Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 16286 del 10/06/2021

Cassazione civile sez. trib., 10/06/2021, (ud. 16/02/2021, dep. 10/06/2021), n.16286

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. DE MASI Oronzo – Presidente –

Dott. PAOLITTO Liberato – Consigliere –

Dott. FASANO Anna Maria – Consigliere –

Dott. RUSSO Rita – rel. Consigliere –

Dott. REGGIANI Eleonora – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso n. 21133/2016 proposto da:

MINISTERO DELLA GIUSTIZIA in persona del Ministro pro tempore

rappresentato e difeso ope legis dall’Avvocatura Generale dello

Stato, nei cui uffici in Roma via dei Portoghesi 12 è domiciliato;

– ricorrente –

contro

B.S., c.f. (OMISSIS), residente in Roma, domiciliato nel

giudizio d’appello in Roma via Caio Mario 13 presso lo studio

dell’avv. S. Di Fonso;

– intimato –

e nei confronti

EQUITALIA SUD s.p.a. in persona del legale rappresentante pro

tempore, con sede in Roma viale di Tor Marancia 4;

– intimata –

avverso la sentenza n. 1224/25/16 della COMMISSIONE TRIBUTARIA

CENTRALE del LAZIO depositata in data 8.3.2016;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 16/02/2021 dal Consigliere Relatore Dott.ssa RUSSO

RITA.

 

Fatto

RILEVATO

CHE:

1.- B.S. ha proposto ricorso avverso una cartella di pagamento relativa al contributo unificato preteso per un processo di opposizione ad atti esecutivi, quest’ultimo avente oggetto sanzioni amministrative previste dalla L. n. 689 del 1981 promosso nel 2009; deduce che il contributo unificato per tale tipologia processuale è vigente solo dal 2010 e pertanto non dovuto. Il giudice di primo grado ha dichiarato il difetto di giurisdizione. Il contribuente ha proposto appello e la CTR, ritenuta la propria giurisdizione ha esaminato il merito della controversia e affermato che per le opposizioni a sanzioni previste dalla L. n. 689 del 1981 l’esenzione dal contributo unificato è venuta meno solo con la L. n. 191 del 2009, art. 1, comma 212, applicabile dall’anno 2010; ha quindi ritenuto fondato l’appello e lo ha accolto compensando le spese.

2.- Avverso la predetta sentenza il Ministero della giustizia propone ricorso per cassazione affidandosi ad un motivo. Non hanno spiegato difese gli intimati. La causa è stata trattata alla adunanza camerale non partecipata del 16.2.2021.

Diritto

RITENUTO

CHE:

3.- Con il primo e unico motivo di ricorso il Ministero lamenta ex art. 360 c.p.c., n. 3 la violazione e falsa applicazione del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 10 e del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 23, in quanto il contribuente ha proposto una opposizione agli atti esecutivi e non una opposizione a sanzione amministrativa. Deduce che la cartella di pagamento opposta dal contribuente era conseguente dal mancato pagamento di sanzioni amministrative, ma nondimeno il giudizio da lui incardinato, di opposizione alla cartella deve qualificarsi come giudizio di opposizione agli atti esecutivi ex art. 615 c.p.c. ed in quanto tale soggetto al pagamento del contributo unificato; lo stesso giudice d’appello del resto ha correttamente qualificato la natura giuridica del giudizio introdotto dal B. innanzi al giudice di pace ma ne ha tratto la erronea conseguenza che fosse dovuto il contributo unificato.

Il motivo è fondato.

La esenzione da ogni tassa e imposta già prevista per gli atti del giudizio di opposizione all’ordinanza ingiunzione, trova esclusiva applicazione (nel regime vigente anteriormente all’anno 2010) con riguardo al giudizio di “opposizione all’ordinanza -ingiunzione”, a prescindere dal grado, ma non può estendersi al giudizio di opposizione all’esecuzione. Il regime di esenzione di cui si tratta è infatti strettamente collegato alla specificità del processo e non può, quindi, essere esteso ai giudizi di opposizione all’esecuzione, quale è da considerarsi il ricorso avverso la cartella, sia pure essa relativa alla irrogazione di sanzioni ammnistrative, che trova invece il proprio fondamento normativo nelle disposizioni del codice di procedura civile.

Le norme di carattere eccezionale, quali sono quelle che introducono agevolazioni od esenzioni, esigono un’esegesi ispirata al criterio di stretta interpretazione e non sono suscettibili di interpretazione analogica (Cass., n. 13145/2019).

Deve quindi concludersi, in continuità con la precedente giurisprudenza di questa Corte nella specifica materia, che la esenzione dal contributo unificato ai sensi del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 10, comma 1 (nel testo anteriore alla modifica apportata dalla L. 23 dicembre 2009, n. 191, art. 2, comma 212) è unicamente applicabile al giudizio di opposizione all’ordinanza-ingiunzione della L. 24 novembre 1981, n. 689, ex art. 22 e non anche al giudizio di opposizione all’esecuzione ex art. 615 c.p.c.. (Cass. 23877/2020).

Ne consegue, in accoglimento del ricorso la cassazione della sentenza impugnata e non essendo necessari ulteriori accertamenti in fatto può decidersi nel merito, rigettando l’originario ricorso del contribuente.

Le spese del doppio grado del giudizio di merito e del giudizio di legittimità possono essere compensate, in ragione del recente consolidamento della giurisprudenza.

PQM

Accoglie il ricorso cassa la sentenza impugnata e decidendo nel merito rigetta l’originario ricorso del contribuente. Compensa le spese del doppio grado di merito e del giudizio di legittimità.

Così deciso in Roma, nella camera di consiglio da remoto, il 16 febbraio 2021.

Depositato in Cancelleria il 10 giugno 2021

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