Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 16912 del 10/08/2016


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Cassazione civile sez. VI, 10/08/2016, (ud. 15/06/2016, dep. 10/08/2016), n.16912

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE T

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. IACOBELLIS Marcello – Presidente –

Dott. CIGNA Mario – rel. Consigliere –

Dott. IOFRIDA Giulia – Consigliere –

Dott. CRUCITTI Roberta – Consigliere –

Dott. CONTI Roberto – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 6208-2015 proposto da:

AGENZIA DELLE ENTRATE, (OMISSIS), in persona del Direttore pro

tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12,

presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la rappresenta e

difende ope legis;

– ricorrente –

contro

P.P.;

– intimato –

avverso la sentenza n. 948/2014 della COMMISSIONE TRIBUTARIA

REGIONALE di GENOVA del 6/03/2014, depositata il 23/09/2014;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

15/06/2016 dal Consigliere Relatore Dott. MARIO CIGNA.

Fatto

FATTO E DIRITTO

L’Agenzia delle Entrate ricorre, affidandosi ad un unico motivo, per la cassazione della sentenza indicata in epigrafe, con la quale la Commissione Tributaria Regionale, nel rigettare l’appello dell’Ufficio, ha confermato la sentenza di primo grado che aveva accolto il ricorso proposto da P.P. avverso avviso di accertamento sintetico D.P.R. n. 600 del 1973, art. 38 per l’anno 2007; la CTR, in particolare, ha evidenziato che nell’accertamento sintetico l’Ufficio deve dimostrare, sulla base di presunzioni gravi, precise e concordanti, l’incompletezza (o la falsità o l’inesattezza) degli elementi indicati in dichiarazione; nella specie, invece, alcuni elementi fatto che gli immobili in proprietà erano stati acquistati da svariati anni, il fatto che il contribuente negli anni precedenti aveva dichiarato redditi cospicui, il fatto che il contribuente – che operava nel campo della vendita di autoveicoli e motoveicoli – aveva solo la disponibilità – e solo per alcuni mesi all’anno – degli stessi) si ponevano in maniera discorde rispetto ad altri. Il contribuente non resiste.

Con l’unico motivo di ricorso l’Agenzia, denunziando – ex art. 360 c.p.c., n. 3 – la violazione del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 38 e art. 2697 c.c., sostiene che in tema di accertamento sintetico il Giudice tributario, una volta verificati gli clementi indicatori di capacità contributiva esposti dall’Ufficio, non ha il potere di togliere agli stessi la capacità contributiva che il legislatore ha connesso alla loro disponibilità, ma può solo valutare la prova che il contribuente offre in relazione alla provenienza non reddituale delle somme necessarie per mantenere il possesso dei beni indicati.

Il motivo è fondato.

Questa Corte ha già chiarito che “in tema di accertamento in rettifica delle imposte sui redditi delle persone fisiche, la determinazione effettuata con metodo sintetico, sulla base degli indici previsti dai decreti ministeriali del 10 settembre e 19 novembre 1992, riguardanti il cosiddetto redditometro,… dispensa l’amministrazione da qualunque ulteriore prova rispetto all’esistenza dei fattori – indice della capacità contributiva, giacchè codesti restano individuati nei decreti medesimi. Ne consegue che è legittimo l’accertamento fondato sui predetti fattori-indice, provenienti da parametri e calcoli statistici qualificati, restando a carico del contribuente, posto nella condizione di difendersi dalla contestazione dell’esistenza di quei fattori, l’onere di dimostrare che il reddito presunto non esiste o esiste in misura inferiore” (Cass. 9539/2013); onere in ordine al quale vanno rispettati i criteri di cui a Cass. 8995/2014 (in senso conf. Cass. 25104/2014, e, da ultimo, ordinanze 6396/2015 e 14885/2015).

L’impugnata decisione, nella quale la CIR ha solo evidenziato la discordanza tra alcuni elementi posti a base dell’accertamento, appare non rispettosa del su esposto principio e va quindi cassata.

In conclusione, pertanto, in accoglimento del ricorso, va cassata l’impugnata sentenza, con rinvio per nuova valutazione alla CIR Liguria, diversa composizione, che provvederà anche alla regolamentazione delle spese del presente giudizio di legittimità.

PQM

La Corte accoglie il ricorso; cassa l’impugnata sentenza, con rinvio alla CTR Liguria, diversa composizione, che provvederà anche alla regolamentazione delle spese del presente giudizio di legittimità.

Così deciso in Roma, il 15 giugno 2016.

Depositato in Cancelleria il 10 agosto 2016

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