Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 16815 del 19/07/2010

Cassazione civile sez. I, 19/07/2010, (ud. 19/01/2010, dep. 19/07/2010), n.16815

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE PRIMA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. PROTO Vincenzo – Presidente –

Dott. DI PALMA Salvatore – rel. Consigliere –

Dott. ZANICHELLI Vittorio – Consigliere –

Dott. DOGLIOTTI Massimo – Consigliere –

Dott. CULTRERA Maria Rosaria – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

sentenza

sul ricorso 4705/2008 proposto da:

R.N. (C.F. (OMISSIS)), elettivamente domiciliato

in ROMA, VIALE GLORIOSO 13, presso l’avvocato BUSSA Livio, che lo

rappresenta e difende unitamente all’avvocato GIUSTI ROBERTO, giusta

procura a margine del ricorso;

– ricorrente –

contro

CURATELA FALLIMENTO NAVALIA ENGINEERING (N. (OMISSIS));

– intimata –

avverso il provvedimento del TRIBUNALE di LUCCA, depositato il

09/01/2008; n. 3059/07 R.G.;

udita la relazione della causa svolta nella Pubblica udienza del

19/01/2010 dal Consigliere Dott. SALVATORE DI PALMA;

udito, per il ricorrente, l’Avvocato LIVIO BUSSA che ha chiesto

l’accoglimento del ricorso;

udito il P.M., in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

ABBRITTI Pietro, che ha concluso per il rigetto del ricorso.

 

Fatto

RITENUTO IN FATTO

che, con la sentenza n. (OMISSIS) del 4 dicembre 2006, il Tribunale di Lucca dichiarò il fallimento della s.r.l. Navalia Engineering;

che R.N., ex dipendente della Società fallita – ammesso parzialmente al passivo -, con ricorso del 22 luglio 2007, propose opposizione allo stato passivo;

che il Tribunale di Lucca fissò con decreto l’udienza di comparizione in Camera di consiglio per la data del 19 dicembre 2007, assegnando al ricorrente termine per la notificazione del ricorso e del decreto al curatore del Fallimento della s.r.l. Navalia Engineering ed alla Società fallita fino al (OMISSIS);

che lo stesso Tribunale – in contraddittorio con il curatore del fallimento il quale, costituitosi, eccepì preliminarmente l’inammissibilità dell’opposizione per l’intempestività della notificazione e, nel merito, chiese il rigetto della opposizione medesima -, con decreto del 9 gennaio 2008, dichiarò inammissibile l’opposizione;

che, in particolare, il Tribunale ha osservato, in punto di fatto, che: a) il ricorso in opposizione allo stato passivo ed il decreto di fissazione dell’udienza di comparizione in Camera di consiglio erano stati notificati al solo curatore del Fallimento e non anche alla Società fallita; b) la notificazione era stata eseguita, fuori termine, in data 31 ottobre 2007; c) non poteva essere considerato tempestivo il tentativo di notificazione in data 1 ottobre 2007, con relazione di notificazione di “omessa notifica”, perchè l’istanza di notificazione del R. conteneva l’errata individuazione del curatore del Fallimento notificatario: Dott. B.M., anzichè Dott. B.G., e s.r.l. Engineering, anzichè s.r.l. Navalia Engineering;

che, inoltre, lo stesso Tribunale ha osservato, in punto di diritto, che il termine assegnato al ricorrente per la notificazione del ricorso in opposizione allo stato passivo e del pedissequo decreto – di cui alla L. Fall., art. 99, comma 3, nel testo sostituito dal D.Lgs. 9 gennaio 2006, n. 5, art. 84, applicabile alla specie, ratione temporis – ha natura perentoria, ciò in conformità all’orientamento della Corte di cassazione in riferimento al termine di cui al previgente L. Fall., art. 98 (viene richiamata la sentenza n. 8323 del 2002);

che avverso tale decreto R.N. ha proposto ricorso per cassazione, deducendo due motivi di censura;

che il Fallimento della s.r.l. Navalia Engineering, benchè ritualmente intimato, non si è costituito nè ha svolto attività difensiva.

