Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 16442 del 10/06/2021

Cassazione civile sez. VI, 10/06/2021, (ud. 17/02/2021, dep. 10/06/2021), n.16442

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 2

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. LOMBARDO Luigi Giovanni – Presidente –

Dott. GRASSO Giuseppe – Consigliere –

Dott. FORTUNATO Giuseppe – rel. Consigliere –

Dott. CRISCUOLO Mauro – Consigliere –

Dott. OLIVA Stefano – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso iscritto al n. 37530/2019 R.G., proposto da:

R.G., rappresentata e difesa dall’avv. Fontanella Gianluca,

con domicilio eletto in Roma, alla Via della Pineta Sacchetti n.

201;

– ricorrente –

contro

ROMA CAPITALE, in persona del Sindaco p.t.. AGENZIA DELLE ENTRATE

RISCOSSIONE, in persona del legale rappresentante p.t. COMUNE DI

RIETI, in persona del Sindaco p.t.;

– intimati –

avverso la sentenza del Tribunale di Roma n. 13020/2019, depositata

in data 19.6.2019.

Udita la relazione svolta nella camera di consiglio del giorno

17.2.2021 dal Consigliere Fortunato Giuseppe.

 

Fatto

RAGIONI IN FATTO IN DIRITTO DELLA DECISIONE

Con sentenza n. 14088/2018, il giudice di pace di Roma ha dichiarato inammissibile l’opposizione avverso taluni ruoli esattoriali e cartelle di pagamento emesse per la riscossione di sanzioni stradali, proposta da R.G. nei confronti di Roma Capitale e del Comune di Rieti.

La pronuncia è stata riformata dal tribunale che, a seguito dell’entrata in vigore della cd. rottamazione ex D.L. n. 119 del 2018, ha dichiarato la cessazione della materia del contendere riguardo a sette delle dieci cartelle impugnate, emesse nel periodo 2008-2010, ed ha annullato le restanti tre cartelle per avvenuta prescrizione, disponendo la compensazione delle spese di entrambi i gradi di giudizio in ragione dell’accoglimento parziale della domanda.

La cassazione della sentenza è chiesta da R.G. con ricorso in due motivi.

Roma Capitale, il Comune di Rieti e l’Agenzia delle entrate riscossione non hanno svolto difese.

Su proposta del relatore, secondo cui il ricorso, in quanto manifestamente fondato, poteva esser definito ai sensi dell’art. 380-bis c.p.c., in relazione all’art. 375 c.p.c., comma 1, n. 5, il Presidente ha fissato l’adunanza in camera di consiglio.

2. Il primo motivo denuncia la violazione degli artt. 91 e 92 c.p.c., ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, asserendo che il tribunale abbia erroneamente compensato le spese in ragione del parziale accoglimento della domanda, mentre, poichè per sette cartelle delle dieci impugnate era stata dichiarata la cessazione della materia del contendere, le spese andavano regolate secondo il principio di soccombenza virtuale, valutando la fondatezza dei motivi di opposizione.

Il secondo motivo denuncia la violazione dell’art. 132 c.p.c., comma 2, n. 4, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4, sostenendo che l’espressione contenuta nella pronuncia impugnata – secondo cui la compensazione sarebbe stata disposta per l’accoglimento parziale della domanda – sottintendendo il rigetto parziale della domanda per la parte non accolta, sarebbe statuizione priva di qualsivoglia motivazione e pertanto assunta in palese violazione di legge.

3. Il primo motivo è fondato.

Il tribunale ha dato atto che per sette cartelle era intervenuta la cessazione della materia del contendere a seguito dello stralcio dei debiti ai sensi del D.L. n. 119 del 2018, art. 4, trattandosi di carichi maturati nel periodo anteriore al 2010.

La citata disposizione prevede, al comma 1, che i debiti di importo residuo – alla data di entrata in vigore del decreto – fino a mille Euro, comprensivo di capitale, interessi per ritardata iscrizione a ruolo e sanzioni, risultanti dai singoli carichi affidati agli agenti della riscossione dal 1 gennaio 2000 al 31 dicembre 2010, sono automaticamente annullati.

Il suddetto annullamento, effetto di una definizione agevolata delle controversie mediante la cd. “pace fiscale”, non può equipararsi ad un rigetto parziale dell’opposizione ai fini della pronuncia sulle spese, pronuncia quest’ultima semmai configurabile solo ove, all’esito di una valutazione di infondatezza dei motivi di opposizione, il tribunale avesse ritenuto l’opponente virtualmente soccombente.

Poichè invece, nessuna valutazione in tal senso emerge dalla sentenza, era esclusa la possibilità di ravvisare la soccombenza reciproca delle parti e di disporre, su tali basi, la compensazione di entrambi i gradi di causa.

Sarà compito del giudice del rinvio valutare se dette modalità di annullamento (diverse dalla definizione agevolata D.L. n. 193 del 2016, ex art. 6, per le quali si è già stabilito che il contenuto della definizione agevolata assorbe il costo del processo pendente: Cass. 24083/2018) possano comunque giustificare la conferma della decisione.

E’ accolto il primo motivo di ricorso, con assorbimento del secondo. La sentenza è cassata in relazione al motivo accolto, con rinvio della causa al tribunale di Roma, in persona di altro Magistrato, anche per la regolazione delle spese di legittimità.

P.Q.M.

accoglie il primo motivo di ricorso, dichiara assorbito il secondo, cassa la sentenza impugnata in relazione al motivo accolto e rinvia la causa al tribunale di Roma, in persona di altro Magistrato, anche per la regolazione delle spese di legittimità.

Depositato in Cancelleria il 10 giugno 2021

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