Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 17185 del 12/07/2017


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Cassazione civile, sez. VI, 12/07/2017, (ud. 03/05/2017, dep.12/07/2017),  n. 17185

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE T

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. SCHIRO’ Stefano – Presidente –

Dott. CIRILLO Ettore – Consigliere –

Dott. MANZON Enrico – rel. Consigliere –

Dott. NAPOLITANO Lucio – Consigliere –

Dott. VELLA Paola – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 15456-2016 proposto da:

AGENZIA DELLE ENTRATE, (OMISSIS), in persona del Direttore pro

tempore, elettivamente domiciliata in ROMA VIA DEI PORTOGHESI 12,

presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la rappresenta e

difende ope legis;

– ricorrente –

contro

ADV COMMUNICATION SRL, in persona del legale rappresentante,

elettivamente domiciliata in ROMA, VIA A. FARNESE 7, presso lo

studio dell’avvocato ALESSANDRO COGLIATI DEZZA, che la rappresenta e

difende unitamente all’avvocato FRANCESCA BALZANI;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 5494/2015 della COMMISSIONE TRIBUTARIA

REGIONALE di MILANO, depositata il 17/12/2015;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

03/05/2017 dal Consigliere Dott. ENRICO MANZON.

Disposta la motivazione semplificata su concorde indicazione del

Presidente e del Relatore.

Fatto

RILEVATO

che:

Con sentenza in data 9 novembre 2015 la Commissione tributaria regionale della Lombardia accoglieva l’appello proposto da A.D.V. Communication srl avverso la sentenza n. 111/3/14 della Commissione tributaria provinciale di Pavia che ne aveva respinto il ricorso contro l’avviso di accertamento IRAP, IRES ed altro, IVA ed altro 2007. La CTR osservava in particolare che doveva considerarsi pregiudiziale ed assorbente il rilievo – d’ufficio, in quanto non configurato quale motivo di appello – della nullità dell’atto impositivo impugnato per omissione del contraddittorio endoprocedimentale. Avverso la decisione ha proposto ricorso per cassazione l’Agenzia delle entrate deducendo tre motivi.

Resiste con controricorso la società contribuente, che poi anche depositato memoria.

Diritto

CONSIDERATO

che:

Con il primo motivo – ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4, – l’Agenzia fiscale ricorrente denuncia la nullità della sentenza impugnata per violazione/falsa applicazione dell’art. 112, cod. proc. civ. e del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 7 poichè la CTR ha rilevato d’ufficio la nullità dell’avviso di accertamento impugnato perchè non preceduto dal contraddittorio endoprocedimentale.

La censura è fondata.

Va infatti ribadito che “Nel processo tributario, la nullità dell’avviso di accertamento non è rilevabile d’ufficio e la relativa eccezione, se non formulata nel giudizio di primo grado, non è ammissibile qualora venga proposta nelle successive fasi del giudizio” (Sez. 5, Sentenza n. 13126 del 24/06/2016, Rv. 640141 – 01).

Pacifico che la ragione di nullità rilevata dalla CFR non era stata oggetto nè di motivo di impugnazione dell’atto impositivo de quo nè di motivo di appello della decisione della CTP, la sentenza impugnata ha statuito sul gravame in senso consapevolmente difforme dal citato arresto e, violando apertamente il principio generale di cui all’art. 112 cod. proc. civ., merita perciò di per sè solo cassazione.

La sentenza impugnata va dunque cassata in relazione al primo motivo, assorbiti il secondo ed il terzo, con rinvio al giudice a quo per nuovo esame.

PQM

 

La Corte accoglie il primo motivo di ricorso, dichiara assorbiti il secondo ed il terzo motivo, cassa la sentenza impugnata e rinvia alla Commissione tributaria regionale della Lombardia, in diversa composizione, anche per le spese del presente giudizio.

Così deciso in Roma, il 3 maggio 2017.

Depositato in Cancelleria il 12 luglio 2017

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