Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 16986 del 16/06/2021

Cassazione civile sez. trib., 16/06/2021, (ud. 08/02/2021, dep. 16/06/2021), n.16986

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. CIRILLO Ettore – Presidente –

Dott. D’ANGIOLELLA Rosita – Consigliere –

Dott. CONDELLO Pasqualina Anna Piera – Consigliere –

Dott. D’AQUINO Filippo – Consigliere –

Dott. MANCINI Laura – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso iscritto al n. 27108/2014 R.G. proposto da:

P.M., (C.F. (OMISSIS)), rappresentato e difeso

dall’Avv. Luigi Manzi e dal Prof. Avv. Cesare Glendi, elettivamente

domiciliato in Roma, via Federico Confalonieri 5, presso lo studio

del primo;

– ricorrente –

contro

AGENZIA DELLE ENTRATE, (C.F. (OMISSIS)), in persona del Direttore pro

tempore, elettivamente domiciliata in Roma, in via dei Portoghesi

12, presso l’Avvocatura Generale dello Stato, che la rappresenta e

difende ope legis;

– controricorrente –

avverso la sentenza della Commissione tributaria regionale della

Liguria n. 371, depositata il 25 marzo 2014.

Udita la relazione svolta nell’adunanza camerale dell’8 febbraio 2021

dal Consigliere Dott.ssa Laura Mancini.

 

Fatto

RILEVATO

che:

1. L’Agenzia delle entrate notificò a P.M. l’avviso di accertamento n. (OMISSIS) per l’anno di imposta 2002, con il quale aveva accertato una maggiore imposta sostitutiva su capital gain in ragione della cessione della partecipazione nella società COMAR Trasporti s.r.l., corrispondente al 60 per cento del capitale sociale, posta in essere dal contribuente in favore della SINTERIM s.p.a.. Ad avviso dell’Ufficio, la rivalutazione ai sensi della L. n. 448 del 2001, art. 5, di cui aveva inteso avvalersi il contribuente provvedendo al versamento dell’imposta sostitutiva, era nulla, non potendo essere oggetto di affrancamento il plusvalore rispetto al patrimonio netto legato al premio di maggioranza.

2. La Commissione tributaria provinciale respinse il ricorso proposto dal P. con sentenza che fu confermata in appello.

3. Avverso la pronuncia della Commissione tributaria regionale della Liguria ha proposto ricorso il contribuente affidandosi a cinque motivi, cui ha resistito con controricorso l’Agenzia delle entrate.

Diritto

CONSIDERATO

che:

1. Con memoria depositata il (OMISSIS) P.M. ha dedotto che nelle more del giudizio, a seguito della notificazione, da parte dell’Agente della riscossione, delle cartelle di pagamento n. (OMISSIS), n. (OMISSIS) e n. (OMISSIS), ha ritenuto di accedere alla definizione ai sensi del D.L. n. 193 del 2016, conv. con modif. in L. n. 225 del 2016, comprensiva delle cartelle di pagamento relative ai crediti impositivi oggetto del presente giudizio; che, pertanto, ha presentato dichiarazione di adesione alla definizione agevolata per un importo totale a saldo di Euro 95.479,68, somma che ha provveduto a versare in forma rateizzata. Il ricorrente ha, quindi, richiesto dichiararsi l’estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere producendo, a supporto dell’istanza, copia della dichiarazione di adesione alla definizione agevolata D.L. n. 193 del 2016 del 28 marzo 2017, ex art. 6, con assunzione dell’impegno a rinunziare ai giudizi pendenti aventi oggetti e carichi ai quali si riferisce la dichiarazione, con relative ricevute di notifica via pec ad Equitalia s.p.a. prot. (OMISSIS); comunicazione del 1 giugno 2017 di Equitalia s.p.a. contenente l’indicazione delle somme dovute in risposta alla dichiarazione di adesione alla definizione agevolata; ricevute di pagamento relative alla prima, seconda, terza, quarta e quinta rata. Il ricorrente ha, inoltre, provveduto a notificare la documentazione suddetta ai sensi dell’art. 372 c.p.c., comma 2.

2. In presenza della dichiarazione del debitore di avvalersi della definizione agevolata, con impegno a rinunciare al giudizio, ai sensi del D.L. n. 193 del 2016, art. 6 (conv., con modif., dalla L. n. 225 del 2016), il giudizio di cassazione deve essere dichiarato estinto, ex art. 391 c.p.c., rispettivamente per rinuncia del debitore, qualora egli sia ricorrente, oppure perchè ricorre un caso di estinzione ex lege, qualora egli sia resistente o intimato; in entrambe le ipotesi, peraltro, deve essere dichiarata la cessazione della materia del contendere quando risulti, al momento della decisione – come effettivamente accade in questo caso – che il debitore abbia anche provveduto al pagamento integrale del debito rateizzato (Cass. Sez. 6, 3/10/2018, n. 24083).

3. Non si deve provvedere sulle spese del giudizio di legittimità perchè il contenuto della definizione agevolata assorbe il costo del processo pendente (Cass. n. 24083 del 2018, cit.).

4. Infine, non sussistono i presupposti per la condanna della contribuente al pagamento del “raddoppio” del contributo unificato, di cui al D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1-quater, in quanto il presupposto della rinuncia è sopravvenuto alla proposizione del ricorso (Cass. Sez. 6-5, 7/6/2018, n. 14782).

P.Q.M.

la Corte, dichiara l’estinzione del processo, D.L. n. 193 del 2016, ex art. 6, e cessata la materia del contendere.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio, il 8 febbraio 2021.

Depositato in Cancelleria il 16 giugno 2021

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