Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 16574 del 31/07/2020

Cassazione civile sez. lav., 31/07/2020, (ud. 19/02/2020, dep. 31/07/2020), n.16574

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE LAVORO

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. MANNA Antonio – Presidente –

Dott. D’ANTONIO Enrica – Consigliere –

Dott. GHINOY Paola – Consigliere –

Dott. CALAFIORE Daniela – Consigliere –

Dott. BUFFA Francesco – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 15235-2014 proposto da:

CIMA SRL, in persona del legale rappresentante pro tempore

elettivamente domiciliato in ROMA, L.GO DEL TEATRO VALLE 6, presso

lo studio dell’avvocato LUCIANO FILIPPO BRACCI, rappresentato e

difeso dall’avvocato MARIA GIOVANNA GIAMMATTEI;

– ricorrenti –

contro

I.N.P.S. – ISTITUTO NAZIONALE DELLA PREVIDENZA SOCIALE, C.F.

(OMISSIS), in persona del suo Presidente e legale rappresentante pro

tempore, in proprio e quale mandatario della S.C.C.I. S.P.A. –

Società di Cartolarizzazione dei Crediti I.N.P.S. C.F. (OMISSIS),

elettivamente domiciliati in ROMA, VIA CESARE BECCARIA 29, presso

l’Avvocatura Centrale dell’Istituto, rappresentati e difesi dagli

avvocati ANTONINO SGROI, EMANUELE DE ROSE, GIUSEPPE MATANO, ESTER

ADA SCIPLINO, LELIO MARITATO, CARLA D’ALOISIO;

– resistenti con mandato –

avverso la sentenza n. 743/2013 della CORTE D’APPELLO di ANCONA,

depositata il 21/01/2014, R.G.N. 825/2012.

 

Fatto

RILEVATO

CHE:

1. Con sentenza del 21.1.14, la Corte d’Appello di Ancona ha rigettato l’appello avverso la sentenza del 27.9.12 del tribunale di Pesaro, che aveva, per quel che qui rileva, rigettato l’opposizione della società Cima srl al verbale di accertamento e cartella esattoriale con cui l’INPS aveva assoggettato a contribuzione previdenziale le somme corrisposte agli stessi a titolo di trasferta, per un complessivo importo contributivo di oltre Euro 69.650.

2. In particolare, la corte territoriale ha in rito ritenuto inammissibile l’eccezione della società di inesistenza della notifica del verbale ispettivo e della cartella esattoriale (in quanto notificata direttamente dall’Agente di Riscossione a mezzo raccomandata senza l’intermediazione dei soggetti abilitati), ritenendola tardiva in quanto sollevata solo in appello.

3. Nel merito, la corte territoriale ha rilevato che i lavoratori, assunti con contratto senza indicazione del luogo di lavoro, erano tenuti all’espletamento della prestazione in un luogo diverso e distante dalla sede legale della datrice di lavoro e che il datore non aveva dimostrato l’effettività delle trasferte cui si ricollegava l’erogazione di compensi a titolo di trasferta. Ne derivava, secondo la corte territoriale, che l’INPS aveva legittimamente posto a recupero a contribuzione con l’iscrizione a ruolo esattoriale dei compensi erogati nei giorni di c.d. trasferta, e ciò sia con riferimento a lavoratori trasferisti (con assegnazione a luoghi sempre diversi), sia con riferimento ad altri lavoratori considerati in trasferta (con assegnazione a unico luogo di lavoro, pur diverso dalla sede aziendale).

4. Avverso tale sentenza ricorre la società per quattro motivi; l’INPS, rimasto intimato, ha depositato procura.

5. La società ricorrente, con atto del 11.2.202ha rinunciato al ricorso per cassazione, notificando l’atto alla controparte ritualmente.

6. Il giudizio deve pertanto dichiararsi estinto. Le spese vanno compensate, in considerazione dell’evoluzione normativa e giurisprudenziale della materia.

PQM

dichiara estinto il giudizio; compensa le spese.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, dà atto della non sussistenza dei presupposti processuali per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello previsto per il ricorso a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis se dovuto.

Così deciso in Roma, nella adunanza camerale, il 19 febbraio 2020.

Depositato in Cancelleria il 31 luglio 2020

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