Diritto

CONSIDERATO IN DIRITTO

che, con il primo motivo (con cui deduce: “Omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione circa un punto decisivo della controversia – art. 360 c.p.c., n. 5”), il ricorrente critica il decreto impugnato, sostenendo che il Tribunale, nell’applicare al nuovo procedimento di opposizione allo stato passivo la precedente giurisprudenza di legittimità formatasi sul diverso testo della L. Fall., art. 98, non spiega le ragioni di tale convincimento e non tiene conto, in particolare, delle diverse natura e struttura del procedimento d’impugnazione dello stato passivo configurate dal legislatore della riforma del 2006, le quali avvicinerebbero il relativo procedimento a quello configurato per il rito del Lavoro e per il rito in materia di adozione (vengono richiamate le sentenze della Corte di Cassazione nn. 9331 del 1996, 1850 del 1998, 507 del 2003, 18081 del 2004);

che, con il secondo motivo (con cui deduce: “Violazione e falsa applicazione degli artt. 160 e 330 c.p.c. – art. 360 c.p.c., n. 3”), il ricorrente critica per altro verso il decreto impugnato, sottolineando che la costituzione in giudizio del curatore fallimentare – indicato nominativamente in modo diverso per mero errore materiale -, attesta che la notificazione aveva comunque raggiunto lo scopo;

che il primo motivo del ricorso merita accoglimento;

che costituisce ormai diritto vivente quello per cui, in tema di opposizione allo stato passivo fallimentare – a seguito delle sentenze della Corte Costituzionale 22 aprile 1986, n. 102, e 30 aprile 1986, n. 120, con le quali è stata dichiarata l’illegittimità costituzionale, rispettivamente, dei previgenti alla L. Fall., art. 98, comma 1, nella parte in cui stabiliva che i creditori esclusi o ammessi con riserva potevano fare opposizione entro quindici giorni dal deposito dello stato passivo anzichè dalla data di ricezione della raccomandata con avviso di ricevimento con le quali il curatore deve dare notizia dell’avvenuto deposito ai creditori che hanno presentato domanda di ammissione al passivo, e secondo comma, nella parte in cui non prevedeva nei confronti del creditore opponente la comunicazione, almeno quindici giorni prima dell’udienza di comparizione, del decreto ivi indicato, comunicazione dalla quale decorre il termine per la notificazione di esso al curatore -, al termine concesso dal giudice delegato, ai sensi dell’art. 98, comma 2 (nel testo originario, applicabile nella specie ratione temporis), per la notifica al curatore del ricorso e del pedissequo decreto di fissazione dell’udienza di comparizione, deve attribuirsi natura ordinatoria, anche perchè tale termine è finalizzato a permettere la costituzione del curatore, con la conseguenza che la sua inosservanza non determina l’inammissibilità dell’opposizione, restando tale inosservanza sanata, ai sensi, dell’art. 156 cod. proc. civ., se alla nuova udienza fissata dal giudice delegato il curatore sia comparso e abbia svolto l’attività cui la notifica del ricorso e del decreto era strumentale (cfr. la sentenza n. 25494 del 2009, pronunciata a sezioni unite, in fattispecie cui era applicabile, ratione temporis, il previgente art. 98, comma 2);

che tale principio è stato ribadito anche con riferimento alla l.

Fall., art. 99, comma 3 – nel testo sostituito dal D.Lgs. 9 gennaio 2006, n. 5, art. 84, applicabile alla specie, ratione temporis -, restando così stabilito che, con riferimento a tale nuovo testo, nel giudizio di opposizione allo stato passivo del fallimento il termine per la notifica del ricorso e del decreto di fissazione dell’udienza al fallito non ha natura perentoria e che, conseguentemente, la sua inosservanza non rende inammissibile l’opposizione, tale inosservanza restando sanata, ai sensi dell’art. 156 cod. proc. civ., se alla nuova udienza fissata dal giudice delegato l’opponente dimostri di aver provveduto all’adempimento prescritto nel termine a tal fine assegnatogli (cfr. le sentenze nn. 11301, 11508 e 13015 del 2010);

che, nella specie, i Giudici a quibus hanno dichiarato inammissibile l’opposizione allo stato passivo proposta dall’odierno ricorrente, ritenendo di natura perentoria – in violazione dei qui richiamati e ribaditi principi di diritto – il termine fissato per la notificazione del ricorso in opposizione e del pedissequo decreto di fissazione dell’udienza di comparizione al curatore del Fallimento della s.r.l. Navalia Engineering ed alla stessa s.r.l. Navalia Engineering;

che, pertanto, il decreto impugnato deve essere annullato in relazione al motivo accolto, restando assorbito il secondo motivo;

che, conseguentemente, la causa deve essere rinviata al Tribunale di Lucca, in diversa composizione, che, oltre ad uniformarsi a detti principi di diritto, provvederà anche a regolare le spese del presente giudizio.

P.Q.M.

Accoglie il primo motivo del ricorso, assorbito il secondo; cassa il decreto impugnato e rinvia, anche per le spese, al Tribunale di Lucca, in diversa composizione.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sezione Prima Civile, il 19 gennaio 2010.

Depositato in Cancelleria il 19 luglio 2010

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA