Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 16239 del 10/06/2021

Cassazione civile sez. trib., 10/06/2021, (ud. 18/02/2021, dep. 10/06/2021), n.16239

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. CHINDEMI Domenico – Presidente –

Dott. DE MASI Oronzo – rel. Consigliere –

Dott. BALSAMO Milena – Consigliere –

Dott. FASANO Anna Maria – Consigliere –

Dott. CAVALLARI Dario – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 5713-2016 proposto da:

C.G., in qualità di erede di F.T.,

F.M.A., F.C. e F.F.L.E.,

entrambi eredi di F.S.A., quali coeredi di

F.V., F.M.G. e FI.CO.,

elettivamente domiciliati in ROMA, L.GO G.MACCAGNO 7, presso lo

studio dell’avvocato LIDIA ROSA, rappresentati e difesi

dall’avvocato NICOLA TODARO;

– ricorrenti –

contro

AGENZIA DELLE ENTRATE, in persona del Direttore pro tempore,

elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12, presso

l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la rappresenta e difende;

– resistente –

avverso la sentenza n. 212/2015 della COMM. TRIB. REG. LAZIO,

depositata il 22/01/2015;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del

18/02/2021 dal Consigliere Dott. ORONZO DE MASI.

 

Fatto

RITENUTO

che:

La Commissione tributaria regionale del Lazio respingeva l’appello proposto da F.C., F.G., F.T., F.M.A., Fi.Ca. e F.S., avverso la decisione di rigetto dell’impugnazione dell’avviso di liquidazione dell’imposta di registro relativamente alla sentenza n. 14779/93 del Tribunale di Roma che aveva disposto lo scioglimento della comunione ereditaria tra gli stessi e L.A., attribuendo a quest’ultima la quota immobiliare indivisa degli altri condividenti dietro versamento di una somma in denaro pari al valore della predetta quota, come determinato mediante consulenza tecnica d’ufficio.

Il giudice d’appello, confermando la sentenza del primo giudice, osservava che la sentenza tassata aveva natura meramente dichiarativa e che quindi l’Ufficio avesse legittimamente elevato il valore dei compendio immobiliare oggetto di attribuzione a favore della L., in applicazione del D.P.R. n. 131 del 1986, artt. 51 e 52, stante il pieno esercizio della potestà di determinazione della imposta effettivamente dovuta.

C.G., in qualità di erede di F.T., F.M.A., F.F.L.E. e Fi.Ca., entrambi in qualità di eredi di F.S., tutti anche in qualità di eredi di F.V., ricorrono per cassazione sulla base di un motivo.

L’Agenzia delle entrate si è riservata di partecipare alla discussione.

Diritto

CONSIDERATO

che:

Con il motivo di ricorso si denuncia violazione di legge, ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, in relazione al D.P.R. n. 131 del 1986, artt. 44 e 34, nonchè artt. 37, 51 e 52, per non avere la CTR considerato che l’assegnazione alla L. della quota immobiliare spettante ai germani F. dietro versamento di un corrispettivo a loro favore, qualificabile come “indennizzo”, precludeva all’Ufficio la possibilità di procedere all’accertamento di maggior valore del compendio immobiliare, provenendo la valutazione dei beni recepita dal Tribunale di Roma, nella pronuncia che aveva sciolto la comunione ereditaria esistente tra le parti in causa, da un soggetto “terzo”, il perito nominato dall’autorità giudiziaria, e che il “trasferimento” della quota (1/4) di immobili ceduta in cambio di un equivalente in denaro era avvenuto “sotto il controllo dell’autorità giudiziaria”.

Parte ricorrente, con istanza depositata il 5/10/2020, ha chiesto la sospensione del processo per avere presentato domanda di definizione agevolata delle controversie tributarie, ai sensi del D.L. n. 119 del 2018, art. 6 comma 10, convertito nella L. n. 136 del 2018, come da documentazione prodotta in allegato.

L’Avvocatura dello Stato, in prossimità dell’adunanza, ha depositato istanza di estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere atteso che la Direzione Provinciale di Roma I dell’Agenzia delle entrate ha comunicato che la parte contribuente aveva presentato domanda D.L. n. 119 del 2018, ex art. 6, convertito con modificazioni dalla L. n. 136 del 2018, e che la domanda e il relativo versamento sono stati effettuati nei termini prescritti dal citato art. 6.

L’istanza va accolta mentre le spese processuali devono essere compensate, come previsto dal citato comma 13, art. 6 (Cass. 11 novembre 2019, n. 29015, Cass. n. 29016 del 2019, Cass. n. 29017 del 2019, Cass. n. 29019 del 2019, Cass. n. 29020 del 2019; Cass. 6 novembre 2019, n. 28560; Cass. 5 novembre 2019, n. 28438).

PQM

La Corte dichiara estinto il giudizio per cessazione della materia del contendere; spese compensate.

Così deciso in Roma, il 18 febbraio 2021.

Depositato in Cancelleria il 10 giugno 2021

 

 

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