Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 16725 del 06/07/2017


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Cassazione civile, sez. VI, 06/07/2017, (ud. 24/05/2017, dep.06/07/2017),  n. 16725

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE L

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. CURZIO Pietro – Presidente –

Dott. DORONZO Adriana – Consigliere –

Dott. ARIENZO Rosa – Consigliere –

Dott. ESPOSITO Lucia – Consigliere –

Dott. FERNANDES Giulio – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 17317/2016 proposto da:

MINISTERO ISTRUZIONE UNIVERSITA’ RICERCA C.F. (OMISSIS), in persona

del Ministro e legale rappresentante, UFFICIO SCOLASTICO REGIONALE

BASILICATA, in persona del legale rappresentante pro tempore,

elettivamente domiciliati in RONIA, VIA DEI PORTOGHESI 12, presso l’

AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che li rappresenta e difende ope

legis;

– ricorrenti –

contro

B.F., elettivamente domiciliato in ROMA,

CIRCONVALLAZIONE TRIONFALE, 47, presso lo studio dell’avvocato

GIULIANA SCROCCA, rappresentato e difeso dall’avvocato FRANCESCO

POTENZA;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 451/2015 della CORTE D’APPELLO di POTENZA,

depositata il 14/01/2016;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio non

partecipata del 24/05/2017 dal Consigliere Dott. GIULIO FERNANDES.

Fatto

RILEVATO

che la Corte di Appello di Potenza, con sentenza del 14 gennaio 2016, confermava la decisione del primo giudice di rigetto della domanda di revocazione ex art. 395 c.p.c., n. 1, della sentenza n. 2026/2009 con la quale era stato riconosciuto il diritto di B.F. all’assunzione e tempo indeterminato su una delle cattedre disponibili per l’insegnamento di matematica a decorrere dall’anno scolastico 2003-2004 con conseguente condanna al pagamento delle differenze retributive che avrebbe percepito ove fosse stato assunto dalla predetta data;

che, ad avviso della Corte territoriale, non era stato provato il dolo revocatorio ex art. 395 c.p.c., n. 1, in quanto l’allegazione in giudizio di un fatto non veritiero (l’essere iscritto negli elenchi speciali di cui alla L. n. 68 del 1999, in qualità di riservista M, dichiarazione resa, peraltro, nelle domande di anno in anno presentate per l’inserimento nelle graduatorie ad esaurimento) costituente il fondamento della domanda del B. e della decisione di accoglimento della stessa da parte del giudice non integrava una macchinazione fraudolenta tale incidere concretamente sul principio del contraddittorio e sul diritto di difesa dell’altra parte o, comunque, sull’accertamento della verità; ed infatti, detta allegazione avrebbe potuto essere oggetto di contestazione da parte della difesa di controparte e smentita attraverso una verifica in sede amministrativa, verifica, poi, tardivamente effettuata solo in sede di esecuzione della sentenza di cui viene chiesta la revocazione;

che per la cassazione di tale decisione hanno proposto ricorso il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca e l’Ufficio Scolastico regionale per la Basilicata, affidato ad un motivo cui resiste con controricorso il B.;

che è stata depositata la proposta del relatore ai sensi dell’art. 380-bis c.p.c., ritualmente comunicata alle parti, unitamente al decreto di fissazione dell’adunanza in camera di consiglio; che il Ministero ricorrente ha depositato atto di rinuncia al ricorso avendo le parti raggiunto un accordo transattivo in data 24 marzo 2017 ed ha chiesto la declaratoria di estinzione del giudizio.

Diritto

CONSIDERATO

che dal verbale di conciliazione stipulato fra le parti in data 24 marzo 2017, risulta che le parti hanno raggiunto un accordo transattivo concernente anche la controversia in esame dandosi atto dell’intervenuta amichevole e definitiva conciliazione a tutti gli effetti di legge, dichiarando le parti di rinunciare ad ogni pretesa ulteriore rispetto a quella concordata;

che tale verbale di conciliazione si appalesa idoneo a dimostrare l’intervenuta cessazione della materia del contendere nel giudizio di cassazione ed il conseguente sopravvenuto difetto di interesse delle parti a proseguire il processo e, pertanto, il Collegio, preso atto di quanto sopra, dichiara cessata la materia del contendere;

che in ragione del contenuto transattivo dell’accordo, è conforme a giustizia disporre la compensazione delle spese del giudizio di cassazione tra le parti;

che non può trovare applicazione nei confronti delle Amministrazioni dello Stato il D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater, nel testo introdotto dalla L. 24 dicembre 2012, n. 228, art. 1, comma 17, atteso che le stesse, mediante il meccanismo della prenotazione a debito, sono esentate dal pagamento delle imposte e tasse che gravano sul processo (cfr. Cass. 1778/2016).

PQM

 

La Corte dichiara cessata la materia del contendere e compensa le spese del presente giudizio.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, dà atto della non sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1-bis.

Così deciso in Roma, il 24 maggio 2017.

Depositato in Cancelleria il 6 luglio 2017

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