Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 16346 del 10/06/2021

Cassazione civile sez. VI, 10/06/2021, (ud. 20/04/2021, dep. 10/06/2021), n.16346

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 1

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. BISOGNI Giacinto – Presidente –

Dott. ACIERNO Maria – Consigliere –

Dott. FERRO Massimo – Consigliere –

Dott. DI MARZIO Mauro – Consigliere –

Dott. PAZZI Alberto – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 35284-2019 proposto da:

(OMISSIS) SCARL, in persona del legale rappresentante pro tempore,

elettivamente domiciliata in ROMA, PIAZZA CAVOUR presso la

CANCELLERIA della CORTE di CASSAZIONE, rappresentata e difesa

dall’avvocato VITTORIO BUONAGUIDI;

– ricorrente –

contro

FALLIMENTO (OMISSIS) SCARL, K.N., G.K.,

V.G., T.M.M., A.B.D., B.G.,

TA.SO., G.S.B., D.B., H.S.,

N.A.;

– intimati –

avverso la sentenza n. 2824/2019 della CORTE D’APPELLO di BOLOGNA,

depositata il 10/10/2019;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di Consiglio non

partecipata del 20/4/2021 dal Consigliere Relatore Dott. PAZZI

ALBERTO.

 

Fatto

RILEVATO

che:

1. Il Tribunale di Parma, con sentenza n. 39/2019, dichiarava il fallimento di (OMISSIS) s.c. a r.l. su istanza dei creditori K.N., G.K., V.G., T.M.M., A.B.D., B.G., Ta.So., G.S.B., D.P., H.S. e N.A..

2. La Corte d’appello di Bologna riteneva che la società debitrice non fosse in grado di onorare regolarmente i propri debiti con mezzi ricavabili dall’attività ordinaria, non avendo liquidità sufficienti e neppure accesso al credito bancario, e di conseguenza, con sentenza pubblicata in data 10 ottobre 2019, rigettava il reclamo presentato da (OMISSIS) s.c. a r.l..

3. Per la cassazione di tale sentenza ha proposto ricorso (OMISSIS) s.c. a r.l. prospettando un unico motivo di doglianza.

Gli intimati fallimento di (OMISSIS) s.c. a r.l., K.N., G.K., V.G., T.M.M., A.B.D., B.G., Ta.So., G.S.B., D.P., H.S. e N.A. non hanno svolto difese.

Diritto

CONSIDERATO

che:

4. Il motivo di ricorso denuncia l’omesso esame di un fatto decisivo per il giudizio e discusso fra le parti, costituito dalle risultanze del bilancio 2017, che era stato prodotto, unitamente a quello del 2018, in occasione dell’udienza del 7 agosto 2019.

Allo stesso modo non era stata oggetto della necessaria attenzione – in tesi – la posizione creditoria di Sirio s.c. a r.l., società holding del gruppo di cui (OMISSIS) s.c. a r.l. faceva parte e che aveva subappaltato a (OMISSIS) s.c. a r.l. alcuni servizi: la Corte distrettuale aveva omesso di effettuare, anche avvalendosi del proprio ampio potere ufficioso, una puntuale indagine sulla pendenza di un giudizio fra le committenti e l’appaltatrice Sirio s.c. a r.l., i cui esiti, già parzialmente favorevoli, avrebbero avuto proficui riflessi anche sulla posizione debitoria della stessa Sirio nei confronti di (OMISSIS) s.c. a r.l.. Simili circostanze, ove puntualmente esaminate, avrebbero consentito di escludere il carattere irreversibile della situazione debitoria di (OMISSIS) s.c. a r.l. e appurare l’insussistenza di un suo stato di insolvenza.

5. Il motivo risulta, nel suo complesso, inammissibile.

5.1 Parte ricorrente lamenta in primo luogo che la Corte distrettuale non abbia considerato le risultanze dei bilanci successivi al 2016, rilevando erroneamente la loro mancata produzione, che invece era avvenuta in sede di udienza.

Questa documentazione sarebbe stata asseritamente idonea a dimostrare che la società debitrice aveva conseguito utili nell’esercizio 2018.

