Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 1645 del 19/01/2022

Cassazione civile sez. VI, 19/01/2022, (ud. 22/10/2021, dep. 19/01/2022), n.1645

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 1

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. BISOGNI Giacinto – Presidente –

Dott. MARULLI Marco – Consigliere –

Dott. TERRUSI Francesco – Consigliere –

Dott. SCALIA Laura – rel. Consigliere –

Dott. FALABELLA Massimo – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 14785-2020 proposto da:

R.G., elettivamente domiciliato in ROMA, PIAZZA CAVOUR,

presso la cancelleria della Corte di Cassazione, e rappresentato e

difeso dall’Avvocato Carolina Ferro, per procura speciale in calce

al ricorso;

– ricorrente –

contro

P.P., elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DELLA

MELORIA, 52, presso lo studio dell’Avvocato Lucia Mancusi, che la

rappresenta e difende per procura speciale in calce al

controricorso;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 4108/2019 della CORTE D’APPELLO di NAPOLI,

depositata il 31/07/2019;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio non

partecipata del 22/10/2021 dal Consigliere Relatore Dott. LAURA

SCALIA.

 

Fatto

FATTI DI CAUSA E RAGIONI DELLA DECISIONE

1. R.G. ricorre con due motivi per la cassazione della sentenza in epigrafe indicata con cui la Corte d’Appello di Napoli, nel confermare le statuizioni del giudice di primo grado, ha, tra l’altro e per quanto ancora rileva in giudizio, affidato in via esclusiva alla madre, P.P., nel procedimento introdotto per la cessazione degli effetti civili del matrimonio contratto con il ricorrente, la figlia minore, I. nata il (OMISSIS).

2. Con il primo motivo il ricorrente deduce la violazione degli artt. 337 ter e 337 quater, e dell’art. 8 Cedu, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, per avere il giudice d’appello disposto l’affido esclusivo della minore alla madre senza adeguata motivazione, non avendo la Corte di merito, segnatamente, nel condividere le conclusioni della disposta c.t.u. – solo parzialmente estrapolate dalla esaminata relazione tecnica -, motivato in ordine alla capacità genitoriale della madre, quale affidataria in via esclusiva, per un giudizio in siffatti termini formulato nonostante le contrarie valutazioni per l’appunto contenute nella disposta consulenza tecnica d’ufficio che della figura materna aveva evidenziato l’incapacità a preservare il rapporto padre-figlia.

3. Con il secondo motivo il ricorrente deduce la violazione dell’art. 337-octies c.p.c., e art. 315 bis c.p.c., comma 3, e dell’art. 336-bis c.p.c., e della normativa internazionale in materia di ascolto del minore in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, perché la piccola I., non era stata ascoltata in grado di appello, epoca in cui aveva raggiunto i dodici anni di età, secondo adempimento previsto dalle norme invocate a definizione dell’obbligo di ascolto.

4. Resiste con controricorso illustrato da memoria P.P..

5. Il primo motivo è fondato.

L’affidamento condiviso ad entrambe i genitori dei figli minori costituisce il regime ordinario che è derogabile quando esso risulti pregiudizievole per l’interesse dei figli, alterando e ponendo in serio pericolo il loro equilibrio e sviluppo psico-fisico.

L’eventuale pronuncia che statuisce in tal senso deve essere sorretta da una puntuale motivazione destinata a farsi carico non solo, del pregiudizio potenzialmente arrecato al figlio da un affidamento condiviso ma, anche, da un canto, ed in positivo, della idoneità del genitore affidatario esclusivo ai compiti di accudimento ed educazione, nella apprezzata sua capacità di assolvere al proprio ruolo anche per le modalità con cui lo ha svolto nel passato e, dall’altro, in negativo, della inidoneità ovvero manifesta carenza dell’altro genitore (Cass. 17/01/2017, n. 977; Cass. n. 27 del 2017; Cass. 08/02/2012, n. 1777; Cass. 29/03/2012, n. 5108; Cass. 02/12/2010, n. 24526, più recentemente su quest’ultima, sui termini di confronto: Cass. 06/03/2019, n. 6535).

