Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 16594 del 22/06/2018


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Civile Ord. Sez. 6 Num. 16594 Anno 2018
Presidente: CURZIO PIETRO
Relatore: SPENA FRANCESCA

‘ORDINANZA
sul ricorso 3549-2017 proposto da:
INPS – ISTITUTO NAZIONALE DELLA PREVIDENZA SOCIALE
80078750587, in persona del legale rappresentante pro tempore, elettivamente
domiciliato in ROMA, VIA CESARE BECCARLA 29, presso la sede
dell’AVVOCATURA dell’Istituto medesimo, rappresentato e difeso dagli
avvocati EMANUELA CAPANNOLO, CLEMENTINA PULLI, MAURO
RICCI;

– ricorrenei contro
NIARROCCO ANGELO;

– intimato avverso la sentenza n. 2772/2016 della CORTE D’APPELLO di ROMA,
depositata il 22/07/2016;

Data pubblicazione: 22/06/2018

PROC. nr . 3549/2017 RG

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non partecipata
del 05/04/2018 dal Consigliere Dott. FRANCESCA SPENA.
RILEVATO
che con sentenza in data 9 maggio- 22 luglio 2016 nr. 2772 la
Corte d’Appello di Roma riformava la sentenza del Tribunale della stessa

domanda proposta da ANGELO MARROCCO nei confronti dell’INPS per il
riconoscimento del proprio diritto alla pensione ordinaria di invalidità ed,
in subordine, alli assegno ordinario di invalidità; per l’effetto accoglieva
la domanda, ritenuta la sussistenza del requisito per il conseguimento
dell’assegno di invalidità;

che avverso la sentenza ha proposto ricorso l’INPS, articolato in un
unico motivo, cui l’ intimato non ha opposto difese;

che

la proposta del relatore è stata comunicata alla parte—

unitamente al decreto di fissazione dell’udienza— ai sensi dell’articolo
380 bis codice di procedura civile

CONSIDE’• ATO
che con l’unico motivo l’INPS ha dedotto — ai sensi dell’articolo
360 nr. 3 codice di procedura civile — violazione e falsa applicazione
degli articoli 1 e 4 della legge nr. 222/1984 e dell’articolo 9 nr. 2) del
regio decreto legge 14 aprile 1939 nr. 636, convertito in legge 6 luglio
1939 nr. 1272 e successive modifiche nonché dell’articolo 2697 codice
civile e degli articoli 414- 416 codice di procedura civile.
Ha impugnato la sentenza per avere dichiarato il diritto all’assegno
ordinario di invalidità accertando unicamente lo stato invalidante ed
omettendo la verifica del . necessario requisito contributivo, elemento
costitutivo del diritto alla prestazione. Ha esposto che nel ricorso
introduttivo del giudizio il MARROCCO aveva svolto allegazioni
unicamente in ordine al requisito sanitario e non anche sul possesso del
necessario requisito di 5 anni di contributi, di cui tre nell’ultimo
quinquennio; il difetto del requisito contributivo era stato eccepito
dell’Istituto nella memoria difensiva del primo grado.

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sede, che aveva respinto per carenza del requisito sanitario la

PROC. nr . 3549/2017 RG

Il primo giudice non aveva affrontato la questione per la ritenuta
carenza del requisito sanitario sicchè la sentenza non era stata
appellata dall’Istituto, in quanto privo di interesse. Sull’appello
dell’assicurato l’INPS si era costituito, insistendo nelle proprie difese.

che , ritiene il Collegio il ricorso debba essere accolto;
che in via preliminare si rileva la tempestività della impugnazione,

termine di sei mesi dal deposito della sentenza, scadente nella giornata
di domenica 22 gennaio 2017 e, pertanto, prorogato al lunedì
successivo. Tale notifica era effettuata presso il difensore domiciliatario
( avvocato F. SOTIS) sia nel domicilio risultante dalla sentenza (Via
Parigi 11, Roma) — ove la spedizione aveva esito negativo per
trasferimento del ,destinatario— che nel diverso domicilio in FONDI
(Latina) ove il ricorso veniva recapitato per compiuta giacenza .

che nel merito la impugnazione è fondata alla luce dei consolidati
principi enunciati da questa Corte, secondo cui l’esistenza del requisito
contributivo delle prestazioni previdenziali giudizialmente pretese deve
essere provata dall’assicurato e verificata, anche di ufficio, dal giudice;
la negazione da parte dell’Istituto assicuratore convenuto di tali
requisiti integra una «mera difesa» e non una «eccezione in senso
proprio» che sfugge alle preclusioni di cui agli artt. 416 e 437 c.p.c., ed
è perciò idonea, anche se svolta oltre i limiti stabiliti da tali norme, a
sollecitare il potere-dovere del giudice di accertare con i propri poteri
ufficiosi l’eventuale carenza del suddetto requisito (Cass. 2 novembre
2017, n. 26094; Cass. 2 gennaio 2002, n. 2; Cass. 5 giugno 2003, n.
9005; Cass. 18 marzo 2014, n. 6264; Cass. 25 luglio 2016, n. 15306).
La Corte territoriale, omettendo del tutto la indagine circa la
sussistenza in capo al MARROCCO del requisito contributivo dell’assegno
ordinario di invalidità, la cui assenza era stata allegata dall’INPS, non si
è conformata a siffatti principi;

che, pertanto, la sentenza impugnata deve essere cassata e gli atti
rinviati ad altro giudice, che si individua nella Corte di Appello di Roma

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in quanto la notifica veniva spedita dall’INPS in data 23.1.2017, nel

PROC. nr . 3549/2017 RG

in diversa composizione affinchè provveda all’esame della sussistenza
del requisito contributivo dell’assegno ordinario di invalidità;
che il giudice del rinvio provvederà, altresì, alla disciplina delle
spese del presente grado
PQM
La Corte accoglie il ricorso.

Corte di Appello di Roma in diversa composizione.
Così deciso in Roma, nella adunanza camerale del 5 aprile 2018

Cassa la sentenza impugnata e rinvia— anche per le spese— alla

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