Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 1619 del 24/01/2020

Cassazione civile sez. II, 24/01/2020, (ud. 04/04/2019, dep. 24/01/2020), n.1619

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SECONDA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. PETITTI Stefano – Presidente –

Dott. COSENTINO Antonello – Consigliere –

Dott. GRASSO Giuseppe – Consigliere –

Dott. GIANNACCARI Rossana – rel. Consigliere –

Dott. CRISCUOLO Mauro – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sul ricorso 11792-2018 proposto da:

ORDINE PROVINCIALE DEI MEDICI CHIRURGHI E DEGLI ODONTOIATRI DI MILANO

– COMMISSIONE ALBO ODONTOIATRI ISTITUITA IN SENO AL CONSIGLIO,

elettivamente domiciliato in ROMA, VIA G. FERRARI N. 12, presso lo

studio dell’avvocato SERGIO SMEDILE, che lo rappresenta e difende

unitamente all’avvocato ENRICO ANTONIO MARIA PENNASILICO;

– ricorrente –

contro

D.G.M.N., elettivamente domiciliato in ROMA,

VIA BASENTO 37, presso lo studio dell’avvocato PAOLO PIZZUTI, che lo

rappresenta e difende unitamente all’avvocato VANIA CIRESE;

– controricorrente –

avverso la decisione n. 92/2017 della COMM.CENTR.ESERC.PROFESSIONI

SANITARIE di ROMA, depositata il 30/01/2018;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

04/04/2019 dal Consigliere Dott. ROSSANA GIANNACCARI;

udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

SGROI CARMELO, che ha concluso per l’accoglimento del ricorso in sub

rinvio;

udito l’Avvocato SMEDILE Sergio, difensore del ricorrente che si

riporta agli atti depositati;

udito l’Avvocato NADARI Riccardo con delega depositata in udienza

dell’Avvocato Vania CIRESE, difensore del resistente che si riporta

agli atti depositati.

Fatto

FATTI DI CAUSA

Con decisione del 28.9.2017, notificata il 12.2.2018, la Commissione Centrale per gli esercenti la professione sanitaria riformava la decisione di primo grado dell’Ordine Provinciale dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Milano, che aveva irrogato al Dott. D.M.N. la sanzione disciplinare della radiazione, sostituendola con la sanzione della sospensione dall’esercizio professionale per tre mesi.

Ha proposto ricorso per cassazione l’Ordine Provinciale dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Milano, affidato a due motivi.

Ha resistito con controricorso D.M.N. che, in prossimità dell’udienza, ha depositato memorie difensive.

Diritto

RAGIONI DELLA DECISIONE

Con il primo motivo di ricorso, si deduce, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, la violazione degli artt. 158 e 161 c.p.c. e la nullità della sentenza per violazione dell’art. 117 Cost., comma 1, in riferimento all’art. 6 par. 1 della CEDU e della sentenza della Corte Costituzionale 215/2016, poichè la Commissione Centrale sarebbe stata costituita dai Dott. C. e L., indicati dal Consiglio Superiore di Sanità, sulla base di un provvedimento amministrativo, il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, annullato dal Consiglio di Stato con sentenza N. 769/2018. Con la nomina dei due dirigenti del Ministero della Sanità, la Commissione non assicurerebbe le garanzie di indipendenza dell’organo giudicante, alla luce dei principi stabiliti dalla Corte Costituzionale con sentenza N. 215/2016.

Con il secondo motivo di ricorso, si deduce, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, la violazione dell’art. 108 Cost., comma 2, dell’art. 111 Cost. e art. 117 Cost., comma 1, in riferimento all’art. 6, par. 1 della CEDU per essere la Commissione Centrale composta da due dirigenti del Ministero della Salute, i dottori C. e L., designati dall’Istituto superiore di Sanità ma soggetti al potere disciplinare del Ministero e, quindi, privi dell’indipendenza ed imparzialità.

I motivi, che vanno esaminati congiuntamente per la loro connessione, sono fondati.

Il D.M. 6 agosto 2003, n. 342 ha istituito il Consiglio Superiore di Sanità, organo consultivo del Ministero della salute, costituito da componenti di diritto e da componenti non di diritto, tutti nominati con decreto del Ministro della Salute.