Ciò posto, la Corte d’Appello di Napoli non ha fatto corretta applicazione dell’indicato principio, incorrendo nella dedotta violazione di legge là dove, muovendo dal pregiudizio risentito dalla minore dall’affido condiviso – segnalando a tal fine l’episodio della Prima comunione, fonte di conflitto tra genitori risolto per l’intervento di figure terze (istanza al giudice ed alla curia vescovile) – ha ritenuto la madre come “unica figura educativa di riferimento” senza però motivare sulla sua idoneità ai compiti educativi e di cura della figlia, anche per le modalità secondo le quali, nel passato, vi aveva assolto.

Nella motivazione adottata restano in tal modo non soddisfatti gli elementi integrativi della fattispecie che presiedono alla individuazione del genitore affidatario in via esclusiva, in applicazione del superiore interesse del figlio minore.

6. La sentenza impugnata, in accoglimento del primo motivo di ricorso, va pertanto cassata e la causa rinviata davanti alla Corte d’Appello di Napoli, in diversa composizione, che si adeguerà al richiamato principio.

7. Il secondo motivo è infondato nel rilievo che il minore che abbia compiuto i dodici anni di età nel corso del giudizio di appello, nei procedimenti nei quali devono essere adottati i provvedimenti che lo riguardano, non deve essere obbligatoriamente sentito ai sensi degli artt. 336 bis e 337 oc-ties c.p.c., là dove il giudice di primo grado abbia già provveduto a disporne l’ascolto, all’epoca in cui il minore era infradodicenne, delegando all’incombente un esperto nominato.

Il principio per il quale il giudice del gravame è tenuto a procedere, a pena di nullità del giudizio, all’audizione del minore quale portatore di bisogni ed interessi che, se consapevolmente espressi, pur non vincolando il giudice, non possono essere ignorati, vale per il giudizio di appello là dove l’incombente, in ragione della età del minore, infradodicenne, non sia stato adempiuto nel primo grado.

Diversamente, ove il minore sia stato comunque sentito in primo grado, non può darsi l’obbligo di ascolto in rinnovo quale ragione di nullità del provvedimento adottato.

E’ pacifico in atti che la minore sia stata sentita dal consulente tecnico incaricato dal giudice in primo grado quando era infradodicenne e tanto vale ad escludere un obbligo di ascolto in appello al raggiungimento dei dodici anni di età nell’esigenza del giudice, nella fattispecie in esame altrimenti soddisfatta, di avere diretta contezza, in concreto, dei bisogni e interessi del minore che l’ordinamento pone al centro dei procedimenti che lo riguardano (Cass. n. 15365 del 22/07/2015; Cass., 15143 del 2014 in motivazione, non massimata, par. 3; Cass. n. 14216 del 2010).

Il motivo va quindi rigettato, con la precisazione che resta comunque ferma la facoltà per il giudice di appello in sede di rinvio di procedere a nuovo ascolto della minore a migliore individuazione del regime di affido applicabile.

8. Conclusivamente, la sentenza va cassata in accoglimento del primo motivo e rigettato il secondo, la causa va rinviata alla Corte d’appello di Napoli, in altra composizione, anche per le spese del giudizio di legittimità.

Si dispone che ai sensi del D.Lgs. n. 198 del 2003, art. 52, siano omessi le generalità e gli altri dati identificativi in caso di diffusione del presente provvedimento.

P.Q.M.

La Corte, accoglie il primo motivo di ricorso, rigetta il secondo, cassa la sentenza impugnata e rinvia la causa alla Corte d’Appello di Napoli, in altra composizione, anche per le spese del giudizio di legittimità.

Dispone che ai sensi del D.Lgs. n. 198 del 2003, art. 52, siano omessi le generalità e gli altri dati identificativi in caso di diffusione del presente provvedimento.

Depositato in Cancelleria il 19 gennaio 2022

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA