Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 17229 del 22/07/2010

Cassazione civile sez. lav., 22/07/2010, (ud. 26/05/2010, dep. 22/07/2010), n.17229

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE LAVORO

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. VIDIRI Guido – Presidente –

Dott. DI NUBILA Vincenzo – Consigliere –

Dott. STILE Paolo – Consigliere –

Dott. IANNIELLO Antonio – Consigliere –

Dott. ZAPPIA Pietro – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

sentenza

sul ricorso proposto da:

A.G., G.L., Z.G., D.

A., S.A., Q.C., M.M.,

V.B., tutti elettivamente domiciliati in ROMA, VIA DI

PIETRALATA 320, presso lo studio dell’avvocato MAZZA RICCI GIGLIOLA,

che li rappresenta e difende unitamente agli avvocati POLIZZI

EUGENIO, GUARISO ALBERTO, giusta delega a margine del ricorso;

– ricorrenti –

contro

A.T.M. AZIENDA TRASPORTI MILANESI S.P.A., elettivamente domiciliato

in ROMA, VIA LEONE IV N. 99 INT. 14, presso lo studio dell’avvocato

FERZI CARLO, che lo rappresenta e difende unitamente all’avvocato

CHIELLO ANGELO GIUSEPPE;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 222/2 0 05 della CORTE D’APPELLO di MILANO,

depositata il 13/04/2005 R.G.N. 764/03;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

26/05/2010 dal Consigliere Dott. PIETRO ZAPPIA;

udito l’Avvocato FERZI CARLO;

udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

ABBRITTI Pietro, che ha concluso per inammissibilita’ per cessata

materia del contendere.

 

Fatto

Con ricorso al Tribunale, giudice del lavoro, di Milano, depositato in data 8.5.2001, A.G., D.A., G. L., M.M., Q.C., S.A., V.B. e Z.G., premesso di essere stati assunti dall’A.T.M. s.p.a. con contratto di formazione e lavoro quali conducenti di linea, con successiva trasformazione del contratto di formazione in contratto di lavoro a tempo indeterminato, lamentavano di non aver percepito lo scatto biennale di anzianita’ maturato nei ventiquattro mesi di durata del contratto formativo. Chiedevano quindi che venisse accertato il diritto di essi ricorrenti a vedersi computare anche il predetto biennio di formazione e lavoro nell’anzianita’ utile ai fini della maturazione degli scatti di anzianita’, con condanna della societa’ datoriale al pagamento degli importi maturati negli anni a tale titolo.

Con sentenza in data 22.4.2002 il Tribunale adito accoglieva la domanda.

Avverso tale sentenza proponeva appello l’A.T.M. s.p.a. lamentandone la erroneita’ sotto diversi profili e chiedendo il rigetto delle domande proposte da controparte con il ricorso introduttivo.

La Corte di Appello di Milano, con sentenza in data 30.11.2004, accoglieva il gravame respingendo quindi le domande proposte dai lavoratori con il ricorso introduttivo del giudizio.

Avverso questa sentenza propongono ricorso per cassazione gli originari ricorrenti con un motivo di impugnazione.

Resiste con controricorso la societa’ intimata.

Diritto

Col predetto motivo di gravame i ricorrenti lamentano violazione del D.L. n. 726 del 1984, art. 3, comma 5 convertito in L. n. 863 del 1984 e dell’art. 12 preleggi in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3; del D.Lgs. n. 216 del 2003; nonche’ omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione su un punto decisivo della controversia in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5.

In particolare rilevano i ricorrenti che la Corte territoriale, discostandosi dall’orientamento espresso dalla Corte di Cassazione, aveva fondato la propria statuizione su una non corretta interpretazione della disposizione di cui alla L. n. 863 del 1984, art. 3, comma 5 secondo cui la norma predetta si riferirebbe solo ai casi in cui l’anzianita’ e’ rilevante per legge e non anche ai casi in cui sia rilevante per contratto, essendo detta norma riferibile ai soli istituti legali e non agli istituti di origine contrattuale.

Posto cio’ rileva il Collegio che in corso di causa sono stati depositati i verbali di conciliazione in sede sindacale concernenti la presente controversia, debitamente sottoscritti da ciascun lavoratore, oltre che dal rappresentante dell’A.T.M.; dai suddetti verbali di conciliazione risulta che le parti hanno raggiunto un accordo transattivo concernente la controversia de qua, dandosi atto dell’intervenuta amichevole e definitiva conciliazione a tutti gli effetti di legge.

I suddetti verbali di conciliazione si palesano idonei a dimostrare la cessazione della materia del contendere nel giudizio di cassazione ed il conseguente sopravvenuto difetto di interesse delle parti a proseguire il processo; alla cessazione della materia del contendere consegue pertanto la declaratoria di inammissibilita’ del ricorso in quanto l’interesse ad agire, e quindi anche ad impugnare, deve sussistere non solo nel momento in cui e’ proposta l’azione o l’impugnazione, ma anche nel momento della decisione in relazione alla quale, ed in considerazione della domanda originariamente formulata, va valutato l’interesse ad agire (Cass. SS.UU., 29 novembre 2006 n. 25278).

In definitiva il ricorso deve essere dichiarato inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse; tenuto conto del contenuto degli accordi transattivi intervenuti tra le parti, si ritiene conforme a giustizia compensare integralmente tra le stesse le spese del giudizio di cassazione.

P.Q.M.

LA CORTE dichiara inammissibile il ricorso e compensa tra le parti le spese del giudizio.

Cosi’ deciso in Roma, il 26 maggio 2010.

Depositato in Cancelleria il 22 luglio 2010

 

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