Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 16258 del 09/07/2010

Cassazione civile sez. III, 09/07/2010, (ud. 20/05/2010, dep. 09/07/2010), n.16258

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TERZA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. FINOCCHIARO Mario – Presidente –

Dott. MASSERA Maurizio – Consigliere –

Dott. SEGRETO Antonio – Consigliere –

Dott. VIVALDI Roberta – Consigliere –

Dott. AMBROSIO Annamaria – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ordinanza

sul ricorso 4378/2009 proposto da:

I.M., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA DEGLI

SCIPIONI 132, presso lo studio dell’avvocato AGNESE GIAMPIERO, che lo

rappresenta e difende, giusta procura a margine del ricorso;

– ricorrente –

contro

EQUITALIA GERIT SPA – Agente della Riscossione per la Provincia di

Roma – Società soggetta all’attività di direzione e coordinamento

di Equitalia SpA, in persona dell’Amministratore Delegato,

elettivamente domiciliata in ROMA, VIA LUCREZIO CARO 62, presso lo

studio dell’avvocato CARLETTI Donatella, che la rappresenta e

difende, giusta procura in calce al controricorso;

– controricorrente –

e contro

INTESA SANPAOLO SPA (già BANCA INTESA SPA);

– intimata –

avverso la sentenza n. 3148/2008 del TRIBUNALE di ROMA del 5.2.08,

depositata l’11/02/2008;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del

20/05/2010 dal Consigliere Relatore Dott. ANNAMARIA AMBROSIO.

E’ presente il P.G. in persona del Dott. RICCARDO FUZIO.

 

Fatto

PREMESSO IN FATTO

che:

1.- I.M. ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza del Tribunale di Roma pronunciata in data 11-2-2008 di rigetto dell’opposizione agli atti esecutivi dall’odierno ricorrente proposta nei confronti della GERIT s.p.a. e della BANCA INTESA s.p.a..

1.1. Ha resistito al ricorso la GERIT s.p.a., depositando controricorso con cui ha eccepito l’inammissibilità e/o l’infondatezza del ricorso.

La BANCA INTESA s.p.a. non ha svolto attività difensiva.

2. Il ricorso è soggetto alle disposizioni di cui al D.Lgs. n. 40 del 2006, attesa la data di pronuncia della sentenza impugnata.

Essendosi ravvisate le condizioni per la decisione in Camera di consiglio, è stata redatta relazione ex art. 380 bis c.p.c., regolarmente notificata.

2.1. Parte ricorrente ha depositato memoria.

Diritto

CONSIDERATO IN DIRITTO

quanto segue:

1. – Nella relazione redatta ex art. 380 bis c.p.c., si legge:

“(…) 3. – Il ricorso appare inammissibile sotto molteplici profili.

3.1. Invero – anche a voler ritenere che il ricorso testualmente proposto ex art. 360 c.p.c., sia stato formulato ai sensi dell’art. 111 Cost. in relazione all’art. 360 c.p.c., u.c. – il ricorso stesso risulta formulato senza rispettare i requisiti di cui all’art. 366 bis c.p.c., qui applicabile, come introdotto dall’art. 6 del cit.

D.Lgs..

Invero il ricorso – denunciante violazione e/o falsa applicazione dell’art. 100, violazione e/o falsa applicazione dell’art. 510 c.p.c., omessa, insufficiente o contraddittoria motivazione circa un fatto controverso e decisivo per il processo si conclude con la formulazione di quesito di diritto, assolutamente inadeguato, risolvendosi in una enunciazione di carattere generale e astratto, priva di qualunque indicazione sul tipo della controversia e sulla sua riconducibilità alla fattispecie in esame, tale da non consentire alcuna risposta utile a definire la causa nel senso voluto dal ricorrente, non potendosi desumere il quesito dal contenuto del motivo o integrare il primo con il secondo, pena la sostanziale abrogazione del suddetto articolo (Cass. civ., Sez. Unite, 11/03/2008, n. 6420).

Si rammenta inoltre che la formulazione del quesito di diritto di cui all’art. 366 bis cod. proc. civ., deve avvenire in modo rigoroso e preciso, evitando quesiti multipli o cumulativi. Da ciò consegue che i motivi di ricorso fondati sulla violazione di leggi e quelli fondati su vizi di motivazione debbono essere sorretti da quesiti separati. Invero le Sezioni Unite pur ritenendo ammissibile, in via di principio, il ricorso per cassazione nel quale si denunzino con un unico articolato motivo d’impugnazione vizi di violazione di legge e di motivazione in fatto – hanno precisato che a tali effetti occorre che il motivo si concluda con una pluralità di quesiti, ciascuno dei quali contenga un rinvio all’altro, al fine di individuare su quale fatto controverso vi sia stato, oltre che un difetto di motivazione, anche un errore di qualificazione giuridica del fatto (Cass. civ., Sez. Unite, 31/03/2009, n. 7770). E ciò non è avvenuto nella specie.

3.2. Peraltro appare sussistere anche un’ulteriore causa di inammissibilità, in quanto non risulta osservato il requisito di ammissibilità del ricorso stabilito dall’art. 366 c.p.c., comma 1, n. 6, giacchè il motivo riguarda un atto del processo esecutivo (il progetto di distribuzione) di cui non si indica neppure se sia allegata copia in atti, tantomeno si indica la sede in cui esso risulterebbe esaminabile (cfr. Cass. n. 28547 del 2008)”.

2. – Il Collegio condivide le argomentazioni e conclusioni della relazione che non sono in alcun modo infirmate dalle deduzioni svolte nella memoria di parte ricorrente, rivelandosi conformi a principi costantemente affermati da questa Corte in tema di formulazione dei quesiti e ammissibilità del ricorso.

3. – In definitiva il ricorso va dichiarato inammissibile.

Le spese seguono la soccombenza e sono liquidate come in dispositivo in favore della s.p.a. EQUITALIA GERIT.

P.Q.M.

La Corte dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al rimborso delle spese del giudizio di cassazione, liquidate in Euro 2.200,00 (di cui Euro 200,00 per spese) oltre rimborso spese generali e accessori come per legge.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio, il 20 maggio 2010.

Depositato in Cancelleria il 9 luglio 2010

 

 

 

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA