Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 16986 del 10/07/2017


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Cassazione civile, sez. un., 10/07/2017, (ud. 24/01/2017, dep.10/07/2017),  n. 16986

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONI UNITE CIVILI

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. RORDORF Renato – Primo Presidente f.f. –

Dott. AMOROSO Giovanni – Presidente di Sez. –

Dott. MAZZACANE Vincenzo – Presidente di Sez. –

Dott. DI IASI Camilla – rel. Presidente di Sez. –

Dott. PETITTI Stefano – Presidente di Sez. –

Dott. RAGONESI Vittorio – Presidente di Sez. –

Dott. BIANCHINI Bruno – Consigliere –

Dott. SCRIMA Antonietta – Consigliere –

Dott. BRONZINI Giuseppe – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 27587-2015 per regolamento di giurisdizione proposto

d’ufficio dal TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER IL LAZIO, con

ordinanza n. 12840/2015 depositata il 12/11/2015 (r.g. n. 6804/2011)

nella causa tra:

P.P., P.D.;

– ricorrenti non costituitisi in questa fase –

contro

R.F.I. – RETE FERROVIARIA ITALIANA S.P.A.;

– resistente non costituitasi in questa fase –

Udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

24/01/2017 dal Presidente Dott. CAMILLA DI IASI;

lette le conclusioni scritte del P.M., in persona del Sostituto

Procuratore Generale Dott. DEL CORE Sergio, il quale conclude che va

dichiarata la giurisdizione del giudice ordinario.

Fatto

FATTI DI CAUSA

P.P. e D., comproprietari di un terreno fabbricabile con sovrastante villino unifamiliare hanno avanzato dinanzi al Tribunale civile di Roma domanda risarcitoria nei confronti di Rete Ferroviaria Italiana s.p.a. quale successore dei rami dell’azienda della TAV s.p.a., concessionaria dell’Ente Ferrovie dello Stato, per i danni prodotti dai lavori dell’alta velocità consistenti nell’impedimento di qualunque vista panoramica dal terreno e dal villino, nonchè da immissioni e rumori prodotti dai lavori, oltre che dal degrado dell’intera zona sotto il profilo paesaggistico;

il giudice adito ha declinato la giurisdizione in favore del giudice amministrativo;

i ricorrenti hanno riassunto la causa dinanzi al Tar del Lazio il quale, ritenendo che le domande risarcitorie proposte rientrino nella giurisdizione del giudice ordinario, ha proposto regolamento d’ufficio; il P.G. ha concluso, richiamando analoghe precedenti conclusioni del proprio Ufficio, per la giurisdizione del giudice ordinario.

Diritto

RAGIONI DELLA DECISIONE

Deve essere affermata la giurisdizione del giudice ordinario, in conformità con le conclusioni del P.G. e con la giurisprudenza di queste sezioni unite, la quale, in fattispecie analoghe, ha anche recentemente ribadito che l’inosservanza da parte della P.A. delle regole tecniche o dei canoni di diligenza e prudenza nella gestione dei propri beni può essere denunciata dal privato davanti al giudice ordinario non solo per conseguire la condanna della P.A. al risarcimento dei danni, ma anche per ottenerne la condanna ad un facere, tale domanda non investendo scelte ed atti autoritativi della P.A., ma un’attività soggetta al principio del neminem laedere (v. tra le altre, da ultimo, su. nn. 3732 del 2016; 2052 del 2016 nonchè 22116 del 2014).

Dalla lettura dell’atto introduttivo non risulta che la società attrice abbia prospettato la lesione dei propri diritti soggettivi come effetto di un atto amministrativo o di una condotta costituente diretta espressione di poteri autoritativi di cui sia denunciata l’illegittimità, avendo essa invece fatto valere in causa esclusivamente l’illiceità di comportamenti adottati nella fase esecutiva dell’opera pubblica, senza che risulti contestato il progetto di ubicazione della linea ferroviaria nè dedotta, neppure incidentalmente, l’illegittimità dei provvedimenti amministrativi di approvazione dei relativi lavori pubblici, e senza che vengano in discussione atti autoritativi della P.A., essendo il petitum sostanziale individuabile esclusivamente nel diritto dei proprietari di immobile situato nei pressi del cantiere dell’A.V. ad essere indennizzati e/o risarciti per i disagi derivanti dalle modalità di svolgimento dei lavori nel suddetto cantiere.

Deve pertanto affermarsi che la giurisdizione appartiene al giudice ordinario, dinanzi al quale le parti vanno rimesse, previa cassazione della sentenza del Tribunale di Roma declinatoria della giurisdizione. In assenza di attività difensiva nessuna decisione va assunta in ordine alle spese del presente regolamento.

PQM

 

La Corte a Sezioni Unite dichiara che la giurisdizione spetta al giudice ordinario e per l’effetto cassa la sentenza n. 3737 del 2010 emessa dal Tribunale di Roma dinanzi al quale rimette le parti anche per le spese del presente regolamento.

Così deciso in Roma, il 24 gennaio 2017.

Depositato in Cancelleria il 10 luglio 2017

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