Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 16601 del 11/06/2021

Cassazione civile sez. III, 11/06/2021, (ud. 09/02/2021, dep. 11/06/2021), n.16601

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TERZA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. TRAVAGLINO Giacomo – Presidente –

Dott. DI FLORIO Antonella – Consigliere –

Dott. VINCENTI Enzo – Consigliere –

Dott. ROSSETTI Marco – Consigliere –

Dott. CRICENTI Giuseppe – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 37823/2019 proposto da:

M.S., elettivamente domiciliato presso l’avv. ALESSANDRA

BARBERO;

– ricorrente-

contro

MINISTERO DELL’INTERNO, elettivamente domiciliato in ROMA, VIA DEI

PORTOGHESI 12, presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che lo

rappresenta e difende;

– resistente –

avverso la sentenza n. 847/2019 della CORTE D’APPELLO di TORINO,

depositata il 20/05/2019;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del

09/02/2021 dal Consigliere Dott. GIUSEPPE CRICENTI.

 

Fatto

RITENUTO

Che:

1.- M.S. è cittadino del Bangladesh. Ha raccontato di aver fatto, in quel Paese, da mediatore tra alcuni contadini, disposti a concedere il godimento di alcune loro terre, ed un lontano parente commerciante, che però, concluso l’accordo, si è reso inadempiente, mettendo il ricorrente in difficoltà con i locatori. M.S. ha cercato di rimediare facendosi prestare soldi da un cugino: non è dato sapere se costui ha reso il servizio, ma si sa che lo ha accompagnato dal conduttore per aiutarlo nella rivendicazione del pagamento, ma la discussione con costui è degenerata e, nella colluttazione, animata dal ricorrente, il conduttore dei terreni è rimasto ucciso. Ne è seguito l’arresto del cugino del ricorrente e la fuga di quest’ultimo.

2.- M.S. impugna la decisione della Corte di Appello di Torino, che, confermando la decisione di primo grado, ha ritenuto inverosimile il racconto; ha escluso che in Bangladesh vi sia una situazione di conflitto armato generalizzato ed ha ritenuto non provata alcuna situazione di vulnerabilità rilevante ai fini della protezione umanitaria.

3.- Il ricorso è basato su un unico motivo. Il Ministero si è costituito tardivamente e non ha svolto difese.

Diritto

CONSIDERATO

Che:

4.- L’unico motivo di ricorso denuncia sia la violazione della L. n. 251 del 2007, art. 14, che la L. n. 286 del 1998, art. 5.

Il motivo è riferito sia alla protezione sussidiaria che a quella umanitaria, ma si può dire che la ragione è comune, e sta nella censura di omessa o insufficiente valutazione della situazione del paese di origine.

La Corte di appello, quanto alla protezione sussidiaria, ha escluso una situazione di conflitto armato in Bangladesh, ma ha anche escluso che vi sia in quel paese una violazione sistematica di diritti tale da impedire il rimpatrio.

A questa ratio il ricorrente contrappone proprie valutazioni della situazione del paese di origine e ritiene manchevole l’accertamento svolto dalla corte di merito.

Il motivo è inammissibile.

Il ricorrente non si confronta con la ratio della decisione, in quanto, relativamente alla situazione di generalizzato conflitto armato oppone delle proprie, ma infondate fonti, a quelle attuali ed attendibili della corte; mentre, per quanto riguarda la protezione umanitaria, si limita a generiche ricognizioni dell’istituto senza eccepire alcunchè alla osservazione dei giudici di merito circa la mancanza di allegazione della sua integrazione in Italia e comunque del rispetto medio dei diritti fondamentali nel paese di origine.

PQM

La Corte dichiara inammissibile. Nulla spese. Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, la Corte dà atto che il tenore del dispositivo è tale da giustificare il pagamento, se dovuto e nella misura dovuta, da parte ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato, pari a quello dovuto per il ricorso.

Così deciso in Roma, il 9 febbraio 2021.

Depositato in Cancelleria il 11 giugno 2021

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