Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 1625 del 23/01/2018


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Civile Sent. Sez. 2 Num. 1625 Anno 2018
Presidente: LOMBARDO LUIGI GIOVANNI
Relatore: CORRENTI VINCENZO

SENTENZA

sul ricorso 16872-2013 proposto da:
SINI SERGIO, elettivamente domiciliato in ROMA, VIA
GREGORIO VII 466, presso lo studio dell’avvocato MARINA
FLOCCO, che lo rappresenta e difende;
– ricorrente
contro

MANIS

SIMONETTA,

PISANO

PAOLO,

elettivamente

domiciliati in ROMA, VIA GIUNIO BAZZONI l, presso lo
studio dell’avvocato FRANCESCO ASCIANO, che li
rappresenta e difende unitamente agli avvocati ANNA
INGIANNI, GIOVANNI MARIA LAURO;
– controricorrenti –

Data pubblicazione: 23/01/2018

avverso la sentenza n. 261/2013 della CORTE D’APPELLO
di CAGLIARI, depositata il 29/04/2013;
udita la relazione della causa svolta nella pubblica
udienza del 22/11/2017 dal Consigliere Dott. VINCENZO
CORRENTI;
udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore

rigetto del primo motivo di ricorso assorbiti gli
altri;
udito

l’Avvocato

FLOCCO

Marina,

difensore

del

ricorrente che ha chiesto l’accoglimento del ricorso;
udito l’Avvocato ASCIANO Francesco, difensore dei
resistenti che ha chiesto di riportarsi agli atti.

2

Generale Dott. ALESSANDRO PEPE che ha concluso per il

FATTO E DIRITTO
Con sentenza 31.8.2012 il Tribunale di Cagliari, pronunziando sulla
domanda di Paolo Pisano e Simonetta Manis, ha rigettato quella proposta
contro Efisio Serri e condannato Sergio Sini a cessare le immissioni di
fumo nella proprietà condominiale ed esclusiva degli attori / astenendosi

Gaucho, al piano terreno di via Asproni 9 Cagliari, oltre danni e spese.
La Corte di appello di Cagliari, con sentenza 22.4.2013, ha dichiarato
inammissibile l’appello del soccombente per tardività, richiamando Cass.
7324/2012 in tema di notificazione ex art. 140 cpc in relazione alla
sentenza della Corte costituzionale n. 3 del 2010 e statuendo che, come
comprovato dalla relata, la sentenza era stata notificata al procuratore
costituito ai sensi dell’art. 140 cpc il 14.9.2012 e da tale data decorreva il

dall’utilizzare sistemi di cottura a calore nella cucina del ristorante El

n
i
I

termine breve di trenta giorni che scadeva il 16 ottobre e non il
successivo 23.
Ricorre Sini con motivi “di diritto” e “di fatto” sostenendo che la notifica ai
sensi dell’art. 140 cpc si perfeziona dopo la ricezione della raccomandata
o comunque decorsi dieci giorni, prospettando l’illegittimità costituzionale
della norma e, nel merito, la mancanza della prova del superamento dei
limiti della normale tollerabilità.
Resistono con controricorso Pisano e Manis.
Le parti hanno presentato memorie ed il ricorrente documenti
inammissibili, che non attengono alla proponibilità del ricorso.
Premesso che il sindacato della Corte è limitato al primo profilo, pur in
mancanza di espresse indicazioni, da parte del ricorrente, sulla data di

effettiva ricezione, va ricordato che l’art. 140 cpc prevede il deposito
nella casa comunale e l’invio della raccomandata e che la Corte
costituzionale, con sentenza 14.1.2010 n. 3, ha dichiarato la norma
costituzionalmente illegittima nella parte in cui prevede che la notifica si
perfeziona con la spedizione anzicchè con la ricezione o comunque

Il controricorrente replica che la data di notifica della sentenza va
individuata nel 14.9.2012, giorno della ricezione nel domicilio eletto
dell’avv.Daniela Corso, da parte del collega di studio D. Columbanu, della
raccomandata inviata dall’ufficiale giudiziario il 13.9.2012 ai sensi dell’art.
140 cpc, come da fotocopia riprodotta in controricorso.
Dall’esame degli atti resta confermato quanto sopra.
Questa Corte ha statuito che la notifica ex art. 140 cpc si perfeziona per il
destinatario col ricevimento della raccomandata informativa che rende
conoscibile l’atto, essendo necessario il decorso dei dieci giorni dalla
spedizione solo nel caso in cui questa non sia ricevuta ( Cass. 2.10.2015
n. 19772, Cass. 25. 2. 2011 n. 4748).
Donde il rigetto del ricorso e la condanna alle spese mentre non è
rilevante ed è manifestamente infondata la prospettata questione di
legittimità costituzionale, già oggetto di pronunzia nel senso sopra
riportato.
PER QUESTI MOTIVI
La Corte rigetta il ricorso , condanna il ricorrente alle spese, liquidate
in euro 2700 di cui 200 per spese vive oltre spese forfettarie nel 15% ed

decorsi dieci giorni.

accessori, dando atto dell’esistenza dei presupposti ex dpr 115/2002 per
il versamento dell’ulteriore contributo unificato.
Così deciso in Roma, nella camera di consiglio della Seconda Sezione
Civile della Corte suprema di Cassazione, il 22 novembre 2017.

ano Giudiziario
‘a NERI

Il Consigliere estensore

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