Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 17004 del 13/08/2020

Cassazione civile sez. trib., 13/08/2020, (ud. 16/01/2020, dep. 13/08/2020), n.17004

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. LOCATELLI Giuseppe – Presidente –

Dott. D’ANGIOLELLA Rosita – Consigliere –

Dott. D’ORAZIO Luigi – Consigliere –

Dott. PERINU Renato – rel. Consigliere –

Dott. SAIEVA Giuseppe – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 22933-2015 proposto da:

A.C., elettivamente domiciliato in ROMA, VIALE PARIOLI

12, presso lo studio dell’avvocato MASSIMO PISANI, rappresentato e

difeso dall’avvocato VITTORIO LUIGI FUCCI;

– ricorrente –

contro

AGENZIA DELLE ENTRATE DIREZIONE PROVINCIALE DI BENEVENTO UFFICIO

CONTROLLI in persona del Direttore pro tempore, elettivamente

domiciliato in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12, presso l’AVVOCATURA

GENERALE DELLO STATO, che lo rappresenta e difende;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 1247/2015 della COMM.TRIB.REG. di NAPOLI,

depositata il 09/02/2015;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

16/01/2020 dal Consigliere Dott. RENATO PERINU.

 

Fatto

RILEVATO

che:

A.C., ricorre avverso la sentenza n. 1247/52/15, depositata in data 9/02/2015, con la quale la CTR della Campania, Sez. Napoli, ha confermato la pronuncia del giudice di primo grado avente ad oggetto l’avviso di accertamento con il quale l’Agenzia delle Entrate intimava al contribuente il pagamento di Euro 32.200,00, per plusvalenza da cessione di terreni edificabili, soggetta a tassazione separata IRPEF per l’anno d’imposta 2007;

in particolare, per quanto di interesse, la CTR ha fondato la pronuncia oggetto di impugnativa sul seguente presupposto: la perizia giurata per stabilire, in luogo del costo o valore di acquisto dei terreni edificabili e con destinazione agricola, la plusvalenza o la minusvalenza ai sensi dell’art. 81, comma 1, lettere a) e b), del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al D.P.R. n. 917 del 1986, deve essere redatta entro il 30 settembre 2002, con il pagamento immediato dell’imposta sostitutiva pari al 4%, sempre entro 30 settembre 2002, o della prima delle tre rate;

avverso tale sentenza ricorre A.C., affidandosi ad un unico motivo;

l’Agenzia delle Entrate resiste con controricorso.

Diritto

CONSIDERATO

che:

1. con l’unico motivo dedotto viene denunciata, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, nn. 3 e 5, la violazione della L. n. 448 del 2001, art. 7, e l’omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione, circa un fatto controverso e decisivo per il giudizio, per avere la CTR omesso di considerare che il deposito della perizia di stima di parte, è da considerarsi equiparabile all’effettivo pagamento dell’imposta dovuta;

2. entrambi i profili di censura vanno disattesi, in quanto, manifestamente, infondati;

3. per costante giurisprudenza di questa Corte (“ex plurimis”, Cass. n. 541/2015), la possibilità di calcolare, sulla base di perizia giurata, la plusvalenza tassabile ai fini dell’imposta sui redditi assumendo come valore iniziale quello che il bene medesimo aveva alla data del 1 gennaio 2002, costituisce una possibilità offerta al contribuente (che può decidere di avvalersene o meno), in deroga al sistema ordinario di determinazione della plusvalenza tassabile stabilito dall’art. 82 TUIR;

4. tale deroga è consentita, però, dalla legge alla duplice condizione che: a) il valore del cespite alla data del 1 gennaio 2002 sia assoggettato ad un’imposta del 4%; b) l’imposta di cui sub a) sia versata entro un certo termine (originariamente fissato al 30/09/2002 e successivamente differito al 16/12/2002);

5. non ha pregio, pertanto, l’assunto del ricorrente secondo cui l’operatività della suddetta deroga dovrebbe, comunque, intervenire sulla base del solo deposito della perizia di stima di parte;

6. per quanto precede, il ricorso va rigettato con condanna del ricorrente al pagamento delle spese del giudizio liquidate come da dispositivo. Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, si dà atto della sussistenza dei presupposti da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1-bis, se dovuto.

PQM

La Corte rigetta il ricorso in epigrafe, e per l’effetto condanna il ricorrente al pagamento in favore dell’Agenzia delle Entrate delle spese del giudizio liquidate in Euro 3000,00, per compensi, oltre alle spese prenotate a debito. Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, si dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso principale, a norma dello stesso art. 13, comma 1-bis, se dovuto.

Così deciso in Roma, nell’adunanza camerale, il 16 gennaio 2020.

Depositato in Cancelleria il 13 agosto 2020

 

 

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA