Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 16337 del 12/07/2010

Cassazione civile sez. II, 12/07/2010, (ud. 18/05/2010, dep. 12/07/2010), n.16337

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SECONDA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. TRIOLA Roberto Michele – Presidente –

Dott. MALZONE Ennio – Consigliere –

Dott. MAZZIOTTI DI CELSO Lucio – Consigliere –

Dott. GOLDONI Umberto – Consigliere –

Dott. MIGLIUCCI Emilio – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

sentenza

sul ricorso 10678/2005 proposto da:

COMUNE ANCONA in persona del Sindaco pro tempore, elettivamente

domiciliato in ROMA, VIALE MAZZINI 6, presso lo studio dell’avvocato

PATERNOSTRO Domenico, che lo rappresenta e difende unitamente

all’avvocato VITALE ELIO;

– ricorrente –

contro

S.M.T.;

– intimata –

avverso la sentenza n. 44/2004 del GIUDICE DI PACE di ANCONA,

depositata il 27/09/2004;

udita la relazione della causa svolta nella Pubblica udienza del

18/05/2010 dal Consigliere Dott. EMILIO MIGLIUCCI;

udito l’Avvocato VITALE Elio, difensore del ricorrente che ha chiesto

accoglimento ricorso;

udito il P.M., in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

FUCCI Costantino, che ha concluso per il rigetto del ricorso.

 

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

S.M.T. proponeva opposizione avverso il verbale di contravvenzione con il quale la Polizia municipale di Ancona le aveva contestato la violazione dell’art. 145 C.d.S., comma 2, art. 40 C.d.S., comma 8 e art. 146 C.d.S., comma 2, per avere effettuato manovra di svolta a sinistra omettendo di dare la precedenza e per avere oltrepassato la striscia longitudinale continua delimitante il senso di marcia; a sostegno dell’opposizione deduceva di non avere commesso l’infrazione contestata.

Con sentenza dep. il 27 settembre 2004 il Giudice di Pace accoglieva parzialmente il ricorso, annullando il verbale relativamente all’infrazione di cui all’art. 145 C.d.S., comma 2, in quanto ritenuta assorbita da quella di cui all’art. 40 C.d.S., comma 8.

Avverso la sentenza indicata ha proposto ricorso per cassazione il Comune di Ancona sulla base di tre motivi. Non ha svolto attività difensiva l’intimata.

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

Va accolto il primo motivo con cui si denuncia il vizio di ultrapetizione in cui era incorsa la sentenza impugnata laddove aveva ritenuto che la condotta contestata ai sensi dell’art. 145 C.d:s., fosse assorbita da quella di cui all’art. 40 C.d.S., comma 8, commessa dall’opponente.

Premesso che il motivo, con cui è stata puntualmente e specificamente indicata la censura, è ammissibile, va osservato che dall’esame dell’atto di opposizione al verbale impugnato, consentito dalla natura processuale del vizio denunciato, è emerso che la ricorrente si era limitata a negare di avere tenuto la condotta alla medesima addebitata senza fare alcun riferimento all’applicabilità o meno della norma di cui all’art. 145 C.d.S., ovvero se la violazione di tale precetto fosse assorbita dall’art. 40 C.d.S., comma 8.

Pertanto, il parziale annullamento del verbale impugnato si è fondato, in violazione del principio di corrispondenza fra chiesto pronunciato di cui all’art. 112 cod. proc. civ., su una ragione che non era stata dedotta dall’opponente e che il Giudicante ha quindi d’ufficio posto a fondamento della decisione. Al riguardo occorre considerare che l’opposizione avverso l’ingiunzione di pagamento di una somma di denaro a titolo di sanzione amministrativa, di cui alla L. 24 novembre 1981, n. 689, art. 22, e segg., si configura come atto introduttivo, secondo le regole proprie del procedimento civile, di un giudizio di accertamento della pretesa sanzionatoria, il cui oggetto è delimitato, per l’opponente, dai motivi fatti valere con l’opposizione, con la conseguenza che il giudice non ha il potere di rilevare d’ufficio vizi dell’atto impugnato o del procedimento che lo ha preceduto che non siano stati dedotti dall’opponente, ad eccezione di quelli che siano tali da renderlo non semplicemente illegittimo, ma giuridicamente inesistente: ipotesi, quest’ultima, che certamente non sarebbe stata comunque configurabile nella specie.

Il secondo motivo, con cui si censura “nel merito” la decisione del Giudicante, è assorbito dall’accoglimento del primo motivo.

Il ricorso va accolto; la sentenza deve essere cassata con rinvio, anche per le spese della presente fase, al Giudice di Pace di Ancona in persona di altro magistrato.

P.Q.M.

Accoglie il primo motivo del ricorso assorbito il secondo cassa la sentenza impugnata in relazione al motivo accolto e rinvia, anche per le spese della presente fase, al Giudice di Pace di Ancona in persona di altro magistrato.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio, il 18 maggio 2010.

Depositato in Cancelleria il 12 luglio 2010

 

 

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