Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 1654 del 24/01/2020

Cassazione civile sez. lav., 24/01/2020, (ud. 09/10/2019, dep. 24/01/2020), n.1654

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE LAVORO

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. MANNA Antonio – Presidente –

Dott. GHINOY Paola – rel. Consigliere –

Dott. MANCINO Rossana – Consigliere –

Dott. CAVALLARO Luigi – Consigliere –

Dott. DE MARINIS Nicola – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 15660/2014 proposto da:

TRENITALIA S.P.A., con socio unico soggetta all’attività di

direzione e coordinamento di FERROVIE DELLO STATO ITALIANE S.P.A.,

in persona del legale rappresentante pro tempore, elettivamente

domiciliata in ROMA, VIA L.G. FARAVELLI 22, presso lo studio

dell’avvocato ARTURO MARESCA, che la rappresenta e difende

unitamente all’avvocato FRANCO BONAMICO;

– ricorrente –

contro

I.N.P.S. – ISTITUTO NAZIONALE PREVIDENZA SOCIALE, in persona del

Presidente e legale rappresentante pro tempore, elettivamente

domiciliato in ROMA, VIA CESARE BECCARIA 29, presso l’Avvocatura

Centrale dell’Istituto, rappresentato e difeso dagli avvocati

VINCENZO TRIOLO, ANTONIETTA CORETTI, VINCENZO STUMPO;

A.F., + ALTRI OMESSI, tutti domiciliati in ROMA,

PIAZZA CAVOUR, presso la CANCELLERIA DELLA CORTE SUPREMA DI

CASSAZIONE, rappresentati e difesi dagli avvocati RODOLFO UMMARINO,

GINA DELL’ORFANO, LUISA DELL’ORFANO;

– controricorrenti –

avverso la sentenza n. 205/2014 della CORTE D’APPELLO di TORINO,

depositata il 08/04/2014, r.g.n. 187/2013.

Fatto

RILEVATO

che:

1. la Corte d’appello di Torino, in accoglimento dell’appello principale proposto dall’INPS, per quello che qui ancora rileva, respingeva le domande proposte da Trenitalia s.p.a., dirette ad ottenere il pagamento in restituzione a carico del Fondo di garanzia di quanto corrisposto a titolo di TFR a A.F. ed altri litisconsorti, dipendenti di P.M. Ambiente s.p.a., appaltatrice dei servizi di pulizia del materiale rotabile. Rigettava l’appello incidentale condizionato proposto da Trenitalia avverso il capo della sentenza gravata che l’aveva condannata, quale committente obbligata con vincolo di solidarietà ai sensi del D.Lgs. n. 276 del 2003, art. 29, comma 2, a pagare ai lavoratori i ridetti importi.

2. Di tale sentenza Trenitalia s.p.a. chiede la cassazione, affidando l’impugnazione a tre motivi, cui hanno resistito con controricorso A.F. ed i suoi litisconsorti nonchè l’Inps, che ha depositato anche memoria ex art. 380 bis.1 c.p.c..

Diritto

CONSIDERATO

che:

3. con il primo motivo di ricorso, deducendo plurime violazioni di legge (D.Lgs. n. 267 del 2003, art. 29, L. n. 1369 del 1960, art. 3, artt. 1676, 2120, 2697, 2909 c.c., artt. 10, 11 preleggi, artt. 112, 115, 116, 324, 346 c.p.c.) e omesso esame di un fatto decisivo per il giudizio oggetto di discussione tra le parti, Trenitalia s.p.a. assume che erroneamente la Corte di merito avrebbe fondato la sua responsabilità solidale per le quote di TFR maturate prima del D.Lgs. n. 276 del 2003, sia sul D.Lgs. n. 276, art. 29, sia sull’art. 1676 c.c., sia sulla L. n. 1369 del 1960, art. 3, in tal modo riconoscendo un’obbligazione di pagamento anche per le quote di TFR maturate prima del 24 ottobre 2003 (data di entrata in vigore del D.Lgs. n. 276 cit.) e violando il giudicato interno, considerato che la sentenza di primo grado aveva limitato l’applicazione del D.Lgs. n. 276, art. 29, alle quote di TFR maturate dopo l’indicato discrimine temporale.

