Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 16898 del 15/06/2021

Cassazione civile sez. III, 15/06/2021, (ud. 09/02/2021, dep. 15/06/2021), n.16898

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TERZA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. TRAVAGLINO Giacomo – Presidente –

Dott. DI FLORIO Antonella – Consigliere –

Dott. VINCENTI Enzo – rel. Consigliere –

Dott. ROSSETTI Marco – Consigliere –

Dott. DELL’UTRI Marco – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 37515/2019 proposto da:

D.Y., elettivamente domiciliato in ROMA, VIALE DELLE MILIZIE

38 presso lo studio dell’avv. Stefania Paravati, e rappresentato e

difeso dall’avvocato VALENTINA NANULA;

– ricorrente –

contro

MINISTERO DELL’INTERNO;

– intimato –

avverso la sentenza n. 4024/2019 della CORTE D’APPELLO di MILANO,

depositata il 03/10/2019;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

09/02/2021 dal Consigliere Dott. ENZO VINCENTI.

 

Fatto

RILEVATO

CHE:

1. – Con ricorso affidato a due motivi, D.Y., cittadino del (OMISSIS), ha impugnato la sentenza della Corte di appello di Milano, resa pubblica il 3 ottobre 2019, che ne dichiarava inammissibile il gravame avverso la decisione di primo grado del Tribunale della medesima Città che, a sua volta, ne aveva respinto l’opposizione avverso il diniego della competente Commissione territoriale del riconoscimento, in via gradata, dello status di rifugiato, della protezione sussidiaria e di quella umanitaria.

2. – La Corte territoriale, per quanto in questa sede ancora rileva, osservava che: a) il racconto del richiedente (aver lasciato il Paese di origine perchè minacciato dalla famiglia della ragazza con la quale aveva intessuto una relazione sentimentale e avuto un figlio, giacchè la sua condizione di lavoratore in schiavitù presso la medesima famiglia non gli consentiva di sposare la ragazza) non era credibile, in quanto il richiedente non aveva fatto alcuno sforzo per precisare circostanze contraddittorie; b) non sussistevano, quindi, i presupposti per il riconoscimento dello status di rifugiato e della protezione sussidiaria di cui al D.Lgs. n. 251 del 2007, art. 14, lett. a) e b); c) non sussistevano i presupposti per il riconoscimento della protezione sussidiaria di cui alla lett. c) del citato art. 14, in quanto, nella regione del (OMISSIS), donde proveniva il richiedente, non risultava esservi una situazione di conflitto armato generalizzato e di violenza indiscriminata nei confronti della popolazione civile; d) non sussistevano i presupposti per il riconoscimento della protezione umanitaria, in assenza di un significativo radicamento in Italia del richiedente (non garantito da un impiego a tempo determinato e dalla conoscenza della lingua italiana) e di una specifica sua condizione di vulnerabilità (non prospettando egli di soffrire di alcuna patologia).

3. – L’intimato Ministero dell’interno non ha svolto attività difensiva.

4. – Il ricorrente ha depositato memoria.

Diritto

CONSIDERATO

CHE:

1. – Preliminarmente, va dichiarata inammissibile la produzione documentale “integrativa” depositata con la memoria ex art. 380 bis.1 c.p.c. in quanto non riconducibile a quella il cui deposito è unicamente consentito ai sensi dell’art. 372 c.p.c.

2. – Con il primo mezzo è denunciata, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 251 del 2007, art. 3 e del D.Lgs. n. 25 del 2008, art. 8 e del D.Lgs. n. 286 del 1998, art. 19 per non aver la Corte territoriale assolto all’onere di cooperazione istruttoria sia in riferimento alla valutazione di non credibilità delle dichiarazioni di esso richiedente, sia ai fini del riconoscimento della protezione sussidiaria di cui al D.Lgs. n. 251 del 2007, art. 14, lett. C essendosi il giudice di appello basato su fonti informative datate e non valutando la situazione attuale della regione del (OMISSIS), da cui il richiedente medesimo proveniva.

