Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 1662 del 23/01/2018


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Civile Ord. Sez. 6 Num. 1662 Anno 2018
Presidente: CURZIO PIETRO
Relatore: SPENA FRANCESCA

ORDINANZA
sul ricorso 23459-2016 proposto da:
,EGROTTAGLI E ANG

RAFFA 11E, elettivamente

domiciliato in ROMA, VI \ VITTORIA COLONNA 40, presso lo
tndn delb dott_ SlINAN A COPPOLA, rappresentato e- difeso

dall’avvocato SANDRO STERAN11,1,1;

– ricorrente SOCIETÀ’ TRASPORTI PUBBLICI BRINDISI SPA, in persona del
legale rappresentante, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA
ARCHIMEDE 175, presso lo studio dell’avvocato PIERLUIGI
MANFREDONIA, rappresentata e difesa dall’avvocato CATALDO
NIOTTA;

– controricorrente e ricorrente incidentale avverso la sentenza n. 1734/2016 della CORTE D’APPELLO di
BARI, emessa il 7/06/2016;

Data pubblicazione: 23/01/2018

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non
partecipata del 06/12/2017 dal Consigliere Dott. FRANCESCA

SPENA.

Ric. 2016 n. 23459 sez. ML – ud. 06-12-2017
-2-

PROC. nr . 23459/2016 RG

RILEVATO
che, con sentenza in data 7-27 giugno 2016 nr. 1734, la Corte di
appello di Bari, giudice di rinvio— a seguito della ordinanza di questa Corte
5453/2015, che accoglieva il ricorso del lavoratore avverso la statuizione
d’appello, che aveva ritenuto risolto il rapporto di lavoro

rigettava le domande proposte da ANGELO RAFFAELE

LEGROTTAGLIE nei confronti della SOCIETÀ

TRASPORTI PUBBLICI

BRINDISI (in prosieguo, S.T.P. ) spa per l’accertamento della nullità dei
contratti di fornitura di lavoro temporaneo ( ex lege 196/1997) sottoscritti
con la parte convenuta quale società- utilizzatrice e della intercorrenza di un
rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato.
La Corte territoriale osservava che il ricorrente non aveva svolto alcuna
allegazione in ordine alla durata ed alla eventuale proroga di ciascuna delle
assunzioni per prestazioni di lavoro temporaneo né in ordine alle concrete
modalità (di luogo, mezzi e persone) delle missioni presso la S.T.P.,
essendo stato solo precisato l’arco temporale —( dal 28.9.2002 fino al
23.11.2003) nel quale egli era stato reiteratamente destinato a svolgere la
propria attività presso la suddetta società, come addetto alla conduzione di
autobus.
Rilevava che le allegazioni della società utilizzatrice, documentate
attraverso una tabella,
consistente nella

circa la ricorrenza della esigenza temporanea,

necessità di sostituzione di personale assente dal

servizio, non erano state contestate ex adverso

e che parte ricorrente, su

cui gravava il relativo onere probatorio, non aveva posto a fondamento delle
richieste istruttorie allegazioni specifiche, che consentissero di configurare la
dedotta frode alla legge, per la sussistenza di una esigenza di lavoro stabile
riferibile alla posizione ricoperta nell’ambito della impresa utilizzatrice;

che ha proposto ricorso per la cassazione della sentenza ANGELO
RAFFAELE LEGROTTAGLIE, affidato a due motivi, cui ha opposto difese
S.T.P s.p.a., che ha altresì proposto ricorso incidentale, articolato in un
unico motivo;

1

consenso—

per mutuo

PROC. nr . 23459/2016 RG

che la proposta del relatore, ai sensi dell’art. 380-bis c.p.c., è stata
comunicata alle parti, unitamente al decreto di fissazione dell’adunanza in
camera di consiglio;

che il ricorrente ha depositato memoria
CONSIDERATO
che il ricorrente ha dedotto:

e/o falsa applicazione dell’art. 1 , co. 1 e 2 lett. c), I. n. 196/1997, in
relazione all’art. 1344 c.c. ed omessa applicazione della legge 1369/1960,
rilevando che in due precedenti di questa Corte ( sentenze nn. 15412/09 e
15515/2009) relativi a lavoratori della stessa azienda, era stato enunciato il
principio di diritto in forza del quale sussisteva una ipotesi di frode alla
legge allorquando la reiterazione dei contratti di fornitura di lavoro
temporaneo costituisse il mezzo per eludere la regola dell’essenziale
temporaneità dell’occasione di lavoro, con conseguente instaurazione del
rapporto con l’utilizzatore ex lege 1369/1960. Nella fattispecie di causa era
stato allegato il presupposto della frode, consistente nella reiterazione di un
numero di 63 contratti di lavoro temporaneo senza sostanziale soluzione di
continuità, circostanza, questa mai contestata e, comunque, documentata;
-con il secondo motivo: ai sensi dell’art. 360 n. 3 cod.proc.civ.,
violazione per erronea applicazione dell’art. 2697 cod. civ. anche in
relazione all’art. 1344 c. c. ed agli articoli 1 e 10 L. 196/1997, denunziando
l’erroneità della decisione in relazione alla ripartizione dell’onere della prova,
giacchè era a carico del datore di lavoro non solo l’onere di provare la
effettiva esistenza delle ragioni giustificative dell’utilizzo del lavoratore
temporaneo ma altresì che tali ragioni dipendessero da situazioni di
carattere straordinario e non da una carenza strutturale di organico.