4. Come secondo motivo Trenitalia s.p.a. denunzia violazione o falsa applicazione dell’art. 1203 c.c., n. 3, in relazione al D.Lgs. n. 276 del 2003, art. 29, L. n. 297 del 1982, artt. 1 e 2, anche in relazione agli artt. 1 e 2 delle Direttive 80/987/CE del 20.10.1980 e 2008/94/CE del 22.10.2008 e dell’art. 3 Cost. e censura la ritenuta esclusione del suo diritto alla surrogazione nei diritti dei lavoratori nei confronti del Fondo di garanzia istituito presso l’Inps, sul rilievo che l’adempimento di un obbligo ex lege da parte del committente, coobbligato solidale, non può escludere il diritto di quest’ultimo a rivalersi sul Fondo di Garanzia per effetto di surroga rispetto alla posizione del lavoratore, in applicazione dell’art. 1203 c.c..

5. Con il terzo motivo di ricorso si lamenta la violazione e falsa applicazione della L. 27 dicembre 2006, n. 296, art. 1, commi 755-757, D.M. 30 gennaio 2007, in relazione all’art. 2120 c.c., nonchè in relazione al D.Lgs. 10 settembre 2003, n. 276, art. 29: la sentenza impugnata sarebbe errata nella parte in cui non ha dichiarato l’estraneità di Trenitalia spa al pagamento delle quote del TFR maturate a far data dal 1 gennaio 2007, per essere la relativa obbligazione a carico del Fondo di Tesoreria gestito dall’INPS e non del datore di lavoro – appaltatore. Per la ricorrente poichè il pagamento effettuato al Fondo tesoreria Inps estingue l’obbligazione del datore di lavoro, non essendovi inadempimento datoriale si estinguerebbe anche la solidarietà del committente. Ne conseguirebbe altresì la carenza di legittimazione passiva di Trenitalia per il pagamento del TFR successivamente al 1 gennaio 2007, data entro cui era stato effettuato il conferimento del TFR maturato. La ricorrente sostiene, in sostanza, che la decisione impugnata sarebbe errata nella parte in cui non ha dichiarato l’estraneità di Trenitalia spa al pagamento delle quote del TFR maturate a far data dal 1 gennaio 2007, per essere la relativa obbligazione a carico del Fondo di Tesoreria gestito dall’INPS e non del datore di lavoro – appaltatore.

6. Il primo e il terzo motivo sono inammissibili, risultando fondata l’eccezione di intervenuto giudicato formulata dalla difesa dei lavoratori controricorrenti.

7.Occorre premettere che nel caso in rassegna, l’appello dell’Inps non contestava la responsabilità di Trenitalia verso i lavoratori quale presupposto della garanzia, e quindi l’an o il quantum della sua obbligazione verso il creditore del TFR, ma l’esistenza della propria posizione di garanzia. L’interesse da parte dell’obbligato Trenitalia a proporre l’appello (pur qualificato come incidentale condizionato) nei confronti dei lavoratori-creditori per negare il proprio obbligo nei loro confronti era sorto dunque non già dall’impugnazione principale, ma dalla stessa sentenza impugnata, con la conseguenza che non poteva essere proposto nel termine previsto dall’art. 334 c.p.c., per l’impugnazione incidentale tardiva (v., in termini, Cass. nn. 19286 del 2009 e 17030 del 2017).

8. Questa Corte ha già chiarito (v., fra le altre, Cass. n. 17030 del 2017, Cass. n. 50 del 2009) che nelle cause scindibili o indipendenti, l’appello incidentale tardivo, pur potendo investire capi diversi da quelli impugnati in via principale, non può determinare un’estensione soggettiva del giudizio e non può, pertanto, essere proposto contro parti diverse da quelle che hanno proposto l’impugnazione in via principale, nei confronti delle quali deve ritenersi formato il giudicato interno.

9. Neppure può nel caso dubitarsi della scindibilità delle due cause, considerata la diversità di titoli tra la domanda per il pagamento del TFR proposta dal creditore (lavoratore dipendente dell’appaltatore) verso l’obbligato (committente dell’appalto) e la domanda di garanzia impropria proposta dal debitore (committente) verso il terzo chiamato (Inps), quest’ultima oggetto dell’appello principale.

10. Non è di ostacolo al rilievo in questa sede dell’inammissibilità dell’appello incidentale al fine di ritenere l’inammissibilità dei motivi qui proposti il fatto che di tale questione non vi sia cenno nella sentenza gravata, che ha rigettato nel merito l’appello incidentale condizionato, considerato che le Sezioni Unite di questa Corte (n. 16979 del 25/06/2019) hanno chiarito che la mancata prospettazione, nel giudizio di secondo grado, della questione della tempestività o meno dell’appello incidentale, non determina una preclusione processuale nella deduzione della stessa con il ricorso per cassazione, potendo essere eccepita o rilevata d’ufficio per la prima volta anche in sede di legittimità (v. anche Cass. n. 13427/2001, Cass. n. 15705/2006 e Cass. n. 1188/2007).

