Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 16804 del 07/07/2017


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Cassazione civile, sez. trib., 07/07/2017, (ud. 25/05/2017, dep.07/07/2017),  n. 16804

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. CHINDEMI Domenico – Presidente –

Dott. ZOSO Liana M.T. – Consigliere –

Dott. CARBONE Enrico – Consigliere –

Dott. FASANO Anna Maria – Consigliere –

Dott. AMATORE Roberto – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 25715-2010 proposto da:

AGENZIA DELLE ENTRATE in persona del Direttore pro tempore,

elettivamente domiciliato in ROMA VIA DEI PORTOGHESI 12, presso

l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che lo rappresenta e difende;

– ricorrente –

contro

B.V., elettivamente domiciliato in ROMA VIA XX SETTEMBRE

3, presso lo studio dell’avvocato FABRIZIO CIPOLLARO, che lo

rappresenta e difende;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 394/2009 della COMM. TRIB. REG. di ROMA,

depositata il 29/07/2009;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

25/05/2017 dal Consigliere Dott. AMATORE ROBERTO.

Fatto

IN FATTO

che la parte ricorrente proponeva ricorso per cassazione, avverso la sentenza n. 394/1/2009 della Commissione tributaria regionale del Lazio, depositata il 29.7.2009, affidando la sua impugnativa ad una sola ragione di doglianza declinata in relazione alla dedotta violazione del L. n. 212 del 2000, art. 7 e L. n. 241 del 1990, art. 21 octies.

che, con ricorso spedito in data 29.9.2006, il contribuente impugnava la cartella di pagamento notificatagli in data 16.09.2006, scaturente da controllo D.P.R. n. 600 del 1973, ex art. 36 bis, della dichiarazione modello Unico presentata per l’anno di imposta 2002, pari ad un ammontare complessivo di Euro 3.904.,33; che il contribuente ricorrente lamentava violazione di legge in relazione alla mancata sottoscrizione della cartella e alla mancata precisa indicazione del responsabile del procedimento;

che la Commissione tributaria provinciale, con sentenza n. 461/60/07, annullava la predetta cartella, perchè, pur non ritenendo fondata la eccezione di nullità della cartella sopra indicata come motivo di impugnazione, tuttavia riteneva nel merito non fondata la pretesa tributaria avanzata dall’Ufficio; che avverso la predetta sentenza interponeva appello l’Ufficio, sostenendo la correttezza della pretesa tributaria;

che la Commissione tributaria regionale, così adita, pur ritenendo non applicabile retroattivamente il disposto di cui al D.P.R. n. 600 del 1973, art. 36 bis, riteneva che il giudice impugnato avesse disposto ultra petita in relazione alla predetta eccezione di nullità della cartella per vizi formali sollevata dal contribuente, e pur non rintracciando una ipotesi di nullità della cartella per la allegata mancata indicazione del responsabile del procedimento, riteneva comunque illegittima la cartella che pertanto annullava; che avverso la sentenza sopra indicata in epigrafe, ricorreva l’agenzia dell’entrate, deducendo, come detto, vizio di violazione di legge: si osservava che, come affermato dalla giurisprudenza di questa Corte di legittimità, l’indicazione del responsabile del procedimento negli atti dell’amministrazione finanziaria non è richiesta dalla L. 27 luglio 2000, n. 212, art. 7 (cd. Statuto del contribuente), a pena di nullità, in quanto tale sanzione era stata introdotta per le sole cartelle di pagamento dal D.L. 31 dicembre 2007, n. 248, art. 36, comma 4 ter, convertito, con modificazioni, nella L. 28 febbraio 2008, n. 31, art. 36, comma 4 ter, applicabile soltanto alle cartelle riferite ai ruoli consegnati agli agenti della riscossione a decorrere dal 1 giugno 2008; che si costituita con controricorso il contribuente, chiedendo il rigetto del ricorso ex adverso avanzato;

che con successiva memoria datata 12.5.2017 la parte controricorrente insisteva sulle ragioni del rigetto del ricorso già in precedenza evidenziate; che la causa è stata trattenuta in decisione all’udienza del 25.5.2017;

Diritto

CONSIDERATO IN DIRITTO

che il ricorso avanzato dall’Agenzia delle entrate è in realtà fondato;

che, sul punto qui in discussione, occorre ricordare la consolidata giurisprudenza espressa da questa Corte di legittimità secondo la quale l’indicazione del responsabile del procedimento negli atti dell’Amministrazione finanziaria non è richiesta, dalla L. 27 luglio 2000, n. 212 (c.d. Statuto del contribuente), a pena di nullità, in quanto tale sanzione è stata introdotta per le sole cartelle di pagamento dal D.L. 31 dicembre 2007, n. 248, art. 36, comma 4 – ter, convertito, con modificazioni, nella L. 28 febbraio 2008, n. 31, applicabile soltanto alle cartelle riferite ai ruoli consegnati agli agenti della riscossione a decorrere dal 1 giugno 2008 (Sez. U, Sentenza n. 11722 del 14/05/2010, Rv. 613232 – 01 Sez. 5, Sentenza n. 4516 del 21/03/2012 Rv. 622198 – 01; Sez. 6 – 5, Ordinanza n. 13747 del 31/05/2013 Rv. 627119 – 01;

che pertanto l’annullamento della cartella di pagamento disposta dalla C.T.R. ricorsa è illegittimo alla luce del principio di diritto sopra riaffermato e, potendosi dunque decidere la causa nel merito, occorre dichiarare la legittimità della cartella di pagamento impugnata dal contribuente;

che, essendo intervenuto il pronunciamento a SS.UU. sulla dibattuta questione solo dopo la introduzione della causa da parte del contribuente, si ritiene dover disporre la compensazione delle spese di lite tra le parti, ricorrendone giustificati motivi.

PQM

 

Accoglie il ricorso e per l’effetto annulla la sentenza impugnata senza rinvio e dichiara legittima la cartella di pagamento impugnata dal contribuente.

Così deciso in Roma, il 25 maggio 2017.

Depositato in Cancelleria il 7 luglio 2017

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