Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 17262 del 17/06/2021

Cassazione civile sez. trib., 17/06/2021, (ud. 18/02/2021, dep. 17/06/2021), n.17262

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. CHINDEMI Domenico – Presidente –

Dott. DE MASI Oronzo – rel. Consigliere –

Dott. BALSAMO Milena – Consigliere –

Dott. FASANO Anna Maria – Consigliere –

Dott. CAVALLARI Dario – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 3641-2017 proposto da:

FONDAZIONE M.B., elettivamente domiciliata in ROMA,

CORSO TRIESTE 37, presso lo studio dell’avvocato STEFANO RECCHIONI,

che la rappresenta e difende;

– ricorrente –

contro

AGENZIA DELLE ENTRATE, in persona del Direttore pro tempore,

elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12, presso

l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la rappresenta e difende;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 209/2016 della COMM. TRIB. REG. ABRUZZO,

depositata il 22/02/2016;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

18/02/2021 dal Consigliere Dott. ORONZO DE MASI.

 

Fatto

RITENUTO

che:

La controversia ha ad oggetto l’avviso di accertamento n. (OMISSIS), notificato il 25/7/2006, per il recupero, ai fini Irpeg, di redditi dominicali e agrari non dichiarati.

L’atto impositivo trae origine dalla perdita del diritto alle agevolazioni fiscali, per effetto della avvenuta cancellazione della contribuente dal registro delle ONLUS, avvenuta in data (OMISSIS).

In conseguenza di tale cancellazione sono state recuperate le imposte relative alla denuncia di successione in data 19/11/1997, relativa ai beni ereditati dalla Fondazione M.B. alla morte di B.M., avvenuta il (OMISSIS).

La predetta Fondazione aveva beneficiato del disposto del D.Lgs. n. 346 del 1990, art. 3, che esonera dal pagamento delle imposte i trasferimenti a favore di enti “che hanno come scopo esclusivo l’assistenza, lo studio, la ricerca scientifica, l’educazione, l’istruzione o altre finalità di pubblica utilità”, poi però con la cancellazione dell’ente dall’albo delle ONLUS, l’Ufficio aveva ritenuto che l’esenzione dovesse essere revocata, ed ha notificato l’avviso oggetto della contestazione.

La Commissione tributaria provinciale adita ha sostanzialmente accolto il ricorso della contribuente sul rilievo che la cancellazione della stessa dall’albo delle ONLUS aveva efficacia soltanto ex nunc, e quindi a decorrere dalla data (26/3/2004) della stessa.

La CTR, su appello dell’Ufficio, ha dichiarato la inammissibilità del ricorso introduttivo del giudizio “per difetto di motivi”.

Su ricorso della Fondazione, questa Corte, con la sentenza n. 23212 del 2014, accogliendo il sesto motivo di impugnazione, ha cassato la impugnata sentenza (Cass. n. 140 del 2010) e rinviato la causa, anche per le spese, ad altra sezione della CTR dell’Abruzzo.

Il Giudice di rinvio, a seguito di riassunzione del giudizio, con la sentenza riportata in epigrafe ha respinto l’originario ricorso della contribuente, osservando che il provvedimento di cancellazione della Fondazione dall’albo delle ONLUS, a seguito di controllo formale, divenuto peraltro definitivo, dispiega effetti retroattivi, con consequenziale decadenza dalle agevolazioni fiscali, come sostenuto dall’Ufficio.

Ricorre per la cassazione della sentenza la contribuente, con tre motivi, illustrati con memoria.

L’Agenzia delle Entrate resiste con controricorso.

Diritto

CONSIDERATO

che:

Con il primo motivo di ricorso la Fondazione denuncia, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, la violazione dell’art. 132 c.p.c., n. 4, per assenza di motivazione della sentenza impugnata e deduce che la CTR ha sbagliato nel ritenere conclusiva la circostanza, oggetto di accertamento coperto da giudicato, che la Fondazione non possedeva i requisiti formali di cui al D.Lgs. n. 460 del 1997, art. 10, per cui il provvedimento di cancellazione dall’albo delle ONLUS aveva efficacia ex tunc e non ex nunc, nonostante la contribuente avesse eccepito l’intervenuta prescrizione/decadenza del potere di accertamento, prendendo a decorrere il termine triennale di cui al D.Lgs. n. 346 del 1990, art. 27, comma 2, dalla data ((OMISSIS)) della iscrizione medesima.

