il ricorrente, il Comune aveva depositato una nota spese articolata in due voci: spese di cancelleria, Euro 26,00, e deposito comparsa di costituzione e risposta, Euro 86,50, e cosi per un totale di Euro 112,50, del tutto eccedente rispetto alle spese vive effettivamente sostenute per la carta e l’inchiostro utilizzati per la redazione della comparsa di costituzione e per il trasporto del funzionario dagli uffici comunali all’ufficio del giudice di pace;

che, inoltre, la liquidazione delle spese nella misura di 100,00 Euro, sarebbe del tutto immotivata;

che il Collegio non ravvisa le condizioni per la decisione del ricorso in camera di consiglio;

che, pertanto, la causa deve essere rinviata a nuovo ruolo, disponendosi la trattazione del ricorso in pubblica udienza (presso la Struttura).

P.Q.M.

La Corte rinvia la causa a nuovo ruolo, disponendo la trattazione del ricorso in pubblica udienza (Struttura).

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Seconda Sezione Civile della Corte suprema di Cassazione, a seguito di riconvocazione, il 7 luglio 2010.

Depositato in Cancelleria il 23 luglio 2010

 

 

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