I componenti non di diritto del Consiglio Superiore di Sanità durano in carica tre anni e sono rinnovabili; decadono automaticamente dalla carica o a seguito di dimissioni o dopo tre assenze consecutive; in tali casi il Ministro, con proprio decreto, nomina i componenti che subentrano, i quali restano in carica fino alla scadenza del Consiglio.

La nomina di componenti del Consiglio Superiore di Sanità non soddisfa le garanzie di autonomia ed indipendenza della Commissione Centrale, secondo i principi univocamente dettati dalla Corte Costituzionale con sentenza N. 215 del 21.9.2016 e recentemente ribaditi dal Consiglio di Stato con sentenza N. 768/2018.

Come osservato dalla Corte Costituzionale, il sistema costituzionale non rifiuta, in linea di principio, commistioni potenziali favorite dalla designazione, di matrice governativa o politica, di soggetti chiamati a comporre organi di giurisdizione speciale ma al contempo, prevede una pluralità di presidi predeterminati ex lege nella regolamentazione dei criteri di composizione e costituzione degli organi speciali – che garantiscano, malgrado tali correlazioni, l’indipendenza del giudicante dall’amministrazione di riferimento comunque coinvolta nel relativo giudizio.

In siffatti casi, secondo il giudice delle leggi, cresce, di pari passo, l’esigenza di determinatezza dei momenti di garanzia attraverso i quali il legislatore ordinario finisce per assicurare l’indipendenza dell’organo di giurisdizione speciale. Devono essere, pertanto, garantiti effettivi “momenti di cesura” tra il componente designato e l’amministrazione di provenienza, una volta che si si è provveduto alla designazione.

Sotto questo profilo, sono da ritenersi decisivi i riferimenti allo status giuridico, economico e disciplinare dei componenti designati una volta effettuata la nomina e, dunque, nel corso del mandato.

Per tali ragioni, la nomina dei componenti della Commissione Centrale di matrice ministeriale è contraria ai requisiti di indipendenza, richiesti dal giudice delle leggi anche con riferimento ai componenti del Consiglio Superiore della Sanità.

Sono ostativi alla loro indipendenza la possibile conferma del mandato, lasciata alla mera discrezionalità dell’autorità designante, nonchè la circostanza in forza della quale i citati componenti rimangono incardinati, dopo la designazione, nella stessa amministrazione di riferimento: lo status economico e giuridico del dirigente scelto non muta, infatti, dopo la nomina, nonostante la quale l’attività dello stesso dirigente rimane soggetta anche al controllo disciplinare del Ministero designante e ciò nonostante il Consiglio Superiore di Sanità goda di ampia autonomia e sia privo di obblighi di dipendenza funzionale rispetto al Ministero.

La nomina di componenti di matrice ministeriale, in assenza dei presidi previsti dalla Corte Costituzionale, non assicura garanzie sull’autonomia decisoria, potendo essi essere anche assoggettati a revoca del loro mandato o, indubitabilmente, ad azione disciplinare da parte del Ministero della Salute per eventuali voti o giudizi espressi in seno alla Commissione.

L’illegittimità della composizione della Commissione è alla base della decisione del Consiglio di Stato, che, con sentenza N. 769/2018 del 6.2.2018, ha annullato il D.P.C.M. 27 dicembre 2016, istitutivo di detta Commissione o per la presenza di due componenti, il Dott. C. ed il Dott. L., i quali, se pur designati dal Consiglio Superiore di Sanità, sono dirigenti del Ministero della Salute e ad esso assoggettati quanto allo status giuridico ed al sistema disciplinare.

Il ricorso va, pertanto, accolto.

La decisione impugnata va cassata e rinviata, anche per le spese del giudizio di legittimità alla Commissione Centrale per gli esercenti la professione sanitaria, che giudicherà in diversa composizione.

P.Q.M.

Accoglie il ricorso, cassa la decisione impugnata e rinvia, anche per le spese del giudizio di legittimità alla Commissione Centrale in diversa composizione.

Così deciso in Roma, nella Camera di Consiglio della Sezione Seconda Civile della Corte di cassazione, il 4 aprile 2019.

Depositato in Cancelleria il 24 gennaio 2020

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