Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 17282 del 13/07/2017


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Cassazione civile, sez. trib., 13/07/2017, (ud. 13/06/2017, dep.13/07/2017),  n. 17282

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. DI IASI Camilla – Presidente –

Dott. STALLA Giacomo Maria – rel. Consigliere –

Dott. SCARCELLA Alessio – Consigliere –

Dott. CARBONE Enrico – Consigliere –

Dott. FASANO Anna Maria – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sul ricorso 28189-2011 proposto da:

AGENZIA DELLE ENTRATE in persona del Direttore pro tempore,

elettivamente domiciliato in ROMA VIA DEI PORTOGHESI 12, presso

l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che lo rappresenta e difende;

– ricorrente –

contro

CONSORZIO ROMANO PARCHEGGI in persona del legale rappresentante pro

tempore, elettivamente domiciliato in ROMA VIA FRANCESO CRISPI 89,

presso lo studio dell’avvocato LEONE PONTECORVO, che lo rappresenta

e difende unitamente all’avvocato ARMANDO PONTECORVO giusta delega

in calce;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 194/2010 della COMM. TRIB. REG. di ROMA,

depositata il 29/09/2010;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

13/06/2017 dal Consigliere Dott. STALLA GIACOMO MARIA;

udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

ZENO IMMACOLATA che ha concluso per l’accoglimento per entrambi i

motivi;

udito per il ricorrente l’Avvocato GAROFOLI che ha chiesto

l’accoglimento;

udito per il controricorrente l’Avvocato ARMANDO PONTECORVO che ha

chiesto il rigetto.

Fatto

FATTI RILEVANTI E RAGIONI DELLA DECISIONE

p. 1. L’agenzia delle entrate propone due motivi di ricorso per la cassazione della sentenza n. 194/7/10 del 29 settembre 2010 con la quale la commissione tributaria regionale del Lazio, in riforma della prima decisione, ha ritenuto illegittimo l’avviso di liquidazione di imposta suppletiva ipotecaria e catastale notificato al Consorzio Romano Parcheggi con riguardo alla convenzione urbanistica 1 agosto 2005; avente ad oggetto la concessione a quest’ultimo, da parte del Comune di Roma, del diritto di superficie su un’area destinata alla realizzazione di parcheggi, con attribuzione al Consorzio attuatore della relativa gestione pluridecennale.

La commissione tributaria regionale, in particolare, ha ritenuto che la convenzione in oggetto, assoggettata ad imposta di registro in misura fissa, fosse esente da imposta ipotecaria e catastale, atteso che: – le opere di esecuzione del Programma Urbano Parcheggi del Comune di Roma costituivano, a tutti gli effetti di legge, opere di urbanizzazione e riqualificazione urbana; – la L. n. 122 del 1989, art. 11, comma 1, (richiamato nella convenzione tra le parti) stabiliva che le opere di realizzazione dei parcheggi costituissero opere di urbanizzazione anche ai sensi della L. n. 10 del 1977, art. 9, comma 1, lett. f); – l’art. 20 di quest’ultima legge rendeva applicabile alle convenzioni in oggetto il trattamento tributario previsto dal D.P.R. n. 601 del 1973, art. 32, comma 2, recante appunto, per gli atti di trasferimento e di concessione del diritto di superficie sulle aree, l’applicazione dell’imposta di registro in misura fissa e l’esenzione dall’imposta ipotecaria e catastale.

Resiste con controricorso e memoria il Consorzio Romano Parcheggi.

