Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 17162 del 12/07/2017


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Cassazione civile, sez. lav., 12/07/2017, (ud. 08/03/2017, dep.12/07/2017),  n. 17162

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE LAVORO

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. D’ANTONIO Enrica – Presidente –

Dott. BERRINO Umberto – rel. Consigliere –

Dott. DORONZO Adriana – Consigliere –

Dott. RIVERSO Roberto – Consigliere –

Dott. SPENA Francesca – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 18604-2012 proposto da:

I.N.P.S. – ISTITUTO NAZIONALE PREVIDENZA SOCIALE C.F. (OMISSIS), in

persona del Presidente e legale rappresentante pro tempore, in

proprio e quale mandatario della CARTOLARIZZAZIONE CREDITI INPS

S.C.C.I. S.P.A. C.F. (OMISSIS), elettivamente domiciliato in ROMA,

VIA CESARE BECCARIA 29, presso l’Avvocatura Centrale dell’Istituto,

rappresentato e difeso dagli Avvocati ANTONINO SGROI, LELIO

MARITATO, CARLA D’ALOISIO, giusta delega in atti;

– ricorrente –

contro

SISTEMI INFORMATIVI S.P.A.;

EQUITALIA CENTRO S.P.A.;

– intimati –

Nonchè da:

SISTEMI INFORMATIVI S.P.A., P.I. (OMISSIS), in persona del legale

rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA

DEI DUE MACELLI 47, presso lo studio dell’avvocato PAOLO TODARO

(STUDIO LEGALE RUCELLAI & RAFFAELLI), che la rappresenta e

difende unitamente all’avvocato ANDREA VISCHI, giusta delega in

atti;

– controricorrente e ricorrente incidentale –

contro

I.N.P.S. – ISTITUTO NAZIONALE PREVIDENZA SOCIALE C.F. (OMISSIS), in

persona del Presidente e legale rappresentante pro tempore, in

proprio e quale mandatario della CARTOLARIZZAZIONE CREDITI INPS

S.C.C.I. S.P.A. C.F. (OMISSIS), elettivamente domiciliato in ROMA,

VIA CESARE BECCARIA 29, presso l’Avvocatura Centrale dell’Istituto,

rappresentato e difeso dagli Avvocati ANTONINO SGROI, LELIO

MARITATO, CARLA D’ALOISIO, giusta delega in calce al controricorso;

– resistente con mandato –

e contro

EQUITALIA CENTRO S.P.A.;

– intimata –

avverso la sentenza n. 180/2012 della CORTE D’APPELLO di CAGLIARI,

depositata il 03/04/2012 R.G.N. 212/2011.

Fatto

RILEVATO

che la Corte d’appello di Cagliari ha accolto l’impugnazione della società S.p.a. Sistemi Informativi avverso la sentenza del Tribunale della stessa sede, riformando tale decisione ed annullando la cartella esattoriale opposta, con condanna dell’Inps alla restituzione della somma di Euro 20.816,59 con gli interessi legali dall’1.7.2008;

che la predetta cartella era stata emessa per il recupero di sgravi contributivi correlati a contratti di formazione e lavoro stipulati nel periodo novembre 1995 – maggio 2001, in conseguenza della rilevata illegittimità degli aiuti di Stato da parte della Commissione Europea con la decisione dell’11.5.1999;

che la Corte di merito, nel riformare l’impugnata sentenza, ha spiegato che in relazione al credito contributivo vantato dal predetto istituto era maturata la prescrizione quinquennale;

che per la cassazione della sentenza ha proposto ricorso l’Inps con un solo motivo;

che la società Sistemi Informativi s.p.a. ha resistito con controricorso, proponendo, a sua volta, ricorso incidentale condizionato ed illustrando il tutto con memoria.

Diritto

CONSIDERATO

che con un unico motivo di censura l’Inps deduce la violazione e falsa applicazione degli artt. 87 e 88 del Trattato CE, dell’art. 14 del Regolamento n. 659/1999 del Consiglio delle Comunità Europee, degli artt. 2943, 2945 e 2946 cod. civ., della L. n. 335 del 1995, art. 3, comma 9, nonchè il vizio di motivazione, il tutto ai sensi dell’art. 360 c.p.c., nn. 3 e 5;

che, secondo la difesa di parte ricorrente, il diritto dell’Inps a recuperare gli sgravi contributivi previsti dalla legislazione nazionale per la stipula di contratti di formazione e lavoro, afferenti nel caso di specie al periodo novembre 1995 – maggio 1996 per complessivi Euro 20.816,59, in conseguenza della decisione della Commissione Europea dell’Il maggio 1999, è soggetto al solo termine ordinario della prescrizione decennale in mancanza di una specifica disciplina nazionale in tema di prescrizione per il recupero degli aiuti di Stato; che col ricorso incidentale condizionato, proposto per violazione dell’art. 39 c.p.c., la società Sistemi Informativi s.p.a. censura l’impugnata sentenza nella parte in cui le è stata respinta l’eccezione preliminare di litispendenza del presente giudizio rispetto a quello promosso dallo stesso Inps innanzi alla Corte d’appello di Roma recante il numero R.G. 5324/2009;

che con la memoria la società ha evidenziato che quest’ultimo procedimento è comprensivo della stessa pretesa dell’Inps, in relazione alla sede di (OMISSIS) di cui al presente giudizio;

che nel frattempo la sentenza della Corte d’appello di Roma, prodotta in copia, è passata in giudicato; coprendo, in tal modo, anche la pretesa dell’Inps dell’attuale processo, con la conseguenza che questa Corte non può più pronunziarsi sul ricorso dell’Inps che è divenuto, per tale ragione, inammissibile;

che il ricorso incidentale con il quale la parte totalmente vittoriosa nel merito riproponga una questione pregiudiziale di rito o preliminare di merito rilevabile d’ufficio, che l’abbia vista soccombente, può essere esaminato e deciso con priorità senza tener conto della sua subordinazione all’accoglimento del ricorso principale (e dunque indipendentemente dalla verifica di un interesse concreto della parte, considerato invece imprescindibile da Cass. n. 1161 del 2008) quando sia fondato su una ragione più liquida, che cioè, essendo di più agevole soluzione, consenta di sostituire il profilo di evidenza a quello dell’ordine delle questioni da trattare, in una prospettiva aderente alle esigenze di economia processuale e di celerità del giudizio costituzionalizzate dagli artt. 24 e 111 Cost. (giusta l’insegnamento di Cass. S.U. n. 9936 del 2014);

che deve, pertanto, rilevarsi la fondatezza del ricorso incidentale in tal senso anche Cass. sez. lav. n. 23531/2016);

che si è avuto modo di statuire (Cass. sez. lav. n. 8650 del 12.4.2010) che “qualora due giudizi tra le stesse parti abbiano riferimento al medesimo rapporto giuridico, ed uno di essi sia stato definito con sentenza passata in giudicato, l’accertamento così compiuto in ordine alla situazione giuridica ovvero alla soluzione di questioni di fatto e di diritto relative ad un punto fondamentale comune ad entrambe le cause, formando la premessa logica indispensabile della statuizione contenuta nel dispositivo della sentenza, preclude il riesame dello stesso punto di diritto accertato e risolto, anche se il successivo giudizio abbia finalità diverse da quelle che hanno costituito lo scopo ed il “petitum” del primo”;

che il ricorso incidentale va, quindi, accolto, mentre va dichiarata l’inammissibilità di quello principale, con conseguente cassazione dell’impugnata sentenza;

che ricorrono giusti motivi per la compensazione delle spese del presente giudizio in considerazione dell’esito dettato da ragioni di carattere procedimentale.

PQM

 

La Corte accoglie il ricorso incidentale, dichiara inammissibile il ricorso principale e cassa la sentenza impugnata in relazione al ricorso incidentale accolto. Spese compensate.

Così deciso in Roma, il 8 marzo 2017.

Depositato in Cancelleria il 12 luglio 2017

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