Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 1723 del 23/01/2017


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Cassazione civile, sez. VI, 23/01/2017, (ud. 16/09/2016, dep.23/01/2017),  n. 1723

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 3

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. AMENDOLA Adeilaide – Presidente –

Dott. SESTINI Danilo – Consigliere –

Dott. DE STEFANO Franco – Consigliere –

Dott. SCRIMA Antonietta – rel. Consigliere –

Dott. CIRILLO Francesco Maria – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul regolamento di competenza di ufficio proposto dal Giudice di Pace

di Sulmona con ordinanza N. RG 83/11 del 22/12/2015 nel procedimento

tra:

COMUNE DI RIVISONDOLI;

– ricorrente –

contro

E.A. SRL;

– intimata-

sulle conclusioni del P.G. in persona del Dott. SERVELLO Gianfranco,

il quale, visti gli artt. 45 e 47 c.p.c., chiede che la Corte di

Cassazione, in camera di consiglio, dichiari inammissibile il

conflitto, dichiarando la competenza del Giudice di Pace di Sulmona;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

16/09/2016 dal Consigliere Relatore Dott. ANTONIETTA SCRIMA.

Fatto

FATTO E DIRITTO

1. Il Giudice di pace di Sulmona, ritenendo sussistente la competenza funzionale del giudice che ha emesso il d.i. a revocare lo stesso, ha richiesto d’ufficio il regolamento di competenza con ordinanza del 22 dicembre 2015, in relazione alla causa, riassunta dinanzi al suo ufficio, di opposizione a d.i. emesso dal Giudice di Pace di Napoli che aveva declinato, su accordo delle parti, la sua competenza territoriale in favore del Giudice di pace di Castel di Sangro, ovvero, per l’intervenuto accorpamento, del Giudice di pace di Sulmona.

2. Il P.G. ha depositato conclusioni scritte, con le quali ha chiesto che sia dichiarata l’inammissibilità dell’istanza di regolamento di competenza d’ufficio. In particolare il predetto ha osservato che “1) è stato affermato che l’ordinanza con la quale il giudice dell’opposizione a decreto ingiuntivo, senza dichiararlo nullo, prendendo atto dell’adesione dell’opposto all’eccezione dell’opponente di incompetenza territoriale del giudice che lo ha emesso, dispone la cancellazione della causa dal ruolo e rimette le parti dinanzi al giudice indicato dalle medesime, contiene, anche se implicita, la declaratoria di invalidità del decreto ingiuntivo in quanto emesso da giudice incompetente; di conseguenza, permanendo soltanto il giudizio di accertamento del credito a suo tempo monitoriamente azionato, trasmigrato al giudice ad quem, non sussiste il conflitto sollevato da quest’ultimo, a norma dell’art. 45 c.p.c., sul presupposto della incompetenza funzionale, in base al rilievo del mancato annullamento del decreto da parte del primo giudice (Cass. ord. n. 10687/2005) per cui il giudice davanti al quale è stata riassunta (la causa) ex art. 50 c.p.c., non può sollevare d’ufficio un regolamento di competenza ex art. 45 stesso codice (che se proposto deve essere dichiarato inammissibile) non vertendosi in un’ipotesi di conflitto virtuale negativo di competenza per materia o per territorio inderogabile (Cass. n. 656/1999 e 2352/1999) e ha ritenuto che il “conflitto è stato sollevato fuori dai casi in cui all’art. 45 c.p.c., consente al giudice della riassunzione, dopo la declinatoria di competenza, di sollevare il conflitto stesso ed è, conseguentemente, inammissibile e, che vada comunque respinto con la conseguente declaratoria della competenza del Giudice di Pace di Sulmona”.

3. Rileva il Collegio che le parti non hanno svolto attività difensiva in questa sede e che, nonostante l’invito, ribadito anche con provvedimento presidenziale dell’8.7.2015, a fornire la prova dell’avvenuta comunicazione alle predette, ex art. 47 c.p.c., dell’ordinanza con cui è stato sollevato il conflitto, l’Ufficio del Giudice di Pace di Sulmona ha rappresentato, con nota del 15.9.2016, che “non risultano effettuate “notifiche” (di tale ordinanza) in quanto non disposte” dal giudice che ha emesso la stessa.

Va, inoltre, ribadito in questa sede il principio, già affermato da questa Corte, secondo cui l’ordinanza con la quale il giudice dell’opposizione a decreto ingiuntivo, senza dichiararlo nullo, prendendo atto dell’adesione dell’opposto all’eccezione dell’opponente di incompetenza territoriale del giudice che lo ha emesso, dispone la cancellazione della causa dal ruolo e rimette le parti dinanzi al giudice indicato dalle medesime, contiene, anche se implicita, la declaratoria di invalidità del decreto ingiuntivo in quanto emesso da giudice incompetente; di conseguenza, permanendo soltanto il giudizio di accertamento del credito a suo tempo monitoriamente azionato, trasmigrato al giudice ad quem, non sussiste il conflitto sollevato da quest’ultimo, a norma dell’art. 45 c.p.c., sul presupposto della propria incompetenza funzionale, in base al rilievo del mancato annullamento del decreto da parte del primo giudice (Cass., ord., n. 10687 del 20/05/2005; Cass., ord., 17/07/2009, n. 16744).

4. Alla luce di quanto sopra evidenziato ritiene il Collegio che l’istanza di regolamento di competenza d’ufficio all’esame è inammissibile.

5.Non vi è luogo a pronuncia sulle spese, trattandosi di regolamento

di competenza richiesto d’ufficio.

PQM

La Corte dichiara inammissibile l’istanza di regolamento di competenza d’ufficio proposta.

Così deciso in Roma, nella Camera di Consiglio della Sezione Sesta civile – 3 della Corte Suprema di Cassazione, il 6 settembre 2016.

Depositato in Cancelleria il 23 gennaio 2017

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