Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 17068 del 11/08/2016


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Cassazione civile sez. lav., 11/08/2016, (ud. 18/05/2016, dep. 11/08/2016), n.17068

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE LAVORO

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. VENUTI Pietro – Presidente –

Dott. MANNA Antonio – Consigliere –

Dott. DELLA TORRE Paolo Negri – rel. Consigliere –

Dott. BALESTRIERI Federico – Consigliere –

Dott. DE GREGORIO Federico – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sul ricorso 6747-2012 proposto da:

C.A. C.F. (OMISSIS), elettivamente domiciliata in ROMA,

VIA CRESCENZIO 58, presso lo studio dell’avvocato BRUNO COSSU, che

la rappresenta e difende unitamente all’avvocato ALBERTO PICCININI,

giusta delega in atti;

– ricorrente –

contro

TELECOM ITALIA S.P.A. C.F. (OMISSIS), in persona del legale

rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA

LUIGI GIUSEPPE FARAVELLI 22, presso lo studio dell’avvocato FRANCO

RAIMONDO BOCCIA, che la rappresenta e difende unitamente agli

avvocati ENZO MORRICO, ROBERTO ROMEI, ARTURO MARESCA, giusta delega

in atti;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 520/2010 della CORTE D’APPELLO di BOLOGNA,

depositata il 09/03/2011, R.G. N. 1041/2007;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

18/05/2016 dal Consigliere Dott. DELLA TORRE PAOLO NEGRI;

udito l’Avvocato SAVINA BOMBOI per delega verbale Avv. BRUNO COSSU;

udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

GHERSI RENATO FINOCCHI, che ha concluso per l’accoglimento del

ricorso.

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

Con sentenza n. 520/2010, depositata il 9 marzo 2011, la Corte di appello di Bologna, in accoglimento del gravame di Telecom S.p.A. e in riforma della sentenza del Tribunale di Bologna, respingeva la domanda con la quale C.A. aveva chiesto che venisse dichiarata la illegittimità del contratto per prestazioni di lavoro temporaneo stipulato con Worknet S.p.A. ai sensi della L. 24 giugno 1997, n. 196, con conseguente costituzione di un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato con l’impresa utilizzatrice Telecom, stante la indeterminatezza del mero richiamo, contenuto in detto contratto, alle “ipotesi stabilite dal CCNL di riferimento” e la totale mancanza del requisito della temporaneità dell’esigenza rappresentata.

La Corte, pur riconoscendo il collegamento negoziale fra il contratto di fornitura e quello per prestazioni di lavoro temporaneo, escludeva che il vizio formale dedotto potesse condurre, alla stregua della disciplina sanzionatoria di cui alla L. n. 196 del 1997, art. 10, alla instaurazione diretta di un rapporto con l’utilizzatore.

Ha proposto ricorso per la cassazione della sentenza la lavoratrice con due motivi; Telecom Italia S.p.A. ha resistito con controricorso.

Entrambe le parti hanno depositato memoria illustrativa.

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

Con il primo motivo la ricorrente denuncia la violazione della L. n. 196 del 1997, art. 10, comma 1 e L. n. 1369 del 1960, art. 1, con riferimento alla L. n. 196 del 1997, art. 1, commi 1 e 2, lett. a) e art. 3, comma 3, lett. a), (art. 360 c.p.c., n. 3) per avere la Corte territoriale erroneamente ritenuto che dalla mancata indicazione, nel contratto tra la lavoratrice e Worknet S.p.A., delle specifiche ragioni di ricorso alla fornitura di lavoro temporaneo non potesse in alcun modo discendere la conseguenza della costituzione di un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato con l’impresa utilizzatrice.

Con il secondo motivo la ricorrente denuncia la nullità della sentenza per non avere la Corte territoriale pronunciato, in violazione dell’art. 112 c.p.c., sulla domanda di illegittimità/nullità del contratto di lavoro temporaneo per insussistenza del requisito della temporaneità dell’esigenza (art. 360 c.p.c., n. 4), nonostante che tale autonomo profilo di nullità fosse stato dedotto sia nel giudizio di primo grado, sia con la memoria difensiva in grado di appello.

E’ fondato e deve essere accolto il primo motivo di ricorso.

Con orientamento costante questa Corte di legittimità ha, infatti, stabilito che “in materia di rapporto di lavoro interinale, la mancanza o la generica previsione, nel contratto intercorrente tra l’impresa fornitrice ed il singolo lavoratore, dei casi in cui è possibile ricorrere a prestazioni di lavoro temporaneo, in base ai contratti collettivi dell’impresa utilizzatrice (nella specie la Poste italiane s.p.a.), spezza l’unitarietà della fattispecie complessa voluta dal legislatore per favorire la flessibilità dell’offerta di lavoro nella salvaguardia dei diritti fondamentali del lavoratore e far venir meno quella presunzione di legittimità del contratto interinale, che il legislatore fa discendere dall’indicazione nel contratto di fornitura delle ipotesi in cui il contratto interinale può essere concluso. Pertanto, trova applicazione il disposto di cui alla L. 24 giugno 1997, n. 196, art. 10 e dunque quanto previsto dalla L. 23 ottobre 1960, n. 1369, art. 1, per cui il contratto di lavoro col fornitore “interposto” si considera a tutti gli effetti instaurato con l’utilizzatore “interponente” (Cass. 24 giugno 2011, n. 13960; conforme Cass. n. 1148/2013 e da ultimo, fra le molte, n. 5546/2016).

Il secondo motivo di ricorso risulta assorbito.

La sentenza deve, pertanto, essere cassata in relazione al motivo accolto e la causa rinviata, anche per le spese, alla Corte di appello di Bologna in diversa composizione, la quale si atterrà al principio di diritto sopra richiamato.

PQM

La Corte accoglie il primo motivo di ricorso, assorbito il secondo; cassa la sentenza impugnata in relazione al motivo accolto e rinvia, anche per le spese, alla Corte di, appello di Bologna in diversa composizione.

Così deciso in Roma, nella Camera di Consiglio, il 18 maggio 2016.

Depositato in Cancelleria il 11 agosto 2016

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