Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 1719 del 24/01/2018


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Civile Ord. Sez. 5 Num. 1719 Anno 2018
Presidente: CAPPABIANCA AURELIO
Relatore: LOCATELLI GIUSEPPE

ORDINANZA

sul ricorso 29325-2010 proposto da:
CIRR SRL, elettivamente domiciliato in ROMA VIA DI
VIGNA FABBRI 29, presso lo studio dell’avvocato
FRANCESCANTONIO BORELLO, che lo rappresenta e difende
unitamente all’avvocato MARA ARGENTA VURCHIO;
– ricorrente contro

AGENZIA DELLE ENTRATE DIREZIONE PROVINCIALE DI TORINO
l in persona del Direttore pro tempore, elettivamente
domiciliato in ROMA VIA DEI PORTOGHESI 12, presso
l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che lo rappresenta
e difende;
– controricorrente –

avverso la sentenza n. 51/2009 della COMM.TRIB.REG.

Data pubblicazione: 24/01/2018

V: vw1AuXt
TORI4.0, depositata il 30/10/2009;
udita la relazione della causa svolta nella camera di
consiglio del 25/10/2017 dal Consigliere Dott.

GIUSEPPE LOCATELLI.

N.R.G.29325/10

FATTI DI CAUSA
L’Agenzia delle Entrate notificava alla C.I.R.R. Centro Industriale
Recupero Rottame srl. un avviso di rettifica del reddito di impresa per
l’anno 2003, determinando le maggiori imposte Ires ed Iva.
La società proponeva ricorso alla Commissione tributaria provinciale
di Torino che lo rigettava con sentenza n.12 del 2008.

regionale che lo rigettava con sentenza del 30.10.2009.
Contro la sentenza di appello la società propone quattro motivi di
ricorso per cassazione.
L’Agenzia delle Entrate resiste con controricorso.

RAGIONI DELLA DECISIONE
Il ricorso è infondato.
1.Primo motivo: “violazione e falsa applicazione dell’art.2697
cod.civ.; dell’art.7 decreto legislativo 31 dicembre 1992 n.546 ,
dell’art.115 e 116 cod.proc.civ. ,dell’art.111 Cost., in relazione all’art.360
n.3 cod.proc.civ.”, nella parte in cui ha affermato che , in caso di
disconoscimento di costi ritenuti dall’Ufficio non documentati e non
inerenti, sia onere del contribuente fornire la prova contraria.
Il motivo è infondato. Questa Corte ha affermato che è onere del
contribuente documentare l’effettiva esistenza ed inerenza dei
componenti negativi del reddito di impresa (In tema di accertamento
delle imposte sui redditi, spetta all’Amministrazione finanziaria
dimostrare i fatti costitutivi della maggiore pretesa tributaria, mentre
grava sul contribuente l’onere della prova circa l’esistenza dei fatti che
danno luogo ad oneri o costi deducibili, ed in ordine al requisito
dell’inerenza degli stessi all’attività professionale o d’impresa svolta -Sez.
5, Sentenza n. 11205 del 16/05/2007; Sez. 5, Sentenza n. 13509 del
11/06/2009).
2:Secondo motivo: “violazione dell’art.21 d.P.R. 633/72in relazione
all’art.360 n.3 cod.proc.civ.”, nella parte in cui il giudice di appello ha
affermato che la fattura non è documento idoneo a dimostrare l’esistenza
del costo.

La società C.I.R.R. proponeva appello alla Commissione tributaria

Il motivo è inammissibile per estraneità alla ratio decidendi. La
sentenza impugnata non contiene alcuna affermazione astratta ed
assoluta in ordine alla irrilevanza probatoria del documento denominato
fattura; il giudice di appello afferma invece che una specifica fattura non
costituisce, nel caso concreto, documento probante della operazione ivi
descritta, in considerazione del notevole lasso temporale (anni) intercorso
tra effettuazione della operazione ed emissione della fattura, della

riferibile, nonché per gli
società Cirf

stretti rapporti di parentela esistenti tra la

emittente la fattura e la società Cirr che l’aveva

conta bilizzata .
3.Terzo motivo: “violazione dell’art.2727 cod.civ. in relazione
all’art.360 n.3 cod.proc.civ. “, nella parte in cui la Commissione tributaria
regionale ” ha tratto la presunzione di maggiori ricavi non da un fatto
noto, ma sulla base di presunti acquisti senza fattura”.
Il motivo è infondato. Sulla base dei dati di bilancio il giudice di
appello ha ritenuto “fatto noto” l’avvenuto versamento di somme per
l’acquisto di merci, la cui rivendita non era stata successivamente
contabilizzata, da ciò deducendo, in via presuntiva, l’avvenuta cessione in
nero, con ricostruzione dei relativi ricavi non dichiarati.
4.Quarto motivo: “omessa insufficiente e contraddittoria motivazione
su fatti controversi e decisivi per il giudizio in relazione all’art.360 n.5
cod.proc.civ. “, poiché la Commissione tributaria regionale non ha
sufficientemente motivato in ordine alle ragioni per le quali ha ritenuto
inidonee le prove allegate dalla ricorrente.
Il motivo è inammissibile. Con esso il ricorrente non articola una
censura di legittimità attenente al vizio di insufficienza della motivazione,
ma piuttosto contesta le ragioni di merito che la Commissione tributaria
regionale ha addotto a sostegno della decisione di rigetto dell’appello.
Spese regolate come da dispositivo.
P.Q.M.

Rigetta il ricorso. Condanna la ricorrente al rimborso delle spese
in favore della Agenzia delle Entrate, liquidate in euro 5.800 oltre
eventuali spese prenotate a debito.

2

omessa indicazione nella fattura dell’accordo transattivo al quale era

Così deciso il 25.10.2017

Presidente

Aurelio qappabianca

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