Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 16455 del 13/07/2010

Cassazione civile sez. trib., 13/07/2010, (ud. 27/05/2010, dep. 13/07/2010), n.16455

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. CAPPABIANCA Aurelio – Presidente –

Dott. IACOBELLIS Marcello – rel. Consigliere –

Dott. DI BLASI Antonino – Consigliere –

Dott. VIRGILIO Biagio – Consigliere –

Dott. BISOGNI Giacinto – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ordinanza

sul ricorso proposto da:

P.A.G.R., elett.te dom.to in Roma, alla via

dei Monti Parioli n. 48, presso lo studio dell’avv. Marini Giuseppe,

dal quale e’ rapp.to e difeso, unitamente all’avv. Pollaiolo

Ernestina, giusta procura in atti;

– ricorrente –

contro

Comune di Genova, in persona del legale rapp.te pro tempore;

– intimato –

per la cassazione della sentenza della Commissione Tributaria

Regionale della Liguria n. 48/2007/06 depositata l’11/12/2007;

Udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del

giorno 27/5/2010 dal Consigliere Relatore Dott. Iacobellis Marcello;

viste le richieste del P.M., in persona del Sostituto Procuratore

Generale, dott. SCARDACCIONE Eduardo Vittorio che ha concluso

aderendo alla relazione.

 

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

La controversia promossa da P.A.G.R. contro il Comune di Genova e’ stata definita con la decisione in epigrafe, recante il parziale accoglimento dell’appello proposto dal contribuente contro la sentenza della CTP di Genova n. 10/10/2006 che aveva respinto il ricorso del contribuente avverso l’avviso di liquidazione (OMISSIS) ICI 2001. Il ricorso proposto si articola in due motivi. Nessuna attivita’ difensiva e’ stata svolta dall’intimato. Il relatore ha depositato relazione ex art. 380 bis c.p.c.. Il presidente ha fissato l’udienza del 27/5/2010 per l’adunanza della Corte in Camera di Consiglio. Il P.G. ha concluso aderendo alla relazione.

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

Con primo motivo il ricorrente assume la violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 36, comma 2. La sentenza impugnata non conterrebbe la succinta esposizione dei motivi di fatto e in diritto, non emergendo le ragioni che hanno portato alla parziale riforma della sentenza di primo grado.

La censura e’ infondata non ravvisandosi nella sentenza ne’ una mancata esposizione dello svolgimento del processo e dei fatti rilevanti della causa, ne’ una mancanza o una estrema concisione della motivazione in diritto che rendano impossibile l’individuazione del “thema decidendum” e delle ragioni poste a fondamento del dispositivo.

Con secondo motivo il ricorrente assume l’omessa motivazione circa il rapporto intercorrente tra i due avvisi di liquidazione.

La censura e’ inammissibile non rilevandosi dal motivo di ricorso, ne’ dal quesito, che dall’omessa motivazione in questione sia conseguito un danno al ricorrente, e cioe’ che la considerazione del precedente avviso avrebbe comportato un diverso esito della controversia.

Consegue da quanto sopra il rigetto del ricorso. Nulla per le spese in assenza di attivita’ difensiva.

P.Q.M.

LA CORTE rigetta il ricorso.

Cosi’ deciso in Roma, il 27 maggio 2010.

Depositato in Cancelleria il 13 luglio 2010

 

 

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA