Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 16757 del 29/07/2011

Cassazione civile sez. I, 29/07/2011, (ud. 14/06/2011, dep. 29/07/2011), n.16757

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE PRIMA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. LUCCIOLI Maria Gabriella – Presidente –

Dott. FELICETTI Francesco – Consigliere –

Dott. RAGONESI Vittorio – rel. Consigliere –

Dott. GIANCOLA Maria Cristina – Consigliere –

Dott. BISOGNI Giacinto – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

sentenza

sul ricorso 29295/2007 proposto da:

M.A.P. (C.F. (OMISSIS)), domiciliato in ROMA,

PIAZZA CAVOUR, presso la CANCELLERIA CIVILE DELLA CORTE DI

CASSAZIONE, rappresentato e difeso dall’avvocato MURANO ARMANDO

sclere giusta procura a margine del ricorso;

– ricorrente –

contro

R.R.C.;

– intimata –

avverso il decreto della SEZIONE DISTACCATA DI BOLZANO – CORTE

D’APPELLO di TRENTO, depositato il 03/08/2007;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

14/06/2011 dal Consigliere Dott. VITTORIO RAGONESI;

udito il P.M., in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

FUCCI Costantino, che ha concluso per l’accoglimento del primo

motivo, inammissibilità degli altri motivi.

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

M.A.P. propone ricorso per cassazione sulla base di tre motivi avverso il decreto n. 141/07 con cui la Corte d’appello di Trento, sez distaccata di Bolzano, aveva dichiarato inammissibile per tardività il ricorso dal medesimo proposto avverso il decreto del Tribunale di Bolzano che aveva rigettato la richiesta di M. di modifica delle condizioni della separazione già a suo tempo concordate con R.R.C..

Quest’ultima non ha svolto attività difensiva.

In camera di consiglio il Collegio ha optato per la motivazione semplificata.

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

Con l’unico motivo di ricorso il ricorrente deduce che la copia dell’atto a lui notificato reca la data del 3. 5.06 e non già del 2.5.06, onde il reclamo deve ritenersi essere stato proposto tempestivamente.

Il ricorso è fondato.

Risulta infatti dalla documentazione in atti che la data della avvenuta notifica riportata sul decreto è quella del 3.5.06..

A tale proposito questa Corte ha ripetutamente affermato che allorchè, in sede di individuazione del “dies a quo” relativo alla decorrenza del termine breve per l’impugnazione, emerga una difformità di date fra la relata di notifica di una sentenza in possesso della parte notificante e quella consegnata al destinatario dell’atto notificato, la tempestività dell’impugnazione deve essere valutata con riferimento alla data risultante dalla relata di notifica consegnata a quest’ultimo (che deve considerarsi “relata originaria”, certificante la contestuale consegna dell’atto), il quale non è tenuto a provare l’esattezza delle risultanze dell’atto ricevuto (sul quale soltanto poteva fare affidamento nel computare il termine utile per la proposizione dell’impugnazione), spettando invece al soggetto che eccepisca la decadenza (e, quindi, l’inammissibilità dell’impugnazione), secondo gli ordinari principi di distribuzione dell’onere probatorio, 4à provare, mediante querela di falso trattandosi di contrasto tra due atti pubblici, la corrispondenza della relata stilata sull’atto in suo possesso all’effettivo svolgimento (“quoad tempus”) delle formalità di notifica, (Cass. 25813/10, Cass. 28230/05).

Il ricorso va, pertanto, accolto. La sentenza impugnata va di conseguenza cassata con rinvio alla Corte d’appello di Trento,in diversa composizione, che si atterrà nel decidere al principio di diritto dianzi enunciato e che provvederà anche alla liquidazione delle spese del presente giudizio di cassazione.

Resta da dire della inammissibilità della doglianza per il mancato accoglimento della domanda di ammissione al patrocinio a spese dello Stato, in quanto trattasi di provvedimento non contenuto nella sentenza impugnata ma emesso dalla Commissione per il patrocinio dell’ordine degli avvocati di Bolzano,e..comunque, competendo la decisione finale ammissiva al giudice del merito ed essendo essa efficace per tutti i gradi di giudizio (come si desume dal D.Lgs. n. 113 del 2002, art. 75, comma 1, art. 93, comma 1, artt. 124 e 126), la relativa deliberazione non spetta alla Corte di Cassazione, ma al giudice che ha adottato il provvedimento (Cass. 22616/04).

Restano assorbiti tutti gli altri motivi.

Ai sensi del D.Lgs. n. 196 del 2003, art. 52, si dispone che in caso di diffusione della presente sentenza vengano omessi le generalità e gli altri elementi identificativi delle parti e dei soggetti in essa citati.

P.Q.M.

Accoglie primo motivo di ricorso,assorbiti gli altri; cassa la sentenza impugnata e rinvia, anche per le spese,alla Corte d’appello di Trento in diversa composizione.

Così deciso in Roma, il 14 giugno 2011.

Depositato in Cancelleria il 29 luglio 2011

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