Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 16927 del 07/07/2017


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Cassazione civile, sez. VI, 07/07/2017, (ud. 03/04/2017, dep.07/07/2017),  n. 16927

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 1

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. GENOVESE Francesco Antonio – Presidente –

Dott. SCALDAFERRI Andrea – Consigliere –

Dott. DE CHIARA Carlo – rel. Consigliere –

Dott. DI MARZIO Mauro – Consigliere –

Dott. LAMORGESE Antonio Pietro – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 9701/2016 proposto da:

CONSORZIO SITECO PUGLIA E BASILICATA, in persona del liquidatore e

legale rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliato in

ROMA, VIA LUNGOTEVERE DELLA VITTORIA, 5, presso lo studio

dell’avvocato GIOVANNI ARIETA, rappresentato e difeso dagli avvocati

MICHELE GAETANO GIGANTE e GIUSEPPE TRISORIO LIUZZI;

– ricorrente –

contro

COMUNE DI PALAGIANO, P.A.;

– intimati –

avverso la sentenza n. 118/2015 della CORTE D’APPELLO DI LECCE –

SEZIONE DISTACCATA DI TARANTO, depositata il 18/03/2015;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio non

partecipata del 03/04/2017 dal Consigliere Dott. CARLO DE CHIARA.

Fatto

RILEVATO IN FATTO

che:

il Consorzio SITECO Puglia e Basilicata, che aveva ricevuto dal Comune di Palagiano l’appalto per la realizzazione di un sistema informatico funzionale alla ricognizione degli immobili del territorio ai fini della tassazione locale, domandò in giudizio la risoluzione del contratto per inadempimento del Comune e il risarcimento del danno; la Corte d’appello di Lecce Sezione distaccata di Taranto ha confermato la sentenza di primo grado, con cui era stata respinta la domanda, osservando che, in base al chiaro tenore del contratto, l’obbligazione di pagamento del corrispettivo da parte del Comune era subordinata all’incremento delle sue entrate tributarie grazie all’implementazione del sistema informatico in questione: non essendosi verificato, o comunque non essendo stato dimostrato dall’attore il verificarsi di tale presupposto, non sussisteva alcun inadempimento del Comune;

il Consorzio ha proposto ricorso per cassazione con tre motivi illustrati anche con memoria;

l’amministrazione comunale intimata non si è difesa;

il Collegio ha disposto che la motivazione della presente ordinanza sia redatta in forma semplificata, non ponendosi questioni rilevanti dal punto di vista della funzione nomofilattica di questa Corte.

Diritto

CONSIDERATO IN DIRITTO

che:

i primi due motivi di ricorso, con cui si denuncia violazione di norme di diritto, sono inammissibili;

con il primo, infatti, sotto la rubrica della violazione degli artt. 116 e 2700 c.c., si rimettono in discussione gli accertamenti di fatto operati dai giudici di merito, osservando che questi ultimi non avrebbero tenuto alcun conto delle prove documentali offerte dal consorzio: deduzione, dunque, di puro merito;

con il secondo motivo, sotto la rubrica della violazione degli artt. 1454, 1455 e 1458, si lamenta che non sia stata tenuta in considerazione la diffida ad adempiere intimata dal Consorzio nei confronti del Comune: questione manifestamente assorbita dalla statuizione dei giudici di merito che in realtà non sussisteva alcun inadempimento da parte del Comune;

il terzo, motivo, con il quale si lamenta la condanna al pagamento delle spese processuali nonostante la fondatezza della domanda, non ha natura di autonoma censura essendo dipendente dall’accoglimento delle prime due;

l’inammissibilità di tutti i motivi comporta l’inammissibilità del ricorso; in mancanza di attività difensiva della parte intimata non occorre provvedere sulle spese processuali.

PQM

 

La Corte dichiara inammissibile il ricorso.

Ai sensi del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater, inserito dalla L. 24 dicembre 2012, n. 228, art. 1, comma 17, dichiara la sussistenza dei presupposti dell’obbligo di versamento, a carico della parte ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis.

Motivazione semplificata.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio, il 3 aprile 2017.

Depositato in Cancelleria il 7 luglio 2017

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