Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 1728 del 27/01/2021

Cassazione civile sez. VI, 27/01/2021, (ud. 17/09/2020, dep. 27/01/2021), n.1728

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 3

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. DE STEFANO Franco – Presidente –

Dott. POSITANO Gabriele – rel. Consigliere –

Dott. VALLE Cristiano – Consigliere –

Dott. D’ARRIGO Cosimo – Consigliere –

Dott. PELLECCHIA Antonella – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 1829-2019 proposto da:

M.R., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA MUZIO CLEMENTI

68, presso lo studio dell’avvocato ALESSANDRO MANNO, che lo

rappresenta e difende;

– ricorrente –

contro

SOCIETA’ CATTOLICA DI ASSICURAZIONE SOCIETA’ COOPERATIVA,

C.M.C., MO.MO., MO.FA., B.G.,

BR.AN.;

– intimati –

avverso la sentenza n. 226/2017 del TRIBUNALE di CIVITAVECCHIA,

depositata il 06/03/2017;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 17/09/2020 dal Consigliere Relatore Dott. GABRIELE

POSITANO.

 

Fatto

RILEVATO

che:

Br.An. agiva in giudizio davanti al Giudice pace di Fiumicino per ottenere risarcimento dei danni subiti in conseguenza di un sinistro stradale verificatosi quando Mo.Um., alla guida della propria Mercedes, assicurata con Duomo Assicurazioni, aveva tamponato l’autovettura Jaguar di M.R., condotta da B.G., sulla quale l’attore era trasportato. Si costituiva la compagnia Duomo contestando la pretesa;

il Giudice di pace dichiarava la corresponsabilità di Mo. e Ba. nella causazione del sinistro ai sensi dell’art. 2054 c.c., comma 2;

avverso tale decisione proponeva appello B.G. davanti al Tribunale di Civitavecchia per il riconoscimento della intera responsabilità del sinistro in capo a Mo.. Br.An. si costituiva e aderiva ai motivi di gravame dell’appellante impugnando incidentalmente la sentenza per ottenere la modifica della quantificazione del danno. M.R. aderiva alle ragioni dell’appellante B.G. chiedendo incidentalmente la riforma della statuizione con la quale il primo giudice aveva erroneamente ritenuto sussistente la presunzione di pari responsabilità riferita all’ipotesi di tamponamento. Rilevava altresì che la domanda era stata accolta riconoscendo una invalidità permanente pari al 2% inferiore a quella richiesta e senza accertare il danno morale;

il Tribunale di Civitavecchia, con sentenza del 6 marzo 2017, accoglieva l’impugnazione principale affermando che le prove costituenda consentivano di escludere la responsabilità del conducente dell’auto tamponata. Rigettava, invece, l’appello incidentale;

avverso tale decisione propone ricorso per cassazione M.R. affidandosi ad un motivo. Le altre parti non svolgono attività processuale in questa sede.

Diritto

CONSIDERATO

che:

con l’unico motivo si deduce la violazione l’art. 91 c.p.c. e la falsa applicazione dell’art. 92 e il difetto di motivazione ai sensi dell’art. 360 c.p.c., nn. 3 e 4, M.R. avrebbe aderito alla domanda di riforma della sentenza proposta da B.G. e Br.An. impugnando la incidentalmente la decisione che è stata riformata con il riconoscimento della responsabilità esclusiva in capo ad Mo.Um., così come richiesto da M.R., ma il Tribunale non ha disposto la rifusione delle spese di lite in favore di quest’ultimo;

il motivo è inammissibile perchè dedotto in violazione dell’art. 366 c.p.c., nn. 3 e 6. L’esposizione sommaria dei fatti di causa non consente di comprendere compiutamente le questioni trattate dalle parti e la posizione processuale delle stese. La sentenza di appello non menziona la costituzione in giudizio di M.R. e se questi abbia proposto appello incidentale. Nel ricorso si prospetta l’ipotesi di impugnazione incidentale adesiva, rispetto alla quale si trascrivono esclusivamente le conclusioni, peraltro non chiare (“in totale accoglimento del proposto appello”) non precisando se le conclusioni si riferiscono ad una autonoma censura contenuta nel “proposto appello” incidentale o se sono in adesione del “proposto appello” principale. In ogni caso, poichè all’impugnazione incidentale adesiva non si applica l’art. 334 c.p.c. in tema di impugnazione incidentale tardiva (Cass. n. 24155-2017; nn. 21990 e 20040-2015) parte ricorrente avrebbe dovuto trascrivere, allegare e documentare i dati relativi al rispetto del termine di impugnazione (data di pubblicazione della sentenza di primo grado, eventuale notifica, data deposito appello incidentale, notificazione ecc).

ne consegue che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile; nulla per le spese attesa la mancata costituzione della parte intimata. Va dato atto, invece, della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento, se dovuto, da parte del ricorrente, ai sensi del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1-quater, nel testo introdotto dalla L. 24 dicembre 2012, n. 228, art. 1, comma 17, di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato, in misura pari a quello dovuto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1-bis (Cass., sez. un., 20/02/2020, n. 4315), evidenziandosi che il presupposto dell’insorgenza di tale obbligo non è collegato alla condanna alle spese, ma al fatto oggettivo del rigetto integrale o della definizione in rito, negativa per l’impugnante, del gravame (v. Cass. 13 maggio 2014, n. 10306).

PQM

dichiara inammissibile il ricorso. Nulla per le spese.

Sussistono i presupposti processuali per il versamento, da parte del ricorrente, ai sensi del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1-quater, di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato, in misura pari a quello, ove dovuto, per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma I-bis.

Così deciso in Roma, nella Camera di Consiglio della Sesta Sezione Civile-3 della Corte Suprema di Cassazione, il 17 settembre 2020.

Depositato in Cancelleria il 27 gennaio 2021

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