11. Il secondo motivo è poi infondato, alla luce dei principi affermati da questa Corte in numerosi arresti (v. da ultimo Cass. 10/03/2017 n. 6361, Cass. 20.5.2016 nn. 10543 e 10544), che hanno evidenziato come la posizione giuridica soggettiva della società committente non sia riconducibile a quella dell’avente diritto che beneficia della garanzia del Fondo istituito ai sensi della L. n. 297 del 1982, art. 2; è stato in proposito rilevato che il committente, solidalmente responsabile con il proprio appaltatore, ai sensi del D.Lgs. n. 276 del 2003, art. 29, comma 2, non trae la propria posizione in via derivata da un dante causa (nel caso di specie: il lavoratore) come invece il cessionario del suo credito, ma presta una garanzia in favore del datore di lavoro ed a vantaggio del lavoratore, adempiendo alla quale assolve ad un’obbligazione propria, istituita ex lege, che lo legittima, come nei rapporti tra condebitori solidali, ad un’azione di regresso ai sensi dell’art. 1299 c.c., nei confronti dell’appaltatore, obbligato principale; che, pertanto, nei suoi confronti, quando si renda inadempiente, il medesimo committente può agire anche in surrogazione dei diritti del lavoratore, ai sensi dell’art. 1203 c.c., n. 3, in base al diverso titolo del rapporto di appalto assistito dal particolare obbligo di garanzia legale, posto che: “Ai fini dell’operatività della surrogazione legale di cui all’art. 1203 c.c., n. 3, non è necessario nè che il surrogante sia tenuto al pagamento del debito in base allo stesso titolo del debitore surrogato, nè che egli sia direttamente obbligato nei confronti dell’accipiens, richiedendo la norma soltanto e che il surrogante abbia un interesse giuridicamente qualificato alla estinzione dell’obbligazione” (cfr. Cass. 16 dicembre 2013, n. 28061);

12. per tale ragione, è stato escluso che Trenitalia s.p.a. possa essere qualificata ad alcun titolo avente diritto del lavoratore, il quale riceve la propria garanzia attraverso il meccanismo predisposto dalla speciale normativa in materia di appalto, così essendo soddisfatto del proprio credito, ed è stato chiarito che, per effetto di ciò, vengono meno, per la parte così soddisfatta, i presupposti di intervento del Fondo di Garanzia gestito dall’Inps, avendo l’adempimento del committente, obbligato solidale dell’appaltatore datore di lavoro, rimediato alla sua insolvenza, in virtù della garanzia istituita dal D.Lgs. n. 276 del 2003, art. 29, comma 2, sicchè, quest’ultimo non può sicuramente accedere, sulla base di un titolo autonomo, non di derivazione diretta da quello del lavoratore (quale appunto suo “avente diritto”), a detto Fondo (cfr., nei termini richiamati, Cass. 10543 e 10544/2016 cit.).

13. In conclusione, il ricorso è da rigettare.

14. Le spese del giudizio di legittimità vanno regolate in ragione del principio della soccombenza, nella misura indicata in dispositivo, con distrazione in favore dei difensori dichiaratisi anticipatari.

15. Sussistono le condizioni di cui al D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, nei riguardi del ricorrente principale.

PQM

La Corte rigetta il ricorso. Condanna la parte ricorrente al pagamento delle spese del giudizio, liquidate nei confronti dell’Inps in Euro 13.000,00 00 per compensi professionali, oltre ad Euro 200,00 per esborsi, rimborso delle spese generali nella misura del 15% e altri accessori di legge e nei confronti di A.F. ed altri in Euro 16.000,00 per compensi professionali, oltre ad Euro 200,00 per esborsi, rimborso delle spese generali nella misura del 15% e altri accessori di legge, con distrazione in favore degli avv. ti Rodolfo Ummarino, Gina Dell’Orfano e Luisa Dell’Orfano.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1-quater, sussistono i presupposti processuali per il versamento, a carico della parte ricorrente, dell’ulteriore importo, a titolo di contributo unificato, pari a quello previsto per il ricorso ex art. 13, comma 1-bis, se dovuto.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio, il 4 dicembre 2019.

Depositato in Cancelleria il 24 gennaio 2020

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