Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 16838 del 15/06/2021

Cassazione civile sez. trib., 15/06/2021, (ud. 02/03/2021, dep. 15/06/2021), n.16838

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. ZOSO Liana Maria Teresa – Presidente –

Dott. PAOLITTO Liberato – Consigliere –

Dott. FASANO Anna Maria – rel. Consigliere –

Dott. REGGIANI Eleonora – Consigliere –

Dott. TADDEI Margherita – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 5257-2017 proposto da:

AGENZIA DELLE ENTRATE, in persona del Direttore pro tempore,

elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12,- presso

l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la rappresenta e difende;

– ricorrente –

contro

ASTRA SRL, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA F. DENZA 20, presso

lo studio dell’avvocato LAURA ROSA, rappresentata e difesa

dall’avvocato ROBERTO CORDEIRO GUERRA;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 1320/2016 della COMM. TRIB. REG. TOSCANA,

depositata il 14/07/2016;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

02/03/2021 dal Consigliere Dott. ANNA MARIA FASANO.

 

Fatto

RITENUTO

che:

Agenzia delle Entrate propone ricorso per la cassazione della sentenza n. 1320/31/16 della Commissione Tributaria Regionale della Toscana, in controversia relativa alla impugnazione degli avvisi di accertamento n. (OMISSIS) e n. (OMISSIS), anni di imposta 2005 e 2006, notificati alla società Astra s.r.l. e riguardanti operazioni ritenute abusive, ai sensi del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 37 bis lett. f), comma 3.

Con nota del (OMISSIS), Astra s.r.l. ha depositato domanda di definizione agevolata delle controversie tributarie pendenti D.L. n. 1198 del 2018, ex art. 6, e quietanza di versamento F24. Con memoria del 16.8.2019, l’Agenzia delle Entrate ha proposto istanza di estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, riferendo che la Direzione Provinciale di Grosseto, in data 29.7.2019, ha attestato la regolarità della definizione della lite tributaria ed il pagamento da parte della contribuente di quanto dovuto con riferimento all’atto impositivo oggetto della controversia.

Diritto

CONSIDERATO

che:

– La società contribuente ha aderito alla definizione agevolata della lite ai sensi del D.L. n. 119 del 2018, art. 6, convertito in L. n. 136 del 2018, allegando la domanda di definizione delle liti fiscali pendenti e quietanza di versamento F24;

– L’Agenzia delle Entrate, con nota del 16.8.2019, ha chiesto che sia dichiarata l’estinzione del giudizio in conseguenza di definizione agevolata, riferendo che la Direzione Provinciale di Grosseto ha dato atto della regolarità della domanda proposta dalla contribuente;

– Il D.L. n. 119 del 2018, art. 6, comma 10, stabilisce che: “Le controversie definibili non sono sospese, salvo che il contribuente faccia apposita richiesta al giudice, dichiarando di volersi avvalere delle disposizioni del presente articolo. In tale caso il processo è sospeso fino al 10 giugno 2019. Se entro tale data il contribuente deposita presso l’organo giurisdizionale innanzi al quale pende la controversia copia della domanda di definizione e del versamento degli importi dovuti o della prima rata, il processo resto sospeso fino la 31 dicembre 2020”. Il D.L. n. 119 del 2018, art. 6, comma 12, stabilisce che: “L’eventuale diniego della definizione va notificato entro il 31 luglio 2020 con le modalità prevista per la notificazione degli atti processuali. Il diniego è impugnabile entro sessanta giorni dinanzi all’organo giurisdizionale presso il quale pende la controversia. Nel caso in cui la definizione della controversia è richiesta in pendenza del termine per impugnare, la pronuncia giurisdizionale può essere impugnata dal contribuente unitamente al diniego della definizione entro sessanta giorni dalla notifica di quest’ultimo ovvero dalla controparte nel medesimo termine”. Ai sensi del citato D.L., art. 6, comma 13 “In mancanza di istanza di trattazione presentata entro il 31 dicembre 2020 dalla parte interessata, il processo è dichiarato estinto, con decreto del Presidente. L’impugnazione della pronuncia giurisdizionale e del diniego, qualora la controversia risulti non definibile, valgono anche come istanza di trattazione. Le spese del processo estinto restano a carico della parte che le ha anticipate”.

– Nella fattispecie, non è stata presentata istanza di trattazione entro il 31 dicembre 2020, nè è stato notificato diniego della definizione entro il 31 luglio 2020. Inoltre, l’Agenzia delle Entrate ha chiesto una pronuncia di estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, in ragione del perfezionamento della definizione della controversia ai sensi del D.L. n. 118 del 2019, art. 6, allegando anche la nota della Direzione Provinciale di Grosseto;

– In ragione di siffatti rilievi, va dichiarata l’estinzione del giudizio essendo cessata la materia del contendere. Le spese del giudizio estinto restano a carico di chi le ha anticipate, atteso che: “In tema di processo tributario, la definizione agevolata della controversia ai sensi del D.L. n. 119 del 2018, art. 6, conv., con modif., in L. n. 136 del 2018 (c.d. “pace fiscale”) comprende il pagamento delle spese processuali le quali, pertanto, restando a carico della parte che le ha anticipate, non devono essere liquidate dal giudice che dichiara l’estinzione del giudizio per cessata materia del contendere”(Cass. n. 21826 del 2020).

P.Q.M.

La Corte dichiara l’estinzione del giudizio e pone le spese a carico di chi le ha anticipate.

Così deciso in Roma, nell’adunanza camerale effettuata da remoto, il 2 marzo 2021.

Depositato in Cancelleria il 15 giugno 2021

 

 

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