Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 17076 del 21/07/2010

Cassazione civile sez. trib., 21/07/2010, (ud. 24/06/2010, dep. 21/07/2010), n.17076

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. LUPI Fernando – Presidente –

Dott. SOTGIU Simonetta – rel. Consigliere –

Dott. DIDOMENICO Vincenzo – Consigliere –

Dott. MARIGLIANO Eugenia – Consigliere –

Dott. DI IASI Camilla – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

sentenza

sul ricorso proposto da:

MINISTERO DELL’ECONOMIA E FINANZE in persona del Ministro pro

tempore, AGENZIA DELLE ENTRATE in persona del Direttore pro tempore,

elettivamente domiciliati in ROMA VIA DEI PORTOGHESI 12, presso

l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che li rappresenta e difende ope

legis;

– ricorrenti –

contro

C.C., F.C., elettivamente domiciliati

in ROMA VIA SIMON BOCCANEGRA 8, presso lo studio dell’avvocato

GIULIANI FABIO, che li rappresenta e difende con procura speciale

notarile del Not. Dr. MIELE PIETRO in CERVETERI, rep. n. 6130 del

28/12/2007;

– resistenti con procura speciale notarile –

avverso la sentenza n. 16/2005 della COMM. TRIB. REG. di ROMA,

depositata il 22/02/2005;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

24/06/2010 dal Consigliere Dott. SIMONETTA SOTGIU;

udito per il ricorrente l’Avvocato ZERMAN, che ha chiesto

l’accoglimento;

udito per il resistente l’Avvocato GIULIANI, che ha chiesto il

rigetto;

udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

SEPE Ennio Attilio, che ha concluso per il rigetto del ricorso.

 

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

I coniugi C.C. e F.C., titolari di una ditta esercente la vendita di carni, hanno impugnato i maggiori redditi – rispettivamente di L. 307.060.000= per l’anno 1995 e di L. 334.306.000= a fronte di un utile dichiarato rispettivamente di L. 57.308.00= e di L. 38.725.000= per l’anno 1996, accertati dalla Guardia di Finanza in base ad un ricarico del 31,04%, ottenuto mediante lo smontaggio delle carni nelle varie percentuali di ripartizione anatomica e secondo i dati relativi ad analoghe attività operanti nella zona.

La Commissione Tributaria Regionale del Lazio, confermando con sentenza 22 febbraio 2005, la sentenza di primo grado, che aveva accolto i ricorsi dei contribuenti ha rilevato che essendo stati i presunti ricavi dedotti attraverso l’elaborazione, riprodotta in apposito prospetto, di un ricavo medio ponderato – in una percentuale applicata al costo del venduto delle merci acquistate come da fattura, dopo il calcolo del ricarico ottenibile dallo smontaggio delle carni lavorate nel singolo punto vendita, senza indicazione del parametro documentato o utilizzato nel calcolo di smontaggio delle carni l’organo accertatore aveva fatto discendere le proprie deduzioni da un dato presunto, violando il divieto del la doppia presunzione, senza che l’Ufficio adducesse alcun altro elemento a riprova della propria tesi.

Il Ministero dell’economia e l’Agenzia delle Entrate chiedono la cassazione della sentenza sulla base di un unico motivo.

Gli intimati si sono tardivamente costituiti; C.C. ha presentato memoria à sensi dell’art. 378 c.p.c..

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

Con l’unico motivo di ricorso, si deduce violazione dell’art. 2727 c.c., per essere la prova per presunzioni offerta dall’Ufficio prova completa, sulla quale il giudice può formare il proprio convincimento. Nella specie la determinazione induttiva dei ricavi è stata raggiunta in contraddittorio fra le parti, attraverso l’esame della contabilità dell’impresa (ove sono state rilevate alcune irregolarità, quali l’incompletezza del libro inventari e la mancata istituzione del registro relativo allo smaltimento degli scarti di lavorazione) e con l’applicazione delle medie del settore di appartenenza, fatto noto dal quale; si è risaliti alla determinazione dei ricavi omessi (fatto ignoto).

Il ricorso non è fondato.

Anche infatti a voler ritenere che i fattori percentuali medi del settore rappresentato costituiscano un” fatto noto”, e non soltanto un fatto di estrapolazione statistica di una pluralità di dati disomogenei riportabili ad una regola di esperienza, inidonei quindi d integrare una prova per presunzioni, come stabilito da alcuni arresti di questa Corte (Cass. 8535/98;15310/2000, – 5870/2003;

18038/2005), la Commissione Regionale ha affermato che l’Ufficio non aveva neppure documentato quale fosse il parametro utilizzato o utilizzabile per giungere all’applicazione di quella percentuale media, dopo la suddivisione per pezzature delle carni. Manca dunque, sulla base della ricostruzione effettuata dai giudici di merito, il presupposto stesso che consente l’operatività della presunzione, cioè la prova della notorietà del dato sul quale sono stati ricostruiti i presunti ricavi omessi.

Il ricorso va pertanto rigettato, con compensazione delle spese del giudizio di cassazione, stante la difesa svolta in udienza dal controricorrente, ancorchè tardivamente costituito.

P.Q.M.

La Corte rigetta il ricorso.

Compensa le spese del giudizio di Cassazione.

Così deciso in Roma, il 24 giugno 2010.

Depositato in Cancelleria il 21 luglio 2010

 

 

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