2.1. – Il motivo è fondato per quanto di ragione.

2.1.1. – Va, infatti, rigettata la doglianza che attiene alla valutazione di non credibilità del narrato del richiedente, in quanto la Corte territoriale si è attenuta al principio di procedimentalizzazione legale della decisione, avendo operato la propria valutazione alla stregua dei criteri indicati nel D.Lgs. n. 251 del 2007, art. 3, comma 5, prendendo in considerazione tutte le circostanze dedotte in giudizio, mentre le censure mosse con il ricorso sono orientate piuttosto a criticare l’apprezzamento di fatto riservato al giudice del merito.

2.1.2. – E’ invece fondata la censura che investe la decisione negativa sul riconoscimento della protezione sussidiaria di cui al D.Lgs. n. 251 del 2007, lett. c.

Il giudice di merito, nel fare riferimento alle cd. fonti privilegiate di cui al D.Lgs. n. 25 del 2008, art. 8, comma 3, deve indicare la fonte in concreto utilizzata nonchè il contenuto dell’informazione da essa tratta e ritenuta rilevante ai fini della decisione, così da consentire alle parti la verifica della pertinenza e della specificità dell’informazione predetta rispetto alla situazione concreta del Paese di provenienza del richiedente la protezione.

E’, infatti, dovere del giudice verificare, avvalendosi dei poteri officiosi di indagine e di informazione di cui al D.Lgs. n. 25 del 2008, art. 8, comma 3, se la situazione di esposizione a pericolo per l’incolumità fisica indicata dal ricorrente, astrattamente riconducibile ad una situazione generalizzata di rischio, sia effettivamente sussistente nel Paese nel quale dovrebbe essere disposto il rimpatrio, sulla base di un accertamento che dev’essere aggiornato al momento della decisione, con specifica indicazione delle fonti tenute presenti così da consentire alle parti la verifica della pertinenza e della specificità dell’informazione predetta rispetto alla situazione concreta del Paese di provenienza del richiedente la protezione (Cass. n. 17075/2018, Cass. n. 28990/2018, Cass. n. 11312/2019, Cass. n. 8230/2020).

Verifica, questa, che la Corte territoriale non ha operato correttamente, posto che ha unicamente menzionato, in modo affatto generico e senza alcuna datazione, un rapporto di Amnesty International, nonchè fonti inattuali, come una circolare del Ministero dell’interno del 2012 e un rapporto EASO del gennaio 2015.

3. – Con il secondo mezzo è dedotta, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 286 del 1998, art. 5, comma 6 e art. 19 per aver la Corte territoriale erroneamente negato il riconoscimento della protezione umanitaria in ragione del livello di integrazione raggiunto da esso richiedente in Italia e della situazione interna del (OMISSIS) pregiudicante il godimento dei diritti umani.

3.1. – L’esame del motivo è assorbito dall’accoglimento del primo mezzo, dovendosi rammentare, comunque, che in tema di protezione umanitaria rilevano i principi enunciati da Cass., S.U., n. 29459/2019 e ribaditi, più di recente, da Cass. n. 3320/2021 (pp. 10/11).

4. – Va, dunque, accolto il primo motivo per quanto di ragione e dichiarato assorbito il secondo.

La sentenza impugnata deve essere cassata in relazione al motivo accolto e la causa rinviata alla causa alla Corte di appello di Milano, in diversa composizione, che dovrà applicare, nella delibazione del gravame, i principi innanzi enunciati, nonchè provvedere alla regolamentazione delle spese del giudizio di legittimità.

PQM

accoglie il primo motivo nei termini di cui in motivazione e dichiara assorbito il secondo motivo di ricorso;

cassa la sentenza impugnata in relazione al motivo accolto e rinvia la causa alla Corte di appello di Milano, in diversa composizione, anche per le spese del giudizio di legittimità.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sezione Terza civile della Corte suprema di Cassazione, il 9 febbraio 2021.

Depositato in Cancelleria il 15 giugno 2021

 

 

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA