Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 16747 del 29/07/2011

Cassazione civile sez. I, 29/07/2011, (ud. 24/05/2011, dep. 29/07/2011), n.16747

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE PRIMA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. LUCCIOLI Maria Gabriella – Presidente –

Dott. BERNABAI Renato – Consigliere –

Dott. DOGLIOTTI Massimo – rel. Consigliere –

Dott. SCHIRO’ Stefano – Consigliere –

Dott. CULTRERA Maria Rosaria – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

SENTENZE

sul ricorso 7149/2008 proposto da:

D.T.K., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA

RONCIGLIONE 3, presso l’avvocato GULLOTTA FABIO, che lo rappresenta e

difende unitamente all’avvocato MOCCIA FLAVIO, giusta procura a

margine del ricorso;

– ricorrente –

contro

M.A. elettivamente domiciliata in ROMA, VIA XX SETTEMBRE 15,

presso l’avvocato CIDDIO FRANCESCO, rappresentata e difesa dagli

avvocati CORTI PAOLO, TRAVERSA EUGENIO, DEFLORIAN UMBERTO, giusta

procura a margine del controricorso;

– controricorrente –

avverso il decreto della SEZ.DIST.CORTE D’APPELLO di BOLZANO

depositato il 24/01/2008;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

24/05/2011 dal Consigliere Dott. MASSIMO DOGLIOTTI;

udito, per il ricorrente, l’Avvocato GULLOTTA FABIO che ha chiesto

l’accoglimento del ricorso;

udito, per la controricorrente, l’Avvocato CIDDIO FRANCESCO, con

delega, che ha chiesto il rigetto del ricorso;

udito il P.M., in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

LETTIERI Nicola, che ha concluso per il rigetto del ricorso.

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO E MOTIVI

In un procedimento di modifica delle condizioni di divorzio, la Corte d’Appello di Trento, Sezione distaccata di Bolzano, con decreto depositato il 24 gennaio 2009, accoglieva il reclamo proposto da M.A. nei confronti di D.T.K., avverso il decreto del Tribunale di Bolzano del 2 marzo 2007, in punto assegno divorzile.

Ricorre per cassazione il D.T., sulla base di un unico motivo, attinente vizio di motivazione.

Resiste con controricorso la M., che deposita pure memoria per l’udienza.

Il Collegio dispone redigersi la sentenza con motivazione semplificata.

Il ricorso va dichiarato inammissibile, per assenza della sintesi, omologa al quesito di diritto, in relazione a vizio di motivazione (al riguardo, Cass. N. 2694/2008), di cui all’art. 366 bis c.p.c., abrogato, ma ancora operante per i rapporti pregressi.

Le spese seguono la soccombenza.

P.Q.M.

La Corte dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese del presente giudizio di legittimità, che liquida in Euro 1.600,00 per onorari ed Euro 200,00 per esborsi, oltre spese generali ed accessori di legge.

Così deciso in Roma, il 24 maggio 2011.

Depositato in Cancelleria il 29 luglio 2011

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