Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 16333 del 21/06/2018

Civile Ord. Sez. 3 Num. 16333 Anno 2018
Presidente: TRAVAGLINO GIACOMO
Relatore: DI FLORIO ANTONELLA

ORDINANZA

sul ricorso 5249-2016 proposto da:
A.A.,

Q.Q., F.F., elettivamente domiciliati in ROMA, VIA DELLA

GIULIANA, 44, presso lo studio dell’avvocato MARCO DE
FAZI, rappresentati e difesi dall’avvocato RENATO
AMBROSIO giusta procura in calce al ricorso;
– ricorrenti contro
2018
1283

AZIENDA OSPEDALIERA ORDINE MAURIZIANO TORINO , in
persona del Direttore Generale dott. SILVIO FALCO pro
tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA
GIUSEPPE FERRARI 35, presso lo studio dell’avvocato
MARCO VINCENTI,

che la rappresenta e difende

 

Data pubblicazione: 21/06/2018

unitamente all’avvocato PIER FRANCO GIGLIOTTI giusta
procura in calce al controricorso;
– controricorrente nonchè contro

P.P.;
– intimato –

la

sentenza

n.

1387/2015

della

CORTE

D’APPELLO di TORINO, depositata il 15/07/2015;
udita la relazione della causa svolta nella camera di
consiglio del

23/04/2018

dal

ANTONELLA DI FLORIO;

2

Consigliere

Dott.

avverso

Ritenuto che

1. Q.Q., A.A. e F.F., in qualità di eredi di
P.P., ricorrono, affidandosi a due articolati motivi, per la cassazione
della sentenza della Corte d’Appello di Torino con la quale – in riforma della
pronuncia del Tribunale che aveva riconosciuto la responsabilità professionale

Torino per omessa acquisizione del consenso informato ( sull’intervento
chirurgico di rimozione dell’elettrodo del defibrillatore cardiaco al quale era
stato sottoposto il loro congiunto, poi deceduto) – era stata rigettata la loro
domanda risarcitoria.
2.

La struttura sanitaria intimata ha resistito rilevando preliminarmente

l’inammissibilità del ricorso per tardività.

Considerato che

1. Con il primo motivo, i ricorrenti deducono, ex art. 360 n° 3 cpc , la
violazione e falsa applicazione degli artt. 115, 116, 167 cpc ed artt.
1176,1218,1697,2727,2729,2730, 2733,2734,2735, artt. 2,13,22 co 2 Cost.
art. 33 L. 833/78 , art. 30,32 e 35 Codice Deontologico Medico, lamentando
che la valutazione delle prove e degli elementi raccolti nel giudizio da parte
della Corte territoriale era gravemente erronea; con il secondo motivo
lamentano, ex art. 360 n° 3 cpc , la violazione e falsa applicazione degli artt.
115, 116, 210 e 213 cpc ed artt. 1176,1218, 1228 ,2727,2697 c.c.
censurando la superficiale valutazione della capacità del medico che aveva
eseguito un intervento ad alto rischio senza una preventiva collaudata specifica
esperienza.
2. Tanto premesso, si impone, tuttavia, il preliminare esame dell’eccezione di
inammissibilità.
Il controricorrente, infatti, dato atto che la sentenza era stata depositata il
15.7.2015, assume che il ricorso, notificato a mezzo PEC il 16.2.2016, deve
ritenersi tardivo in quanto:
3

del medico P.P. e dell’ Azienda Ospedaliera Ordine Mauriziano di

1) il termine c. d. “lungo” , di cui all’art. 327 cpc,

doveva ritenersi spirato il

15.2.2016;
2) comunque la notifica, inoltrata a mezzo PEC alle ore 21,04-21,05 del 16
febbraio, produceva i suoi effetti il giorno successivo ex art. 147 cpc.
Entrambi i rilievi sono fondati: il secondo – che sarebbe assorbito – merita,
comunque, una motivazione volta a consolidare la giurisprudenza di questa

notifiche a mezzo PEC.
3. In ordine alla prima censura, pacifica l’applicazione al caso in esame del
termine semestrale di cui all’art. 327 cpc ( c.d. lungo), si osserva che ad esso,
scadente il 15.1.2016, deve essere aggiunto il periodo di sospensione feriale
dei termini di 31 giorni ( così ridotti dall’art. 16 DL 132/2014 convertito nella L.
162/2014): pertanto, sulla base del computo

ex numero, il termine per

l’impugnazione era spirato il 15.2.2016.
4. Ma, tanto premesso e passando con ciò all’esame del secondo rilievo, si
osserva che la notifica del ricorso deve ritenersi perfezionata il giorno ancora
successivo e cioè il 17.2.2016.
Infatti, l’art. 147 cpc , espressamente richiamato dall’art. 16 septies del d.l. n.
179 del 2012, convertito, con modificazioni, dalla I. n. 221 del 2012, prevede
che le notifiche telematiche effettuate dopo le ore 21,00 devono intendersi
effettuate il giorno dopo.
Al riguardo, questa Corte ha avuto modo di chiarire che “il principio della
scissione degli effetti della notificazione per il notificante e il destinatario – che
trova fondamento nell’esigenza di non far ricadere sul notificante incolpevole le
conseguenze negative del ritardo nel compimento di attività del procedimento
notificatorio sottratte al suo controllo – non trova applicazione in riferimento al
disposto dell’art. 147 c.p.c., espressamente richiamato, per le notificazioni
eseguite con modalità telematica, dall’art. 16 septies del d.l. n. 179 del 2012,
conv., con modif., dalla I. n. 221 del 2012, atteso che questa norma, nel
prevedere che le notificazioni non possono farsi prima delle ore 7 e dopo le ore
21, ha inteso disciplinare espressamente i tempi per il corretto ed efficace
svolgimento dell’attività notificatoria a tutela del diverso interesse di non
4

Corte sulle modifiche normative necessariamente introdotte per disciplinare le

costringere i professionisti alla continua verifica, a qualsiasi ora del giorno e
della notte, dell’arrivo di atti processuali” ( cfr. Cass. 21915/2017 ); ed ha
altresì precisato che “in tema di notificazione con modalità telematica, l’art. 16
septies del d.l. n. 179 del 2012, conv. con modif. nella I. n. 221 del 2012, si
interpreta nel senso che la notificazione richiesta, con rilascio della ricevuta di
accettazione dopo le ore 21.00, ai sensi dell’art. 3 bis, comma 3, I. n. 53 del

disposizione normativa, intesa a tutelare il diritto di difesa del destinatario della
notifica senza condizionare irragionevolmente quello del mittente” ( cfr. Cass.
30766/2017).
Nel caso di specie, dall’esame della documentazione informatica prodotta (
ricevuta di trasmissione e ricevuta di avvenuta consegna allegate al ricorso ) ,
si evince che l’atto è stato inoltrato dal difensore del ricorrente all’indirizzo PEC
del patrocinatore degli intimati alle ore 21,03 del 16.2.2016 e che è stato
ricevuto dal sistema del destinatario alle ore 21,05.
A ciò consegue che il ricorso deve ritenersi notificato ben due giorni dopo a
quello in cui il termine di cui all’art. 327 co 1 cpc ( come sopra computato )
era già spirato .
Il ricorso, dunque, deve dichiararsi inammissibile.
5. Le spese del giudizio di legittimità, avuto riguardo al consolidamento della
giurisprudenza sulle specifiche questioni affrontate solo in epoca successiva al
deposito del ricorso, devono essere compensate.
Ai sensi dell’art. 13 co. 1 quater dpr 115/2002 si da atto della sussistenza dei
presupposti per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a
titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso proposto , a
norma del comma ibis dello stesso art. 13.

PQM

La Corte,
dichiara inammissibile il ricorso.
Dichiara compensate le spese del giudizio di legittimità.
5

1994, si perfeziona alle ore 7.00 del giorno successivo, secondo la chiara

Ai sensi dell’art. 13 co. 1 quater dpr 115/2002 da atto della sussistenza dei
presupposti per il versamento, da parte del ricorrente dell’ulteriore importo a
titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso proposto , a
norma del comma lbis dello stesso art. 13.
Così deciso in Roma nella camera di consiglio della terza sezione civile del

23.4.2018

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