Ora, il mancato esame di un documento può essere denunciato per cassazione solo nel caso in cui determini l’omissione di motivazione su un punto decisivo della controversia e, segnatamente, quando il documento non esaminato offra la prova di circostanze di portata tale da invalidare, con un giudizio di certezza e non di mera probabilità, l’efficacia delle altre risultanze istruttorie che hanno determinato il convincimento del giudice di merito, di modo che la ratio decidendi venga a trovarsi priva di fondamento; ne consegue che la denuncia in sede di legittimità deve contenere, a pena di inammissibilità, l’indicazione delle ragioni per le quali il documento trascurato avrebbe senza dubbio dato luogo a una decisione diversa (v. Cass. 16812/2018, Cass. 19150/2016).

Il ricorso in esame non è affatto coerente con questi principi perchè, a fronte della constatazione della Corte d’appello del fatto che la stessa reclamante aveva ammesso “di non essere in grado di onorare “regolarmente” i propri debiti, ossia con mezzi ricavabili dall’attività ordinaria, non avendo liquidità sufficienti e neppure accesso “al credito bancario” (v. verbale d’udienza) e ha rimesso l’assolvimento delle proprie obbligazioni all’esito, decisamente incerto in mancanza della benchè minima documentazione sul punto, di giudizi in corso dei quali non è neppure parte”, non ha spiegato come la registrazione di utili all’interno del bilancio non esaminato (pari, per l’anno 2018, a soli Euro 6.711,83) avrebbe consentito, senza dubbio, di dar luogo a una decisione diversa in punto di capacità di adempiere regolarmente, tempestivamente e con mezzi normali alle proprie obbligazioni (posto che il credito vantato dai soli istanti e riconosciuto nei decreti ingiuntivi emessi in loro favore ammontava a Euro 18.897,17).

5.2 La posizione creditoria di (OMISSIS) s.c. a r.l. nei confronti di Sirio s.c. a r.l., società holding del gruppo di cui la debitrice faceva parte, non è stata poi tralasciata, ma risulta valutata, seppur in termini di irrilevanza (in ragione del mancato coinvolgimento diretto nella lite della debitrice e dell’esito incerto della stessa).

Sotto questo profilo il motivo in esame intende dolersi, più che di un omesso esame della pendenza della lite fra committenti e appaltatore e dei possibili riflessi favorevoli per il subappaltore, di un esame non conforme alle sue aspettative e in questo modo si pone al di fuori dei limiti propri del canone di critica utilizzato, che riguarda il tralasciato esame di un fatto controverso e decisivo per il giudizio e non si estende all’esame inappagante per la parte di tale fatto, che rientra nei compiti istituzionali del giudice di merito.

5.3 Non è neppure possibile lamentare la mancata acquisizione d’ufficio della documentazione relativa al giudizio pendente tra committenti e appaltatore.

Il ruolo di supplenza previsto dalla L. fall., art. 18, comma 10, richiede, infatti, una valutazione del giudice di merito circa l’incompletezza del materiale probatorio, l’individuazione di quello utile alla definizione del procedimento nonchè la sua concreta acquisibilità e rilevanza decisoria (v. Cass. 17281/2010).

Rilevanza decisoria che, nel caso concreto, è stata esclusa dalla Corte distrettuale – con una valutazione non rivedibile nel merito in questa sede laddove ha constatato che la compagine debitrice non era “neppure parte” dei giudizi allegati (intendendo così sottolineare implicitamente come gli stessi non avrebbero direttamente procurato a (OMISSIS) s.c. a r.l. la liquidità necessaria a far fronte ai propri debiti).

5.4 Non è dato poi contestare avanti a questa Corte il convincimento della Corte distrettuale in merito alla classificazione della situazione accertata quale stato di insolvenza piuttosto che come temporanea crisi finanziaria: in vero la valutazione compiuta dal giudice di merito circa la sussistenza dello stato di insolvenza costituisce apprezzamento di fatto, incensurabile in cassazione, ove sorretto da motivazione esauriente e giuridicamente corretta (Cass. 7252/2014), come nel caso di specie.

6. In forza delle ragioni sopra illustrate il ricorso deve essere dichiarato inammissibile.

La mancata costituzione in questa sede degli intimati esime il collegio dal provvedere alla regolazione delle spese di lite.

PQM

La Corte dichiara inammissibile il ricorso.

Ai sensi del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1-quater, nel testo introdotto dalla L. 24 dicembre 2012, n. 228, art. 1, comma 17, si dà atto della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato, pari a quello per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1-bis, ove dovuto.

Così deciso in Roma, il 20 aprile 2021.

Depositato in Cancelleria il 10 giugno 2021

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA