Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 16338 del 04/08/2016


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Cassazione civile sez. lav., 04/08/2016, (ud. 17/03/2016, dep. 04/08/2016), n.16338

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE LAVORO

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. VENUTI Pietro – Presidente –

Dott. D’ANTONIO Enrica – Consigliere –

Dott. MANNA Antonio – Consigliere –

Dott. BERRINO Umberto – Consigliere –

Dott. LEO Giuseppe – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sul ricorso 20099-2013 proposto da:

CONFARTIGIANATO IMPRESE FIRENZE, C.F. (OMISSIS), in persona del

Presidente e legale rappresentante pro tempore, elettivamente

domiciliata in ROMA, VIA EZIO 19, presso lo studio dell’avvocato

MICHELE ALLIEGRO, rappresentata e difesa dall’avvocato MASSIMO

ARAGIUSTO, giusta delega in atti;

– ricorrente –

contro

T.T.;

– intimata –

avverso la sentenza n. 1402/2012 della CORTE O D’APPELLO di FIRENZE,

depositata il 01/03/2013 R.G.N. 146/2010;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

17/03/2016 dal Consigliere Dott. GIUSEPPINA LEO;

udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

CELENTANO Carmelo, che ha concluso per l’estinzione del giudizio.

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

La Corte di Appello di Firenze con la sentenza n. 1402 del 2012, in parziale riforma della pronunzia del Tribunale della stessa sede resa in data 10 luglio 2009, dichiarava l’illegittimità del licenziamento intimato da Confartigianato Imprese Firenze a T.T. con lettera in data 5 ottobre 2006 e condannava la Confartigianato al pagamento, in favore della lavoratrice, a titolo di risarcimento del danno, di una indennità pari a sei mensilità dell’ultima retribuzione globale di fatto maturata – sulla base del livello 2^ del contratto collettivo aziendale -, oltre rivalutazione monetaria ed interessi legali, ed altresì al pagamento, in favore della stessa T., a titolo di residuo trattamento di fine rapporto, della somma di Euro 9.361,76 e, a titolo di indennità sostitutiva del preavviso, della somma di Euro 4.105,36, oltre accessori come per legge. Confermava, nel resto, la pronunzia oggetto di gravame.

Per la cassazione della sentenza ricorre la Confartigianato Imprese Firenze articolando tre motivi.

La T. è rimasta intimata.

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

Preliminarmente, deve rilevarsi che, in data 4 marzo 2016, è stata depositata copia del verbale di conciliazione sottoscritto, il 16 dicembre 2013, dinanzi il Tribunale di Firenze, dalla lavoratrice e dal Presidente e legale rappresentante pro-tempore della Confartigianato, S.G., nonchè dai rispettivi legali. Dal predetto verbale risulta che le parti sono addivenute alla consensuale e condivisa decisione di risolvere tutti i conflitti insorti e che potranno insorgere in ordine all’intercorso rapporto di lavoro.

Osserva il Collegio che, avuto riguardo all’accordo transattivo raggiunto dalle parti in ordine ai fatti per cui è causa, debba ritenersi che le stesse non abbiano più interesse a proseguire il processo.

Va, pertanto, dichiarata la cessazione della materia del contendere.

Nulla va disposto in ordine alle spese di questo giudizio, non avendo la T. svolto attività difensiva.

PQM

La Corte dichiara la cessazione della materia del contendere.

Nulla per le spese.

Così deciso in Roma, il 17 marzo 2016.

Depositato in Cancelleria il 4 agosto 2016

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