che con l’unico motivo del ricorso incidentale la società STP spa ha
dedotto violazione e falsa applicazione dell’ articolo 394 cod.proc.civ. in
relazione all’articolo 384 cod.proc.civ., censurando il capo della sentenza del
giudice del rinvio che respingeva la eccezione di risoluzione del rapporto di
lavoro per mutuo consenso;

che ritiene il Collegio si debba respingere il ricorso principale.

2

con il primo motivo: ai sensi dell’art. 360 n. 3 cod.proc.civ., violazione

PROC. nr . 23459/2016 RG

Deve premettersi che, per quanto accertato in sentenza ed in questa
sede non contestato, la domanda azionata si correlava esclusivamente alla
denunzia di frode alla legge ( pagina 6 della sentenza, secondo capoverso e
pagina 8).
Correttamente, pertanto, procedendo preliminarmente all’esame del
secondo motivo di ricorso, la Corte di merito poneva a carico del lavoratore

Con l’attuale ricorso, invece, la parte assume essere a carico del datore
di lavoro non solo la allegazione e la prova delle specifiche ragioni che, di
volta in volta, avevano reso necessario il ricorso ai contratti di lavoro
temporaneo ma anche «che tale necessità non derivava da un organico di
dipendenti insufficienti a consentire la copertura ordinaria delle assenze…»
(pagina 12 del ricorso, in fine e pagina 13,in principio).
Tale assunto è infondato; se cade a carico della impresa utilizzatrice
allegare e provare le ragioni del ricorso alla fornitura di lavoro temporaneo
(come consentite dalla legge ed espresse in contratto) è invece a carico del
lavoratore provare che la fattispecie, pur nella sussistenza di tali ragioni,
realizzi, comunque, di fatto, uno scopo vietato dalla legge. E’ dunque onere
del lavoratore allegare

i

fatti sintomatici dell’elusione della norma

imperativa, allegazioni (e prove) ritenute dalla Corte di merito carenti per
omessa precisazione delle modalità di svolgimento delle missioni lavorative,
dei mezzi impiegati, delle tratte del servizio pubblico di trasporto coperte e
dei periodi temporali delle stesse assunzioni.

che, quanto

al primo motivo, il

ricorrente — (secondo cui

principio di diritto esposto dal

la reiterazione dei contratti di fornitura di

prestazioni di lavoro temporaneo presso la medesima impresa utilizzatrice
può essere valutata nei termini di cui all’art. 1344 c.c., quando costituisca il
mezzo per eludere la regola della temporaneità dell’occasione di lavoro, che
connota tale disciplina; cfr. Cass. 15515/09 cit.)— che pur in questa sede
va ribadito— non è idoneo a scalfire il fondamento del dedsum.
Correttamente il giudice del rinvio ha affermato la necessità che il ricorrente
prospettasse la vicenda in termini specifici, tali da consentire il controllo
giudiziario delle circostanze di fatto a fondamento della dedotta fattispecie

3

l’onere di provare la frode.

PROC. nr . 23459/2016 RG

frodatoria nonostante la prova, documentalmente offerta dalla società, della
effettività delle esigenze giustificative delle singole assunzioni. In sostanza
non è in discussione il principio di diritto, qui confermato, ma la valutazione
da parte del giudice del merito della specificità delle allegazioni;

che per tutto quanto sopra considerato, essendo da condividere la
proposta del relatore, il ricorso va rigettato;

mutuo consenso, dipendente dal preliminare accertamento della natura a
tempo indeterminato del rapporto di lavoro;

che le spese del presente giudizio vanno regolate come da dispositivo;
che non sussistono le condizioni di cui all’art. 13, comma 1 quater, DPR
115 del 2002 essendo intervenuta delibera del Consiglio dell’Ordine di
ammissione del ricorrente al patrocinio a spese dello Stato ; il ricorrente
ammesso al predetto beneficio non è tenuto al versamento del
contributo unificato, stante la prenotazione a debito prevista dal
combinato disposto di cui agli artt. 11 e 131 del medesimo decreto, e, di
conseguenza, neppure dell’ulteriore importo di cui all’art. 13, comma 1quater, del decreto citato (

ex multis,

Cassazione civile, sez. VI,

12/04/2017, n. 9538) .

PQM
La Corte rigetta il ricorso principale, assorbito l’incidentale. Condanna
parte ricorrente al pagamento delle spese, che liquida in C 200 per spese ed
C 2.500 per compensi professionali, oltre spese generali al 15% ed
accessori di legge.
Così deciso in Roma, nella adunanza camerale del 6.12.2017

che resta assorbito il ricorso incidentale, relativo alla statuizione sul

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