p. 2.1 Con il primo motivo di ricorso l’agenzia delle entrate lamenta – ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, – violazione e falsa applicazione della normativa di riferimento (L. n. 122 del 1989, art. 11, commi 1 e 3; L. n. 10 del 1977, art. 20; D.P.R. n. 601 del 1973, art. 32; D.Lgs. n. 347 del 1990, art. 1). Per non avere la commissione tributaria regionale considerato che: – l’agevolazione in oggetto, per sua natura insuscettibile di applicazione analogica o estensiva, non era prevista dalla L. n. 122 del 1989, art. 11, (recante soltanto l’applicazione dell’imposta di registro in misura fissa, qui riconosciuta de plano); – l’equiparazione dei parcheggi alle opere di urbanizzazione ai sensi della L. n. 10 del 1977 veniva effettuata dal legislatore al solo fine della esenzione dalla corresponsione dei contributi di urbanizzazione, non anche dell’estensione del regime di imposizione indiretta; – il trattamento tributario di cui al D.P.R. n. 601 del 1973, art. 32, comma 2, non poteva comunque estendersi alle convenzioni diverse da quelle di attuazione dei programmi di edilizia residenziale specificamente previsti dalla L. n. 865 del 1971.

Con il secondo motivo di ricorso l’agenzia delle entrate lamenta violazione e falsa applicazione altresì della disciplina generale in materia di agevolazioni fiscali nelle imposte d’atto. Ciò perchè la commissione tributaria regionale aveva riconosciuto al Consorzio un’agevolazione che quest’ultimo aveva chiesto, non già nella convenzione sottoposta a registrazione, ma soltanto nel ricorso in sede giurisdizionale; con conseguente sua decadenza, in base al principio per cui il potere di accertamento e di valutazione del tributo si esaurisce nel momento stesso della sottoposizione a tassazione dell’atto.

p. 2.2 E’ fondato, con effetto assorbente della seconda censura, il primo motivo di ricorso.

La clausola n. 27 della convenzione intercorsa tra il Comune di Roma ed il Consorzio Romano Parcheggi richiama espressamente il regime agevolativo di cui alla L. n. 122 del 1989, art. 11 (c.d. “legge Tognoli”: disposizioni in materia di parcheggi in aree urbane), secondo cui: “1. Le opere e gli interventi previsti dalla presente legge costituiscono opere di urbanizzazione anche ai sensi della L. 28 gennaio 1977, n. 10, art. 9, comma 1, lett. f). 2. Le prestazioni derivanti da contratti aventi per oggetto la realizzazione delle opere e degli interventi previsti dalla presente legge sono soggette all’imposta sul valore aggiunto con l’aliquota del 2 per cento. La stessa aliquota si applica ai trasferimenti degli immobili o di porzioni degli stessi anche in diritto di superficie. 3. L’atto di cessione del diritto di superficie è soggetto all’imposta di registro in misura fissa”.

Da tale disposizione si evince che le agevolazioni fiscali riguardano l’Iva con aliquota ridotta sui trasferimenti immobiliari e le opere di realizzazione delle opere, nonchè – per quanto specificamente attiene all’atto di cessione del diritto di superficie – l’assoggettamento del medesimo all’imposta di registro in misura fissa; senza, dunque, alcuna previsione di esenzione dalle imposte ipotecarie e catastali.

Il richiamo operato dal primo comma della norma in esame alla qualificazione in termini di “opere di urbanizzazione” esplica testualmente effetto con riguardo alla L. n. 10 del 1977, art. 9, lett. f); il quale – a sua volta – non contiene una disciplina fiscale della materia, prevedendo soltanto la non debenza del contributo di urbanizzazione di cui all’art. 3, L. cit. “(…) f) per gli impianti, le attrezzature, le opere pubbliche o di interesse generale realizzate dagli enti istituzionalmente competenti nonchè per le opere di urbanizzazione, eseguite anche da privati, in attuazione di strumenti urbanistici”.

La natura di “opere di urbanizzazione e riqualificazione urbana” attribuibile alla realizzazione convenzionata del parcheggio in conformità al Programma Urbano Parcheggi, adottato dal Comune di Roma ed approvato dalla Regione Lazio, non depone dunque – di per sè – per l’invocata esenzione fiscale.

Nè quest’ultima potrebbe fondarsi sul più ampio rinvio alla medesima L. n. 10 del 1977, art. 20, il quale – nel disciplinare invece proprio gli aspetti tributari dell’intervento convenzionato – stabilisce che: “ai provvedimenti, alle convenzioni e agli atti d’obbligo previsti dalla presente legge si applica il trattamento tributario di cui al D.P.R. 29 settembre 1973, n. 601, art. 32, comma 2”.

