Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 16990 del 04/08/2011

Cassazione civile sez. lav., 04/08/2011, (ud. 14/06/2011, dep. 04/08/2011), n.16990

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE LAVORO

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. BATTIMIELLO Bruno – Presidente –

Dott. DE RENZIS Alessandro – Consigliere –

Dott. TOFFOLI Saverio – Consigliere –

Dott. MAMMONE Giovanni – rel. Consigliere –

Dott. CURZIO Pietro – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ordinanza

sul ricorso proposto da:

D.M.F., elettivamente domiciliata in Roma, via

Germanico n. 172, presso lo studio dell’Avv. Galleano Sergio, che la

rappresenta e difende per procura a margine del ricorso;

– ricorrente –

contro

POSTE ITALIANE S.P.A., in persona del legale rappresentante pro

tempore, elettivamente domiciliata in Roma, viale Mazzini n. 134,

presso lo studio dell’Avv. Fiorillo Luigi che la rappresenta e

difende per procura a margine del controricorso;

– controricorrente –

e sul ricorso proposto da:

POSTE ITALIANE S.P.A., come sopra rappresentata e difesa;

– ricorrente incidentale –

contro

D.M.F.;

– intimata –

avverso la sentenza n. 5676/2008 della Corte d’appello di Roma,

pronunziata in causa n. 1545/06 r.g. lav., depositata in data

30.06.2009;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

giorno 14.06.2011 dal Consigliere dott. Giovanni Mammone;

udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale dott.

FINOCCHI GHERSI Renato.

Fatto

RITENUTO IN FATTO E DIRITTO

1.- Il Giudice del lavoro del Tribunale di Roma, ritenendo che vi fosse stata una risoluzione per mutuo consenso, rigettava la domanda proposta da D.M.F. di dichiarare nullo il termine apposto alla sua assunzione alle dipendenze di Poste Italiane s.p.a.

per il periodo 12.2.97 – 30.4.98 per “esigenze eccezionali conseguenti alla fase di ristrutturazione e rimodulazione degli assetti occupazionali in corso, in ragione della graduale introduzione di nuovi processi produttivi, di sperimentazione di nuovi servizi e in attesa dell’attuazione del progressivo e completo equilibrio sul territorio delle risorse umane”, ai sensi dell’art. 8 del ccnl 26.11.94 come integrato dall’accordo sindacale 25.9.97.

2.- Proposto appello da D.M., la Corte d’appello di Roma con sentenza del 30.6.09 rigettava l’impugnazione, ritenendo insussistente la reclamata nullità.

Il contratto a termine, nel sistema della L. n. 56 del 1987, art. 23 che aveva delegato le oo.ss. a individuare nuove ipotesi di assunzione a termine con la contrattazione collettiva – ivi compresa quella di fare fronte ad esigenze eccezionali connesse alla fase di ristrutturazione dell’azienda – era stato stipulato prima del 30.4.98, costituente il discrimine temporale entro cui il ccnl 1994 e la successiva contrattazione consentivano l’apposizione del termine per detta causale.

3.- Avverso questa sentenza D.M. proponeva ricorso per cassazione, cui Poste Italiane rispondeva con controricorso e ricorso incidentale.

D.M. ha depositato memoria.

Il consigliere relatore ai sensi degli artt. 375 e 380 bis c.p.c. ha depositato relazione, che è stata comunicata al Procuratore generale e notificata ai difensori costituiti assieme all’avviso di convocazione dell’adunanza.

4.- Preliminarmente debbono riunirsi i due ricorsi ai sensi dell’art. 335 c.p.c..

5.- D.M., premesso che con il ricorso introduttivo era stata dedotta anche la nullità del termine apposto ad un secondo contratto a termine stipulato per il periodo 3.10.98-31.1.99 (prorogato al 31.5.99) ed avente la stessa causale, nullità che era essa stessa oggetto dell’appello e che non è stata presa in considerazione dalla Corte di merito, dichiara di non proporre impugnazione con riferimento al primo contratto e deduce violazione dell’art. 112 c.p.c. e carenza di motivazione – articolate in tre motivi – così censurando la sentenza per l’omesso esame.

6.- Con un quarto motivo la D.M. deduce violazione dell’art. 8 del ccnl Poste 1994, come modificato dall’accordo integrativo 25.9.97 e dagli accordi, attuativi 25.9.97 (stesso giorno di quello integrativo) e 16.1.98, con riferimento al secondo indicato contratto, per il quale, proprio per l’impostazione adottata dalla Corte di merito, avrebbe dovuto essere dichiarata la nullità del termine.

