Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 16560 del 05/08/2016


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Cassazione civile sez. VI, 05/08/2016, (ud. 14/06/2016, dep. 05/08/2016), n.16560

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 2

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. D’ASCOLA Pasquale – Presidente –

Dott. GIUSTI Alberto – rel. Consigliere –

Dott. FALASCHI Milena – Consigliere –

Dott. ABETE Luigi – Consigliere –

Dott. SCALISI Antonino – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 17781-2015 proposto da:

F.F., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA MARCANTONIO

COLONNA n. 44, presso lo studio dell’Avvocato SILVIO CALVOSA, che lo

rappresenta e difende;

– ricorrente –

contro

UFFICIO TERRITORIALE DEL GOVERNO – PREFETTURA DI ROMA, elettivamente

domiciliata in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI n. 12, presso l’AVVOCATURA

GENERALE DELLO STATO, che la rappresenta e difende;

– controricorrente –

avverso l’ordinanza del TRIBUNALE di ROMA, depositata il 19/06/2015;

Udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

14/06/2016 dal Consigliere Dott ALBERTO GIUSTI;

udito l’Avvocato SILVIO CALVOSA.

Fatto

FATTO E DIRITTO

Ritenuto che il consigliere designato da depositato, in data 18 aprile 2016, la seguente relazione ex art. 380-bis cod. proc. civ.:

” F.F. ha proposto ricorso per cassazione, ai sensi dell’art. 111 Cost., avverso l’ordinanza collegiale del Tribunale di Roma in data 19 giugno 2015 che, pronunciando sul reclamo, ha dichiarato inammissibile il ricorso ex art. 700 cod. proc. civ. dal medesimo presentato per ottenere la rimozione dei pregiudizi derivanti dall’iscrizione, nell’anagrafe della motorizzazione civile, di un provvedimento prefettizio che gli inibiva la guida per sci mesi, e ha condannato il reclamante a rifondere all’Ufficio territoriale del Governo – Prefettura di Roma le spese di lite.

Ha resistito, con controricorso, la Prefettura di Roma.

Il ricorso appare al relatore inammissibile.

Infatti, il ricorso straordinario per cassazione di cui all’art. 111 Cost. non è proponibile avverso il diniego, emesso in sede di reclamo, di provvedimento d’urgenza domandato ai sensi dell’art. 700 cod. proc. civ., perchè detto provvedimento difetta di definitività e decisorietà ed è destinato a perdere efficacia a seguito della pronuncia della sentenza definitiva di merito, sicchè non può incidere su situazioni soggettive di natura sostanziale con efficacia di giudicato (Cass., Sez. 1, 27 giugno 2011, n. 14140; Cass., Sez. 1, 20 gennaio 2015, n. 896).”;

che la suddetta relazione è stata notificata alle parti unitamente al decreto di fissazione dell’adunanza della Corte in camera di consiglio.

Considerato che il Collegio condivide la proposta di definizione contenuta nella relazione ex art. 380-bis cod. proc. civ.;

che i rilievi critici sollevati al riguardo dal difensore del ricorrente nell’adunanza in camera di consiglio non colgono nel segno;

che, infatti, il rimedio del ricorso straordinario per cassazione è consentito soltanto avverso pronunce di contenuto decisorio (idonee, cioè, ad incidere in via definitiva sulle posizioni dedotte in giudizio), mentre il dedotto provvedimento investe il diniego di una misura di tipo cautelare e provvisorio, senza pregiudizio alcuno per la soluzione della controversia all’esito di un ordinario giudizio di cognizione;

che, pertanto, il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, avendo ad oggetto un provvedimento interinale, ontologicamente inidoneo ad incidere con efficacia di giudicato su posizioni giuridiche di natura sostanziale;

che le spese del giudizio di cassazione, liquidate come da dispositivo, seguono la soccombenza;

che poichè il ricorso è stato proposto successivamente al 30 gennaio 2013 ed è dichiarato inammissibile, sussistono le condizioni per dare atto – ai sensi della L. 24 dicembre 2012, n. 228, art. 1, comma 17, (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato – Legge di stabilità 2013), che ha aggiunto il comma 1-quater all’art. 13 del testo unico di cui al D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 – della sussistenza dell’obbligo di versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per la stessa impugnazione.

PQM

La Corte dichiara il ricorso inammissibile e condanna il ricorrente al rimborso delle spese processuali sostenute dalla Prefettura controricorrente, che liquida in complessivi Euro 1.500 per compensi, oltre alle spese prenotate a debito.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1-quater, inserito dalla L. n. 228 del 2012, art. 1 comma 17, dichiara la sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma del comma 1 – bis dello stesso art. 13.

Così deciso in Roma, nella camera di consiglio della 6-2 Sezione civile, il 14 giugno 2016.

Depositato in Cancelleria il 5 agosto 2016

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