Con il secondo motivo, denuncia, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, l’omesso esame di un fatto storico decisivo ed oggetto di discussione tra le parti, atteso che dalla data ((OMISSIS)) dell’iscrizione in oggetto, alla data ((OMISSIS)) di notifica dell’avviso di accertamento erano trascorsi più di sei anni.

Con il terzo motivo, denuncia, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, la violazione del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 43, della L. n. 212 del 2000, art. 3, e dell’art. 2935 c.c., giacchè la CTR è incorsa in errore allorchè finisce per far decorrere il termine per il recupero dell’imposta da un momento diverso da quello della iscrizione all’albo delle ONLUS, non avendo la Fondazione mai avuto diritto a godere delle agevolazioni fiscali accordate agli enti non lucrativi di utilità sociale.

Le censure, che possono essere esaminate unitariamente in quanto strettamente connesse, sono infondate.

La contribuente muove dalla erronea affermazione che, omessa la dichiarazione relativa IRPEG (anno 2004), l’Amministrazione finanziaria avrebbe dovuto procedere al recupero dell’imposta notificando l’avviso di accertamento entro il termine decadenziale triennale di cui al D.Lgs. n. 346 del 1990, art. 27, comma 3, decorrente dalla data di iscrizione all’albo delle ONLUS, che si riferisce all’accertamento e liquidazione dell’imposta di successione.

– Erronea, altresi, è la tesi che alcun obbligo di presentazione della dichiarazione dei redditi sussistesse in capo alla Fondazione in ragione della intervenuta presentazione, in data (OMISSIS), della denuncia di successione, relativa ai beni ereditati dalla fondazione alla morte di B.M., avvenuta il (OMISSIS), atteso che pure le Onlus sono tenute alla presentazione della dichiarazione dei redditi nel caso in cui debbano dichiarare redditi fondiari e/o redditi diversi (D.P.R. n. 917 del 1986, art. 144), e su tale profilo della controversia nulle è stato dedotto dalla ricorrente.

L’obbligo di presentazione della dichiarazione dei redditi non sussiste per le attività istituzionali svolte dalle Onlus, e per quelle direttamente connesse, trattandosi di attività decommercializzate, oppure non concorrenti alla formazione del reddito imponibile, come previsto, appunto, dal D.P.R. n. 917 del 1986, art. 150, commi 1 e 2.

E’ vero che, in conseguenza della sopra ricordata cancellazione sono state recuperate le imposte relative alla denuncia di successione in data (OMISSIS), ma si tratta di questione che esula dal tema della presente controversia.

Orbene, a prescindere dalla esattezza del tipo di vizio denunciato dalla odierna ricorrente, che non richiama l’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4, corre l’obbligo di evidenziare che la decisione della CTR, la quale ha affermato la legittimità dell’avviso di accertamento impugnato dalla contribuente in quanto tempestivamente notificato alla Fondazione, si appalesa conforme al diritto, ed anche se la sentenza d’appello va integrata nella motivazione, cionondimeno essa non deve essere cassata (Cass. n. 16171 del 2017).

Va, infatti, considerato che il termine ultimo applicabile è quello – decadenziale indicato dall’Agenzia delle Entrate di Cinque (D.P.R. n. 600 del 1973, art. 43, ratione temporis vigente, “… entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui la dichiarazione avrebbe dovuto essere presentata”), termine che al momento della notifica dell’avviso non risulta interamente trascorso.

Le spese del giudizio di legittimità seguono la soccombenza e sono liquidate in dispositivo.

P.Q.M.

La Corte, rigetta il ricorso e condanna la ricorrente al pagamento delle spese del presente giudizio che liquida in Euro 5.000,00 per compensi, oltre spese prenotate a debito.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1-quater, dà atto della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento da parte della ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello previsto per il ricorso a norma dello stesso art. 13, comma 1-bis, se dovuto.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio, il 18 febbraio 2021.

Depositato in Cancelleria il 17 giugno 2021

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