Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 16628 del 28/07/2011

Cassazione civile sez. trib., 28/07/2011, (ud. 22/06/2011, dep. 28/07/2011), n.16628

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. PARMEGGIANI Carlo – Presidente –

Dott. IACOBELLIS Marcello – Consigliere –

Dott. DI BLASI Antonino – Consigliere –

Dott. VIRGILIO Biagio – Consigliere –

Dott. CIRILLO Ettore – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ordinanza

sul ricorso 16609/2009 proposto da:

AGENZIA DELLE ENTRATE (OMISSIS), in persona del Direttore pro

tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12,

presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la rappresenta e

difende ope legis;

– ricorrente –

contro

B.S.;

– intimato –

avverso la sentenza n. 57/2008 della COMMISSIONE TRIBUTARIA REGIONALE

di GENOVA dell’11/04/08, depositata il 19/05/2008;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

22/06/2011 dal Consigliere Relatore Dott. ETTORE CIRILLO;

è presente il P.G. in persona del Dott. FEDERICO SORRENTINO.

Fatto

FATTO E DIRITTO

La Corte:

ritenuto che è stata depositata in cancelleria la seguente relazione a sensi dell’art. 380 bis c.p.c.: “Il 18 maggio 2008 la commissione tributaria regionale di Genova ha parzialmente accolto l’appello proposto dall’agenzia delle entrate nei confronti di B.S., medico pediatra, confermando l’accoglimento delle istanze di rimborso dell’IRAP per gli anni 1999-2000-2001 e dichiarando il contribuente decaduto quanto all’annualità 1998. Ha motivato la decisione, per la parte che qui interessa, ritenendo che il ricorrente non ha realizzato quella organizzazione produttiva richiesta… quale presupposto per l’imposizione e precisando soltanto che il ricorrente ha svolto l’attività senza ausilio di dipendenti e collaboratori ed avvalendosi solo di pochi beni strumentali. Ha proposto ricorso per cassazione, affidato a due motivi, l’amministrazione; il contribuente non si è costituito. I due motivi, da trattare congiuntamente, attingono deficienze della sentenza di secondo grado sia sotto il profilo della violazione di legge circa l’onere della prova, sia sotto il profilo dei vizi motivazionali per insufficienza argomentativa, il tutto sempre con riferimento ai requisiti perchè il contribuente consegua l’esonero dall’IRAP. Invero, tanto l’avvocatura erariale quanto i giudici d’appello invocano la giurisprudenza di questa Sezione in materia e particolarmente la fondamentale sentenza n. 3678 del 16 febbraio 2007. In essa si legge:

Esemplificativamente il giudice del merito potrà ricercare i dati di riscontro del presupposto impositivo attraverso l’auto dichiarazione del contribuente ovvero la certificazione dell’anagrafe tributaria in possesso dell’A.F., soffermandosi sul dettaglio riportato nelle pertinenti sezioni del quadro RE (riguardante la determinazione del reddito di lavoro autonomo ai fini IRPEF) che specifica la composizione dei costi (rigo da 6 a 18) riportando – tra gli altri – le quote di ammortamento dei beni strumentali (con tipologia ricavabile dal registro dei cespiti ammortizzabili o dal registro dei pagamenti), i canoni di locazione finanziaria e non le spese relative agli immobili, le spese per prestazioni di lavoro dipendente, per le collaborazioni ed i compensi comunque elargiti a terzi, gli interessi passivi. Si tratta di regola empirica che facilita l’onere probatorio in un processo caratterizzato da limitazioni istruttorie, quale quello tributario, sostanzialmente incentrato sulle produzioni documentali e sugli eventuali poteri acquisitori riservati in via integrativa al giudice tributario (D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 7, comma 1). Fermo restando che graverà sul contribuente che proponga domanda di ripetizione di indebito (contro il silenzio-rifiuto od il diniego espresso di rimborso) dimostrare il fatto costitutivo della sua pretesa, cioè la mancanza della causa (autonoma organizzazione) che giustifica il prelievo fiscale. Si tratta di principi regolativi ampiamente condivisi e più volte riaffermati (cfr. da ultimo Cassazione civile sez. trib., 18 novembre 2010, n. 23370, Diritto &

Giustizia 2010); ma di essi i giudici d’appello non hanno fatto buon governo. L’apparato argomentativo della sentenza impugnata è legato all’apodittica affermazione: il ricorrente ha svolto l’attività senza ausilio di dipendenti e collaboratori ed avvalendosi solo di pochi beni strumentali, circostanza confermata dalle risultanze dei documenti prodotti in causa e di cui viene dato atto esattamente dal giudice di primo grado nella sua sentenza dovendosi riconoscere che il ricorrente non ha realizzato quella organizzazione produttiva richiesta dalla sentenza delle Suprema Corte quale presupposto dell’imposizione”. Orbene, si coglie l’assoluta omissione dell’esame quantitativo e qualitativo di tutti quegli indicatori (es. compensi a terzi, spese per ammodernamento e strumentazione, quote d’ammortamento, etc.) comunque ricavabili dalle produzioni di parte (cfr. ricorso, pag. 7), così come si coglie l’assenza di una rigorosa verifica degli oneri probatori a carico del contribuente.

Ciò comporta il necessario rinvio per nuovo esame ad altra sezione della commissione tributaria regionalmente competente.

Conseguentemente il ricorso può essere deciso in camera di consiglio ai sensi dell’art. 375 c.p.c., comma 1″.

Rilevato che la relazione è stata comunicata al Pubblico Ministero e notificata alla parte costituita; osservato che il Collegio, a seguito della discussione in camera di consiglio, condividendo i motivi in fatto e in diritto della relazione, ritiene che ricorra l’ipotesi della manifesta fondatezza del ricorso, per tutte le ragioni sopra indicate nella relazione; considerato che da ciò consegue la cassazione della sentenza d’appello con rinvio alla CTR (anche per la spese), affinchè la lite sia decisa sulla base dei principi innanzi affermati.

P.Q.M.

La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia, anche per le spese, alla CTR – Liguria in diversa composizione.

Così deciso in Roma, il 22 giugno 2011.

Depositato in Cancelleria il 28 luglio 2011

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