Nemmeno quest’ultimo rinvio è infatti tale da far ritenere fondata la tesi del Consorzio, dal momento che l’art. 32, comma 2, cit. (“Gli atti di trasferimento della proprietà delle aree previste al titolo 3 della legge indicata nel comma precedente e gli atti di concessione del diritto di superficie sulle aree stesse sono soggetti all’imposta di registro in misura fissa e sono esenti dalle imposte ipotecarie e catastali. Le stesse agevolazioni si applicano agli atti di cessione a titolo gratuito delle aree a favore dei comuni o loro consorzi nonchè agli atti e contratti relativi all’attuazione dei programmi pubblici di edilizia residenziale di cui al titolo 4 della legge indicata nel primo comma”) prevede in effetti, oltre all’applicazione dell’imposta di registro in misura fissa, l’esenzione dall’imposta ipotecaria e catastale; ma – non vertendosi nella specie di trasferimento del diritto dominicale o superficiario su area rilevante ai sensi del Titolo 3 della legge citata – l’unica ipotesi legale di esenzione astrattamente invocabile sarebbe quella dell’attuazione di programmi pubblici di edilizia residenziale (aspetto sul quale si è, infatti, concentrato il contraddittorio tra le parti anche nei gradi di merito; e già posto a fondamento della ratio decisoria del primo giudice, nel senso della non spettanza dell’esenzione richiesta).

Senonchè, sul punto si è consolidato l’orientamento di legittimità secondo cui le agevolazioni in oggetto (dunque compresa l’esenzione dall’imposta ipotecaria e catastale), sono applicabili solo agli atti e contratti relativi all’attuazione dei programmi di edilizia residenziale di cui al titolo quarto della L. n. 865 del 1971(programmi pubblici di edilizia residenziale), affidati ad istituti autonomi, cooperative edilizie, società con prevalente partecipazione statale; “con esclusione di qualsiasi altro programma, sia pure introdotto da altro ente pubblico, quale una Regione” (Cass. 14800/15); con esclusione, in particolare, degli interventi di cui al titolo quinto della medesima legge, concernente l’attuazione dei progetti di edilizia convenzionata ed agevolata (Cass. 23042/16; 2925/13 e 10950/05).

Il che ha condotto ad escludere l’esenzione anche in fattispecie di ancor maggiore rilevanza sociale di quella qui in esame, quale la convenzione volta alla concessione di prestiti per l’acquisto di case da parte di cittadini meno abbienti, ovvero la cessione da un ente territoriale ad uno IACP – ATER del diritto di superficie su un’area destinata alla realizzazione di alloggi di edilizia economica e popolare (Cass. cit.).

Così ricostruito il quadro normativo di riferimento, deve dunque riscontrarsi l’effettiva sussistenza del vizio lamentato.

Posto che il riconoscimento dell’agevolazione in oggetto non poteva nella specie avvenire nè in via di diretta applicazione delle disposizioni di legge richiamate dalla su citata clausola convenzionale, nè – ostandovi la specialità e tassatività della materia agevolativa – in forza di interpretazione analogica ovvero estensiva.

La sentenza va dunque cassata.

Poichè non sono necessari ulteriori accertamenti in fatto, nè sono state dedotte altre questioni controverse, sussistono i presupposti per la decisione nel merito ex art. 384 c.p.c., mediante rigetto del ricorso introduttivo del Consorzio.

Le spese del presente giudizio e di quello di merito vengono compensate, in ragione del consolidarsi soltanto in corso di causa del su riportato indirizzo giurisprudenziale di legittimità.

PQM

 

La Corte:

– accoglie il primo motivo di ricorso, assorbito il secondo;

– cassa la sentenza impugnata in relazione al motivo accolto e, decidendo del merito, rigetta il ricorso introduttivo del Consorzio Romano Parcheggi;

– compensa le spese del giudizio di merito e di legittimità.

Così deciso in Roma, nella Camera di Consiglio, della quinta sezione civile, il 13 giugno 2017.

Depositato in Cancelleria il 13 luglio 2017

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