Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 16411 del 05/08/2016


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Cassazione civile sez. VI, 05/08/2016, (ud. 13/07/2016, dep. 05/08/2016), n.16411

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 2

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. PETITTI Stefano – Presidente –

Dott. LOMBARDO Luigi Giovanni – Consigliere –

Dott. CORRENTI Vincenzo – Consigliere –

Dott. GIUSTI Alberto – rel. Consigliere –

Dott. PICARONI Elisa – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 6695-2016 proposto da:

V.L., rappresentata e difesa dall’Avv. GIAMPAOLO CAZZOLA;

– ricorrente –

avverso l’ordinanza n. 6335/2015 della CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE,

depositata il 30/03/2015;

Udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

13/07/2016 dal Consigliere Dott. ALBERTO GIUSTI.

Fatto

FATTO E DIRITTO

Ritenuto che il consigliere designato ha depositato, in data 29 marzo 2016, la seguente relazione ex art. 380-bis c.p.c.:

” V.L. ha proposto, con atto in data 18 dicembre 2015 e pervenuto il 24 dicembre 2015, istanza recante “rinnovo mandato speciale all’Avv. Giampaolo Cazzola, per l’annullamento dell’ordinanza n. 6335/15 del 14 gennaio 2015 depositata il 30 marzo 2015 e l’accoglimento del ricorso R.G.N. 17157/14 depositato il 10 luglio 2014”.

L’istanza – seguita da richiesta di “conclusione della pratica in conformità alla documentazione prodotta ed alle richieste formulate”, presentata dall’Avv. Cazzola in data 7 marzo 2016 – è stata iscritta a ruolo il 22 marzo 2016 con il NRG 6695 del 2016.

L’istanza-ricorso per l’impugnazione dell’ordinanza della Sezione Sesta civile – 2 n. 6335 del 2015 è inammissibile, in quanto non notificata ad alcuno. Manca la rituale instaurazione del contraddittorio nei confronti dei legittimi contraddittori.

L’istanza-ricorso può essere avviata alla trattazione in camera di consiglio, per esservi dichiarata inammissibile.”;

che la relazione ex art. 380-bis c.p.c. e il decreto di fissazione dell’adunanza della Corte in camera di consiglio sono stati notificati al difensore della parte ricorrente;

che in prossimità della camera di consiglio il difensore della ricorrente ha depositato una memoria di contestazione della relazione ex art. 380-bis c.p.c..

Considerato che il Collegio condivide la proposta di definizione contenuta nella relazione ex art. 380-bis c.p.c.;

che i rilievi critici contenuti nella memoria presentata in prossimità della camera di consiglio non colgono nel segno;

che, invero, con l’istanza in data 18 dicembre 2015 V.L. ha sollecitato l’accoglimento del ricorso iscritto al N.R.G. 17157 del 2014, con il conseguente annullamento dell’ordinanza di questa Corte n. 6335 del 2015;

che il ricorso n. 17157 del 2014, proposto nei confronti di G.M. e M.A.M., è già stato esaminato e definito dalla Sezione Sesta civile – 2 di questa Corte con l’ordinanza di rigetto dell’impugnazione 30 marzo 2015, n. 6335;

che l’ordinamento processuale non conosce, al di fuori dell’impugnazione per revocazione, altri strumenti sollecitatori del

riesame di un ricorso per cassazione già definitivamente rigettato;

che con l’istanza del 18 dicembre 2015 è stato chiesto l’annullamento d’ufficio della ordinanza n. 6335 del 2015: ma quella istanza è stata rivolta – con raccomandata – al Primo Presidente della Corte di cassazione, al Procuratore generale della Corte di cassazione, al Presidente del Collegio decidente, al Coordinatore della 6^-2 Sezione e al Cancelliere della Corte, senza venire notificata al G. e alla M., controricorrenti nel giudizio definito con la citata ordinanza n. 6335 del 2015;

che, pertanto, il ricorso deve essere dichiarato inammissibile;

che non vi è luogo a pronuncia sulle spese, in mancanza di instaurazione del contraddittorio;

che poichè il ricorso è stato proposto successivamente al 30 gennaio 2013 ed è dichiarato inammissibile, sussistono le condizioni per dare atto – ai sensi della L. 24 dicembre 2012, n. 228, art. 1, comma 17 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato – Legge di stabilità 2013), che ha aggiunto il comma 1-quater al testo unico di cui al D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13 – della sussistenza dell’obbligo di versamento, da parte della ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per la stessa impugnazione.

PQM

La Corte dichiara il ricorso inammissibile.

Ai sensi del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater, inserito dalla L. 24 dicembre 2012, n. 228, art. 1, comma 17, dichiara la sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte della ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma del cit. art. 13, comma 1-bis.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sezione Sesta civile, il 13 luglio 2016.

Depositato in Cancelleria il 5 agosto 2016

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