Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 16483 del 05/08/2016


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Cassazione civile sez. trib., 05/08/2016, (ud. 05/05/2016, dep. 05/08/2016), n.16483

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. BIELLI Stefano – Presidente –

Dott. CHINDEMI Domenico – Consigliere –

Dott. ZOSO Liana – Consigliere –

Dott. BRUSCHETTA Ernestino – rel. Consigliere –

Dott. STALLA Giacomo – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sul ricorso n. 17263/11 proposto da:

M.M., elettivamente domiciliato in Roma in Via Valsavaranche

n. 46, presso lo Studio dell’Avv. Raffaella Pace, rappresentato e

difeso dall’Avv. Luigi Morgillo, giusta delega a margine del

ricorso;

– ricorrente –

contro

Comune di Termali;

– intimato –

avverso la sentenza n. 31/03/10 della Commissione Tributaria

Regionale del Molise, depositata il 5 maggio 2010;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del 5

maggio 2016 dal Consigliere Dott. Ernestino Bruschetta;

udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott. Del

Core Sergio, che ha concluso per l’accoglimento del ricorso.

Fatto

Con l’impugnata sentenza n. 31/03/10 depositata il 5 maggio 2010 la Commissione Tributaria Regionale del Molise, pronunciando sull’appello proposto dal Comune di Termoli, in parziale riforma della decisione n. 260/01/05 della Commissione Tributaria Provinciale di Campobasso, in relazione al ricorso promosso da M.M. contro l’avviso di accertamento n. 9234 ICI anni 1998 1999 2000 2001 2002 2003 avente a oggetto “terreni inseriti in PRG in area destinata a parchi pubblici urbani e territoriali”, riteneva i terreni in parola assoggettabili a ICI “ferme le precisazioni di cui in motivazione circa la loro valutazione” e dichiarava inoltre non dovuti interessi e sanzioni.

Per quanto rileva la CTR respingeva dapprima l’eccezione di parziale nullità dell’avviso sollevata dal contribuente, affermando che anche prima dell’entrata in vigore del D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267, art. 48 la fissazione annuale dell’aliquota ICI fosse di competenza della Giunta Comunale che l’aveva in effetti deliberata e non invece del Consiglio Comunale. Nel merito la CTR stabiliva l’assoggettamento dei terreni a ICI ritenendo che bastasse il loro inserimento in area edificabile da parte del PRG adottato dal Comune “indipendentemente dall’approvazione dello stesso da parte della Regione e dall’adozione di strumenti urbanistici” e stabilendo inoltre che eventuali vincoli all’edificazione incidessero “soltanto sulla concreta valutazione del valore venale e conseguentemente sulla base imponibile”.

Contro la sentenza il contribuente proponeva ricorso per cassazione affidato a tre motivi.

L’intimato Comune non si costituiva.

Diritto

1. Con il secondo motivo di ricorso rubricato “Inammissibilità dell’appello per non avere il Comune di Termoli sottoposto a censura la concorrente ratio decidendi con la quale il primo giudice aveva escluso l’assoggettabilità a ICI dei terreni del ricorrente perchè destinati a parchi pubblici”, un secondo motivo da esaminarsi con precedenza per il suo carattere preliminare, il contribuente deduceva che il Comune con l’atto d’appello non aveva impugnato l’assorbente autonoma rado decidendi costituita dal “breve inciso” in cui la CTR aveva escluso l’edificabilità perchè i terreni in parola erano inseriti in PRG in una zona destinata a parchi pubblici.

Il motivo è inammissibile perchè la CTR ha deciso lo specifico punto affermando che eventuali vincoli di inedificabilità non facevano venir meno l’assoggettamento all’ICI, potendo gli stessi essere valutati soltanto ai fini della determinazione dell’imponibile, cosicchè la sentenza avrebbe dovuto eventualmente censurarsi per violazione dell’art. 112 c.p.c..

2. Con il terzo motivo rubricato “Violazione dei principi in tema di edificabilità delle aree nella parte in cui la CTR ha ritenuto assoggettabili a ICI i terreni del ricorrente ricompresi nella zona F2 del Comune di Termoli, destinata a parchi pubblici urbani e territoriali”, anche questo motivo avente carattere preliminare rispetto al primo, veniva contestato che i terreni de quibus fossero “tecnicamente edificabili” e come tali assoggettabili a ICI secondo quanto deciso dalla CTR.

Il motivo è inammissibile per difetto di autosufficienza perchè nel ricorso si omette di trascrivere il richiamato PRG almeno nella sua parte essenziale e oltrechè di indicare luogo e tempo di produzione dello stesso, con ciò impedendo alla Corte di verificare il contenuto del documento e quindi di svolgere ogni tipo di funzione nomofilattica che deve ovviamente basarsi su fatti certi e sicuri (Cass. sez. 6 n. 16134 del 2015; Cass. sez. 3 n. 8569 del 2013.

3. Con il primo motivo di ricorso rubricato “Violazione della L. 23 dicembre 1996, n. 662, art. 3, comma 53, con conseguente illegittimità delle delibere della Giunta Comunale che hanno determinato le aliquote ICI nella vigenza di detta norma e della relativa imposizione tributaria richiesta al ricorrente nei relativi periodi”, il contribuente lamentava che la CTR non avesse annullato l’impugnato avviso relativamente agli anni d’imposta 1999 2000 2001, con riferimento ai quali le aliquote ICI sarebbero state illegittimamente deliberate dalla Giunta Comunale.

Il motivo è fondato alla luce della costante giurisprudenza di questa Corte secondo cui “In tema di imposta comunale sugli immobili (ICI), la competenza a determinare l’aliquota dell’imposta è appartenuta alla giunta comunale, alla quale era stata originariamente attribuita dal D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 504, art. 6, comma 1, (con efficacia derogatoria del criterio stabilito dalla L. 8 agosto 1990, n. 142, il cui art. 32 demandava alla competenza esclusiva del Consiglio comunale l’istituzione e l’ordinamento dei tributi), fino alla sostituzione di tale norma operata, con decorrenza dall’1 gennaio 1997, dalla L. 23 dicembre 1996, n. 662, art. 3, comma 53, (che ha eliminato tale deroga), ed è stata poi alla giunta nuovamente assegnata dal D.Lgs. 18 agosto 2000 n. 267, in forza del carattere generale della previsione contenuta nell’art. 48 e dell’assenza di un’espressa riserva in favore del Consiglio comunale. Correlativamente, deve ritenersi che la competenza in esame sia spettata al Consiglio comunale a partire dall’1 gennaio 1997 e fino all’entrata in vigore del citato D.Lgs. n. 267 del 2000” (Cass. sez. trib. n. 6603 del 2008; Cass. sez. trib. n. 12345 del 2005).

4. All’accoglimento del primo motivo, deve seguire la cassazione della impugnata sentenza e il giudizio di rinvio per l’accertamento degli ulteriori fatti riguardanti le delibere sull’aliquota ICI.

PQM

La Corte accoglie il primo motivo di ricorso, respinge gli altri, cassa l’impugnata sentenza e rinvia alla Commissione Tributaria Regionale del Molise che in altra composizione dovrà decidere la controversia uniformandosi ai superiori principi e regolare le spese di ogni fase e grado.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio, il 5 maggio 2016.

Depositato in Cancelleria il 5 agosto 2016

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