Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 16339 del 26/07/2011

Cassazione civile sez. trib., 26/07/2011, (ud. 08/06/2011, dep. 26/07/2011), n.16339

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. MERONE Antonio – Presidente –

Dott. PERSICO Mariaida – rel. Consigliere –

Dott. DIDOMENICO Vincenzo – Consigliere –

Dott. CIRILLO Ettore – Consigliere –

Dott. CARACCIOLO Giuseppe – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ordinanza

sul ricorso proposto da:

AGENZIA DELLE ENTRATE (OMISSIS) in persona del Direttore pro

tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12,

presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la rappresenta e

difende, ope legis;

– ricorrente –

contro

COLONNA SAS di SALVATORE COLONNA & C.;

– intimata –

avverso la sentenza n. 57/2008 della Commissione Tributaria Regionale

di NAPOLI dell’11.6.08, depositata il 17/09/2008;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio

dell’8/06/2011 dal Consigliere Relatore Dott. MARIAIDA PERSICO;

E’ presente il Procuratore Generale in persona del Dott. RAFFAELE

CENICCOLA.

La Corte:

Fatto

RITENUTO IN FATTO E DIRITTO

che, ai sensi dell’art. 380 bis cod. proc. civ., è stata depositata in cancelleria la seguente relazione:

“Il relatore cons. Mariaida Persico, letti gli atti depositati, osserva:

1. L’Agenzia delle Entrate propone ricorso per cassazione, fondato su motivo unico, avverso la sentenza della Commissione tributaria regionale della Campania n. 57/35/08, depositata il 17 settembre 2008, che rigettava l’appello da essa Agenzia proposto avverso la decisione di primo grado, con la quale era stato accolto il ricorso proposto dalla società Colonna s.a.s. di Salvatore Colonna e e.

avverso l’avviso di accertamento Irpef ed Irap, anno d’imposta 2001.

L’intimato non ha controdedotto.

2. Il ricorso pone il seguente quesito:

“Va cassata con rinvio la sentenza della C.T.R. di Napoli 57/39/08 che, in fattispecie di ricorso avverso accertamento Irap e reddito d’impresa elevato nei confronti di una società di persone non abbia rilevato che i soci, litisconsorzi necessari, non erano parti in lite nè originarie nè come interlocutori e non abbia a sua volta per tale motivo annullato d’ufficio la sentenza della C.T.P. di Napoli ex art. 101 c.p.c.?” Il ricorso appare fondato secondo i principi già enucleati da questa Corte (Cass. S.U. n. 14815/08) che ha affermato: “In materia tributaria, l’unitarietà dell’accertamento che è alla base della rettifica delle dichiarazioni dei redditi delle società di persone e delle associazioni di cui al D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, art. 5 e dei soci delle stesse e la conseguente automatica imputazione dei redditi a ciascun socio, proporzionalmente alla quota di partecipazione agli utili ed indipendentemente dalla percezione degli stessi, comporta che il ricorso tributario proposto, anche avverso un solo avviso di rettifica, da uno dei soci o dalla società riguarda inscindibilmente sia la società che tutti i soci – salvo il caso in cui questi prospettino questioni personali -, sicchè tutti questi soggetti devono essere parte dello stesso procedimento e la controversia non può essere decisa limitatamente ad alcuni soltanto di essi; siffatta controversia, infatti, non ha ad oggetto una singola posizione debitoria del o dei ricorrenti, bensì gli elementi comuni della fattispecie costitutiva dell’obbligazione dedotta nell’atto autoritativo impugnato, con conseguente configurabilità di un caso di litisconsorzio necessario originario. Conseguentemente, il ricorso proposto anche da uno soltanto dei soggetti interessati impone l’integrazione del contraddittorio ai sensi del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 14 (salva la possibilità di riunione ai sensi del successivo art. 29) ed il giudizio celebrato senza la partecipazione di tutti i litisconsorzi necessari è affetto da nullità assoluta, rilevabile in ogni stato e grado del procedimento, anche di ufficio”.

3. Si ritiene, quindi, sussistano i presupposti per la trattazione del ricorso in Camera di Consiglio e la definizione, ai sensi degli artt. 375 e 380 bis c.p.c., con il relativo accoglimento, per manifesta fondatezza”.

Che la relazione è stata comunicata al pubblico ministero e notificata agli avvocati delle parti;

che non sono state depositate conclusioni scritte nè memorie;

che il Collegio, a seguito della discussione in camera di consiglio, condivide i motivi in fatto e in diritto esposti nella relazione e, pertanto, accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e dispone il rinvio ad altra sezione della C.T.P. di Caserta, che provvederà, in applicazione dei principi di cui sopra, ad esaminare il merito;

che tutte le spese di lite dell’intero giudizio possono essere integralmente compensate tra le parti, tenuto conto dell’epoca di formazione del principio di diritto applicato.

P.Q.M.

La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia ad altra sezione della Commissione Tributaria Provinciale di Caserta;

compensa integralmente tra le parti le spese di giudizio relative sia ai gradi di merito già svolti che a quello di legittimità.

Così deciso in Roma, 8 giugno 2011.

Depositato in Cancelleria il 26 luglio 2011

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