Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 17160 del 16/06/2021

Cassazione civile sez. I, 16/06/2021, (ud. 24/07/2020, dep. 16/06/2021), n.17160

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE PRIMA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. SANGIORGIO Maria Rosaria – Presidente –

Dott. PARISE Clotilde – Consigliere –

Dott. TRICOMI Laura – Consigliere –

Dott. CAIAZZO Rosario – Consigliere –

Dott. SOLAINI Luca – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 36662/2018 proposto da:

C.M., elettivamente domiciliato in Forlì, via Matteotti n.

115, presso lo studio dell’avv. Rosaria Tassinari, che lo

rappresenta e difende, in virtù di mandato in calce al ricorso;

– ricorrente –

contro

Ministero Dell’interno, (OMISSIS);

– resistente –

avverso il decreto del TRIBUNALE di BOLOGNA, depositato il

08/11/2018;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

24/07/2020 dal cons. Dott. SOLAINI LUCA.

 

Fatto

RILEVATO

che:

Il Tribunale di Bologna ha respinto il ricorso proposto da C.M., cittadino del (OMISSIS), avverso il provvedimento della competente Commissione territoriale che aveva negato al richiedente asilo il riconoscimento della protezione internazionale sia come “rifugiato” che nella forma della protezione sussidiaria che di quella umanitaria.

Il richiedente ha riferito che a seguito di un litigio con uno dei fratellastri lo aveva picchiato ma poi aveva litigato con la matrigna che era intervenuta a difesa del figlio e lo aveva appellato in modo ingiurioso. Il ricorrente ha riferito che il padre, rientrato in casa ed appresa la vicenda lo avrebbe cacciato di casa abbandonandolo, di fatto, in mezzo a una strada. Il ricorrente, dopo quasi un mese e mezzo, il 15 gennaio 2016, decise di lasciare il paese insieme a un amico.

A supporto della decisione di rigetto, il tribunale) pur avendo ritenuto il ricorrente credibile ritiene la vicenda strettamente privata e le conseguenze paventate dal ricorrente in caso di rimpatrio estranee al perimetro della protezione sussidiaria richiesta di cui al D.Lgs. n. 251 del 2007, art. 14, lett. a) e b). Inoltre, il tribunale ha accertato, dalla consultazione delle fonti, che non sussiste in (OMISSIS) una situazione di conflitto armato generalizzato, nè sussistono situazioni di vulnerabilità – che giustificherebbero il riconoscimento della protezione umanitaria – in caso di rientro del ricorrente nel suo paese d’origine.

Contro il decreto del medesimo Tribunale è ora proposto ricorso per Cassazione sulla base di due motivi.

Il Ministero dell’Interno non ha spiegato difese scritte.

Diritto

CONSIDERATO

che:

Il ricorrente censura la decisione del Tribunale: (i) sotto un primo profilo, per violazione del D.Lgs. n. 251 del 2007, art. 14, lett. c), per mancato riconoscimento della protezione sussidiaria, per non avere il Tribunale di Bologna riconosciuto la sussistenza di una minaccia grave alla vita del cittadino straniero derivante da una situazione di violenza indiscriminata; (iii) sotto un secondo profilo, per violazione del D.Lgs. n. 286 del 1998, art. 5, comma 6, per mancato riconoscimento della protezione umanitaria secondo gli obblighi costituzionali ed internazionali.

Il primo motivo è inammissibile, perchè propone censure di merito in termini di mero dissenso, attraverso la contrapposizione del contenuto delle fonti informative esposte dal ricorrente in ricorso (Amnesty International e sito (OMISSIS) della Farnesina (v. ff. 5 e ss. del ricorso), a quelle sulla cui base il tribunale ha ritenuto di rigettare la richiesta di protezione internazionale anche nella forma sussidiaria.

Il secondo motivo è infondato, in quanto la valutazione comparativa della situazione soggettiva e oggettiva del richiedente con riferimento al paese d’origine, per verificare se il rimpatrio possa determinare la privazione della titolarità e dell’esercizio dei diritti fondamentali (Cass. n. 4455/18), è stata effettuata dal Tribunale che ha accertato, con giudizio di fatto, l’insussistenza di situazioni di vulnerabilità meritevoli di tale protezione.

La mancata predisposizione di difese scritte da parte dell’amministrazione statale, esonera il collegio dal provvedere sulle spese.

P.Q.M.

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

Rigetta il ricorso.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, ove dovuto, da parte del ricorrente dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello corrisposto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis.

Così deciso in Roma, nella camera di consiglio, il 24 luglio 2020.

Depositato in Cancelleria il 16 giugno 2021

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