7.- Con il ricorso incidentale Poste Italiane deduce violazione dell’art. 1372 c.c., comma 1, degli artt. 1175, 1375, 1427, 1431 e 2697 c.c., nonchè dell’art. 100 c.p.c., in quanto il rapporto si sarebbe risolto per mutuo consenso, costituendo il lasso di tempo trascorso tra cessazione e offerta della prestazione indice di disinteresse a sostenere la nullità del termine; il giudice di appello avrebbe omesso di esaminare il motivo dedotto sul punto, incorrendo nel vizio di omesso esame, lamentando che il giudice di merito abbia pronunziato sul punto senza prendere in esame le prove dedotte dall’azienda a supporto dell’eccezione.

8.- Anteponendo l’esame del ricorso incidentale per consequenzialità logica, deve rilevarsi che la giurisprudenza di questa Corte (v. per tutte Cass. 17.12.04 n. 23554 e numerose altre) ha ritenuto che “nel giudizio instaurato ai fini del riconoscimento della sussistenza di un unico rapporto di lavoro a tempo indeterminato (sul presupposto dell’illegittima apposizione al contratto di un termine finale scaduto), per la configurabilità di una risoluzione del rapporto per mutuo consenso è necessario che sia accertata – in base al lasso di tempo trascorso dopo la conclusione dell’ultimo contratto a termine, alle modalità della conclusione, al comportamento tenuto dalla parti e ad eventuali altre circostanze – una chiara comune volontà delle parti di porre definitivamente fine ad ogni rapporto lavorativo; la valutazione del significato e della portata del complesso di tali elementi di fatto compete al giudice di merito, le cui conclusioni non sono censurabili in sede di legittimità se non sussistono vizi logici o errori di diritto”.

La Corte d’appello ha rilevato che la società appellante, a tanto onerata, ha omesso di fornire elementi utili per la prospettata valutazione, non ritenendò sufficiente a rappresentare la disaffezione della lavoratrice la circostanza – che si assume unicamente dedotta da Poste Italiane – che la stessa avesse lasciato decorrere un certo lasso di tempo prima di intraprendere l’azione giudiziaria.

Il giudice di merito non ha considerato la documentazione allegata da Poste Italiane fin dalla memoria di costituzione in primo grado (e riprodotta nell’odierno ricorso incidentale), da cui risulta che la lavoratrice, cessato il secondo rapporto di lavoro a termine aveva svolto altre prestazioni subordinate retribuite, una delle quali era in atto nell’anno della notifica del ricorso introduttivo della presente controversia. Tale omissione è, tuttavia, ininfluente ai fini dell’accertamento della volontà della D.M. di porre definitivamente fine al rapporto contrattuale, in quanto trattasi di circostanza estrinseca al rapporto negoziale tra le parti, di per sè inidonea a definire l’atteggiamento della ricorrente ai sensi dell’orientamento giurisprudenziale sopra riferito.

Il ricorso incidentale deve essere, pertanto, rigettato.

9.- Quanto al ricorso principale, sono fondati tutti e quattro i motivi dedotti. Effettivamente sussiste il vizio di omesso esame denunziato, atteso che la motivazione della Corte d’appello è tutta diretta a dimostrare la legittimità del termine apposto al primo contratto (12.2.97-30.4.98), ignorando il secondo (3.10.98-31.1.99), per il quale in forza del principio di diritto enunciato dalla stessa Corte di merito (e conforme a consolidata giurisprudenza di legittimità, v. per tutte Cass. 23.8.06 n. 18378) il termine dovrebbe ritenersi illegittimamente apposto.

10.- Il ricorso principale è pertanto fondato e deve essere accolto, con cassazione della sentenza impugnata e rinvio per un nuovo esame al giudice indicato in dispositivo, il quale, con riferimento al contratto stipulato per il periodo 3.10.98-31.1.99, farà applicazione del seguente principio: nell’ambito del sistema della L. n. 56 del 1987, art. 23 che ha delegato le oo.ss. a individuare nuove ipotesi di assunzione a termine con la contrattazione collettiva, i contratti a termine stipulati in forza dell’art. 8 del CCNL Poste 26.11.94, come integrato dall’accordo 25.9.97, per esigenze eccezionali connesse alla fase di ristrutturazione dell’azienda, sono ammessi fino al 30.4.98, data fissata dalle parti collettive con accordo integrativo 16.1.98.

11.- Il giudice del rinvio procederà anche alla regolazione delle spese del presente giudizio di legittimità.

P.Q.M.

La Corte, riuniti i ricorsi, rigetta l’incidentale ed accoglie il principale; cassa la sentenza impugnata e rinvia alla Corte d’appello di Roma in diversa composizione, anche per la regolazione delle spese del giudizio di legittimità.

Così deciso in Roma, il 14 giugno 2011.

Depositato in Cancelleria il 4 agosto 2011

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